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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Islam percepito (2)

2009-12-01
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Ho già scritto di quanto la lista dei 500 musulmani più influenti del mondo sia una farsa.

Lo diventa ancora di più confrontandola con la lista dei 67 uomini più potenti al mondo di Forbes.

Con questa comparazione, capiamo anche la differenza fra uomini influenti e uomini potenti, una differenza non da poco.

Infatti, stabilito che 1 essere umano su 4 è musulmano, nella lista di Forbes ci dovrebbe essere un buon 25% di musulmani. Invece ce n’è al massimo un 10%.

Di che tipo di influenza parliamo, insomma? Forse della suina, notoriamente invisa ai musulmani.

Guardando alla lista di Forbes, poi, stabiliamo una volta per tutte che i musulmani sembrano contare solo se tirano bombe o galleggiano sul petrolio.

E se, come Bin Laden, riesci a fare entrambe le cose, allora entri in lista anche da morto, o quasi.

Ma andiamo per ordine: il re saudita, Abdullah bin Abdul Aziz al-Sa’ud, ovvero il primo della lista “musulmana” è al nono posto di quella di Forbes. Secondo la “500” Abdullah è potentissimo in quanto:

  1. Custodian of the Two Holy Mosques;
  2. Controls World’s Largest Oil Reserves
  3. Controls Largest Da’wa Network (cioè la rete missionaria)
  4. Reformer

I punti 3. e 4. scompaiono sulla “67” di Forbes:

Absolute ruler of desert kingdom that contains the world’s largest crude oil reserves, two holiest sites in Islam. State-owned oil producer Saudi Aramco most profitable company on Earth, earns more than $200 billion a year, has reserves of 260 billion barrels or 25% of planet’s known supply.

La 500 mette al secondo posto l’Ayatollah Khamenei in quanto:

  1. leader religioso dell’Iran
  2. leader della rivoluzione islamica in Iran

Cioé: è il capo assoluto dell’Iran. Cosa che afferma anche Forbes che mette Khamenei al posto n. 40.

Al terzo posto della 500 c’è Mohammed VI del Marocco. Forbes non lo mette nei 67.

Al quarto re Abdullah II di Giordania. Forbes non lo cita.

Poi viene Erdogan (quinto) e sulla 67 non ve n’è traccia.

Siamo al n. 6: Sultan Qabus, il sultano dell’Oman. Vi ricordate la sua nave nel porto di Napoli? Ma Forbes tace.

Eccoci al n. 7: Ali Husseyni al-Sistani che, spiritualmente parlando, è il più importante sciita duodecimano in vita. Forbes lo ignora.

Numero 8. Sheykh Tantawi, dell’Università di al-Azhar. Quello della polemica sul niqab. Forbes? Non pervenuto.

Numero 9. Yusuf al-Qaradawi. No Forbes.

Numero 10. Ali Gomaa. No Forbes.

Riassumendo: fra i primi 10 dei 500  solo 2 stanno nella lista di Forbes. Sono i primi due: il primo è al 9° posto e il secondo è al 40°.

In compenso al 27° posto c’è Ahmed bin Zayed al-Nahyan, Managing Director della Abu Dhabi Investment Authority. Ecco la foto di quello che Forbes definisce un “elusive managing director” che “runs world’s largest sovereign wealth fund”.

Ecco la foto dello sfuggente miliardario:

Su Forbes poi figurano due personaggi poco raccomandabili: Osama bin Laden (37°, prima di Khamenei), cioè un terrorista-forse-vivo (nella 500 c’è anche suo fratello) e Dawud Ibrahim Kaskar (50°, non presente nei 500), che Forbes descrive così:

Son of a police officer now India’s most wanted man. As boss of Mumbai-based organized crime syndicate D-Company, reputedly oversees international drug trafficking, counterfeiting, weapons smuggling. Suspected al-Qaida associate; U.S. declares him a global terrorist, U.N. tried to freeze his assets. Prime suspect in 1993 Bombay blasts that killed 257 people and wounded 713. Rumor has it he’s hiding out in Pakistan, protected by appearance-altering plastic surgery as well as friends in Pakistani intelligence community.

Per concludere abbiamo Syed Yousaf Raza Gilani, cioè il primo ministro pakistano, descritto un po’ come l’anti-Osama ma meno potente. In questo la 500 è probabilmente più terra-terra. Non vi è traccia di Gilani nella 500, dove invece compaiono altri pakistani come Hajji Mohammed Abd al-Wahhab, l’amir della Tablighi Jama’at o Abdul Qadeer Khan, scienziato nucleare, o Ashfaq Parvez Kayani, capo dell’esercito.

Dalla legge “oil and terror ” si salva, relativamente, Waddah Khanfar, il palestinese che guida al-Jazeera (al 54° posto di Forbes e un po’ defilato nella 500). Lui è solo un giornalista.

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4 Responses to Islam percepito (2)

  1. […] Islam percepito (2) […]

  2. […] sicuro non si trova in Pakistan, dice Gilani […]

  3. […] (rimando al post originario e al suo sequel): si tratta di un elencone di musulmani “influenti” strutturato secondo un’idea […]

  4. […] comunque: i musulmani sono 7 su 68, e su questo valgono le osservazioni fatte l’altr’anno (in comparazione con la lista dei 500 musulmani più […]

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