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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Refusi confusi

2009-12-09
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Forse questo non c’entra molto con l’islam, ma negli ultimi tempi ho notato un incremento e al tempo stesso una evoluzione dei refusi.

Sui quotidiani cartacei ci sono sempre stati. Per lo più si trattava di lettere sbagliate, sviste del compositore, che tutto sommato non inficiavano la comprensione né della singola parola né della frase intera.

Il moltiplicarsi dei media ha fatto sì che ora i refusi si trovino non solo sulla carta stampata (notevo l’incremento anche nei libri) ma anche sui supporti informatici e in rete: teletext, notiziari on-line, blog (neanche questo ovviamente ne è esente), testi digitalizzati. E soprattutto l’uso di wordprocessor e software per l’impaginazione ha snellito le procedure, ma, a mio avviso, ha paradossalmente favorito la trasformazione del refuso.

Ora infatti capita di trovare parole di cui è stata sbagliata la digitazione per una sola lettera che vengono sostituite dal correttore automatico con parole assolutamente fuori contesto. E addirittura intere parole o righe saltate, frutto di idioti automatismi del software di impaginazione o di un maldestro uso del copia-e-incolla. Cose che a volte complicano o compromettono la comprensione stessa del testo.

Mi viene da pensare che ai fini dell’ottimizzazione della produzione si sia eliminata la figura del correttore di bozze, affidandosi ciecamente all’intelligenza (o idiozia) artificale, con risultati decisamente scadenti.

Quando però si tratta di parole straniere non inglesi il refuso spesso è frutto di ignoranza o di superficialità.

Una segnalazione: per ben due volte nel cruciverba di un noto giornale free-press distribuito nella metropolitana di Roma ho trovato che alla definizione “guida musulmana” o “leader spirituale islamico” corrispondeva la parola “IMAN”.

Qui non si tratta di un refuso, dato che gli incroci impongono l’errore. E’ una vera è propria castroneria.

Quindi lo dico per tutti i cruciverbisti: la “guida spirituale musulmana” (ma cercate anche altre definizioni più appropriate, tipo: “guida la preghiera in moschea”) è “IMAM”, mentre “IMAN” è un nome proprio femminile di origine araba (significa “fede”).

Ad esempio vi è una famosa modella di origine somala, attualmente sposata con David Bowie, che porta questo nome e che fa all’uopo dei cruciverbisti.

D.

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One Response to Refusi confusi

  1. Lorenzo on 2009-12-09 at 12:17

    Evidentemente le parole con finale N o M sono un problema per gli italiani. Spesso trovo “Ramadam” invece che Ramadan” dove, in questo caso, Ramadam non significa niente.

    Sono quasi convinto che alcuni abbiano subodorato una regola di grammatica del tipo: “se imam è con la M allora si dirà Ramadam” … vai a capire …

    Forse c’è anche l’influsso del termine geografico “Amba Aradam” (un rilievo montuoso etiope) che viene usato come sinonimo di “armamentario, groviglio, guazzabuglio, confusione”, non a caso nella dizione “ambaradan” (es.: “con tutto ‘st’ambaradan”).

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