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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

The Manchurian journalist

2010-01-20
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Nelle guerre ci sono due parti in lotta.

Queste due parti hanno un fine, vincere. Dunque operano in tutti i sensi allo scopo di vincere.

Il ché, ovviamente, si ripercuote pesantemente su ciò che dicono e sull’informazione che diffondono.

In guerra l’informazione diffusa dalle parti in lotta si chiama propaganda. Il suo scopo non è quello di informare le persone ma di rafforzare le convinzioni di chi combatte.

Capisco il motivo dell’esistenza della propaganda di guerra sebbene, ovviamente, io tenda a non considerarla una fonte affidabile ma una metafonte, cioè una fonte che parla di se stessa.

Percepisco anche le motivazioni che stanno dietro a iniziative propagandistiche come liberali per israele o ebraismo e dintorni, sebbene mi chieda come facciano i redattori di quei due blog a sentirsi a posto con la coscienza.

Chi proprio non capisco è un’Adriana Bolchini.

Adriana Bolchini, giornalista, è in guerra con l’islam anche se apparentemente non ne avrebbe alcun motivo.

E’ solo che proprio ‘sti silamici non le piacciono e basta. Non li vuole vedere, sentire, non vuole che esistano.

Il suo esercizio quotidiano è: “troviamo un modo di raccontare gli eventi premesso che l’islam è il male”.

Ieri questo paradigma ha raggiunto un livello di menzogna tale che – credo – neanche un Magdi Cristiano Allam riuscirebbe a sopportare.

Sotto al titolo “ISLAM uguale GUERRA”, maiuscole sue, Adriana racconterebbe gli ultimi massacri in Nigeria riportando un articolo del Corriere cui però premette un corsivo di cui qui riporto l’incipit:

Vi anticipo ancora prima di pubblicare l’articolo, che è scritto e interpretato di parte, infatti lascia intendere che le vittime siano tutte islamiche, in quanto rilasciate dagli islamici, notizie dalla controparte invece nessuna (fonte).

Il Corriere di parte? Di quale parte sarebbe il Corriere?

Ma la cosa più brutta è che Bolchini, senza dirlo da nessuna parte, taglia artatamente l’articolo del Corriere, eliminando fra l’altro quella parte in cui l’arcivescovo di Abuja, John Olorunfemi Onayekan, tenta di smontare la tesi del conflitto religioso, dicendo anche:

Quando ci sono problemi politici si trova una miscela di differenze etniche e sociali, mischiate insieme, cui si aggiunge la differenza religiosa, che segue queste linee. Allora diventa difficile puntualizzare esattamente quale sia la causa. Ma secondo me la causa principale è il controllo del potere e il senso di appartenenza ad un gruppo o all’altro (fonte).

Secondo me la Bolchini funziona un po’ come il candidato presidente di Manchurian candidate. Qualcuno le telefona e le dice: “Bolchini? Adriana Bolchini?” e lei va in trance e prende istruzioni tipo: “scrivi che la strage in Nigeria è colpa dei musulmani”.

Davvero triste.


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13 Responses to The Manchurian journalist

  1. darmius on 2010-01-20 at 09:49

    Diamo a cesare quel che è di cesare, mi verrebbe da dire.
    Radio Vaticana (http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=350367), presentando i “Lineamenta del Sinodo dei Vescovi sulla Chiesa in Medio Oriente convocato da Benedetto XVI per il prossimo ottobre” ha usato queste parole: “la crescita dell’Islam politico nelle società musulmane, a partire dagli anni ’70, ha prodotto ‘correnti estremiste’ che rappresentano una ‘minaccia per tutti, cristiani e musulmani'”.
    Il televideo RAI (http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/view.jsp?p=150&id=671312&idmenumain=6), riprendendo un po’ pedissequamente RV, esce con questa frase: “Le correnti estremiste nate nelle società musulmane rappresentano ‘una minaccia per tutti, cristiani e musulmani'” .
    Be’, pur nell’ottica di una religiously correctness, devo ammettere che questa definizione mi suona bene. Cioè esprime bene cosa si dovrebbe intendere quando si parla di “islamici-cattivi” o di “musulmani-taglia-gole”, ecc.
    D

  2. Adriana Bolchini on 2010-01-20 at 12:16

    sì davvero triste, che lei non noti che ho riportato i collegamenti sia al primo che al secondo articolo, cosicché ciascuno possa leggerli e farsi le proprie idee, ma evidentemente lei è di parte, proprio come me, quindi la sua morale se la può pure tenere, anche se ha notato che forse non avrei motivo, infatti non ho nulla da guadagnare, ma da perdere sì: libertà, diritti, principi democratici. Conosce questi termini? Non sono solo parole, ma VALORI e in Europa grazie a certi islamici (non a tutti per fortuna, sappia che ho amici veri nell’ambito islamico e non pochi) li stiamo perdendo, dobbiamo avere paura persino di denunciare un furto o un’aggressione.
    Per quanto riguarda il Vaticano e certi vescovi poi… lasciamo perdere. Loro hasnno perduto nella storia e sperano di rifarsi attraverso l’islam proprio qui da noi, altri invece più modestamente temono ritorsioni e preferiscono vivere da dhimmi che reagire, io non la penso come loro e lo scrivo e lo sostengo in ogni modo, ovviamente a mio rischio e pericolo.
    Ma forse lei vive su un altro pianeta, io purtroppo vivo qui e finché potrò cercherò di morire da persona libera e non da dhimmi.
    La ringrazio comunque della partecipazione, è sempre interessante conoscere opinioni diverse dalle proprie proprio per i principi che ho enunciato prima.
    Cordialmente. Adriana Bolchini (non Boldrini)

  3. Lorenzo Declich on 2010-01-20 at 13:39

    I miei valori sono ben radicati, non temere.

    Sono di parte, ma di una parte molto piccola, sebbene chiassosa.

    E non sono un giornalista.

    Certamente non sono in guerra e non pretendo di dire la verità.

    Cerco di riportare le fonti fedelmente affinché quello che dico in base ad esse possa essere controllato ed eventualmente rettificato o cassato.

    Il tuo articolo intitolato “ISLAM uguale GUERRA” porta come sottotitolo “Nigeria, scontri cristiani-musulmani. Almeno 192 morti nella città di Jos. Il motivo sarebbe la costruzione di una moschea in un quartiere cristiano. Imposto il coprifuoco permanente”.

    L’articolo che linki immediatamente dopo – scrivendo “da il Corriere” – titola invece “Scontri in Nigeria, migliaia in fuga dalle loro case. «Rischio epidemia»”, mentre il sottotitolo fa: “Centinaia di morti dopo le violenze tra cristiani e musulmani. I vescovi: «La religione non c’entra»”

    Dopo il tuo corsivo prendi quell’articolo e lo tagli a tuo piacimento.

    C’è una bella differenza fra le operazioni che hai fatto e il concetto di “citazione delle fonti”.

    L’operazione che hai fatto tu si chiama “interpolazione”.

    Il tuo è puro spirito di fazione. Faziosità.

    Eppure sul tuo sito c’è scritto “Adriana Bolchini, giornalista”, non “Adriana Bolchini, taglia e cuci a piacimento”.

    Sarà, ma questo modo di fare a mio modo di vedere non giova alla causa della libertà, dei diritti e dei principi democratici.

    E dicendo questo non ho nessun intento censoreo: la libertà – quella sì – è sacra e tu, dal mio punto di vista, ne sei un’incarnazione.

    • Lorenzo Declich on 2010-01-20 at 15:14

      Quanto a vescovi &co. cito per intero questa notizia diffusa da Agenzia Fides, l’agenzia di stampa della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, che poi sarebbe l’ex-Propaganda fide.

      AFRICA/NIGERIA – “Le versioni sull’origine degli scontri non sono corrette” dice a Fides l’Arcivescovo di Jos
      Jos (Agenzia Fides) – “Le versione che sono state finora pubblicate sull’origine degli scontri non sono corrette. In particolare non è vero che sia stata attaccata e bruciata una chiesa” dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Ignatius Ayau Kaigama, Arcivescovo di Jos, il capoluogo dello Stato di Plateau (Nigeria centrale) in preda da 3 giorni a gravi scontri che avrebbero provocato centinaia di vittime. “Un’altra versione riportata dalla stampa afferma che la scintilla che ha provocato gli scontri sarebbe stata l’assalto al cantiere di una casa in costruzione di un musulmano. Ma anche questo fatto va accertato” dice l’Arcivescovo di Jos.
      Secondo Mons. Kaigama le cause delle violenze sono da ricercarsi in fattori etnici e politici più che religiosi: “All’origine degli scontri odierni, come quelli del novembre 2008, vi sono i contrasti tra gli hausa, di religione musulmana, e le popolazioni indigene, in gran parte cristiane, per il controllo politico della città”.
      Mons. Kaigama, raggiunto da Fides mentre sta per recarsi ad un incontro con le autorità locali e con i capi religiosi musulmani, dichiara: “Spero che con questo incontro serva a chiarire la situazione e a valutare l’entità dei danni oltre che ad accertare l’esatto numero delle vittime. Vi sono ancora diverse circostanze che vanno chiarite. Per esempio, la partecipazione agli scontri di uomini dotati di armi sofisticate, che non si sa da dove provengano”.
      Le violenze a Jos sono scoppiate il 17 gennaio, il numero di vittime è incerto e l’esercito ha imposto il coprifuoco. Jos è stata teatro di gravi scontri intra-comunitari nel recente passato. Nel settembre 2001 scoppiarono sanguinosi scontri durante i quali vennero date alle fiamme chiese e moschee, provocando 915 morti. La violenza è scoppiata nuovamente nel novembre 2008, uccidendo almeno 400 persone.
      I disordini nello Stato di Plateau avvengono mentre la Nigeria sta attraversando una crisi politica a causa dell’assenza del Presidente Umaru Yar’Adua, ricoverato da novembre in Arabia Saudita per problemi cardiaci. L’opposizione di recente ha organizzato manifestazioni per chiedere maggiori informazioni sullo stato di salute del Presidente e su chi stia effettivamente governando il Paese. (L.M.) (Agenzia Fides 20/1/2010)

      http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=32884&lan=ita

  4. donmo on 2010-01-21 at 16:07

    C’è in giro un sacco di gente che è in guerra con il mondo e non sa neppure perchè. Il sito della Bolchini in questo caso è da manuale.

    Sul tema violenza/religione, ti segnalo questo articolo molto interessante:
    http://www.ilregno.it/it/rivista_articolo.php?RID=0&CODICE=50106
    purtroppo non è online (ma comunque chi lo ha scritto non è un dhimmi)

  5. Adriana Bolchini on 2010-01-22 at 15:01

    Riprendendo pari questa dichiarazione del navigatore Lorenzo Declich: “All’origine degli scontri odierni, come quelli del novembre 2008, vi sono i contrasti tra gli hausa, di religione musulmana, e le popolazioni indigene, in gran parte cristiane, per il controllo politico della città”.
    si confermai n pieno la mia opinione, cioè che le popèolazioni indigene, quindi native sono “invase” da altre popolazioni che pretenderebbero l’egemonia politica e dato che islam e politica non sono due cose diverse in quanto lò’islam, torto o a ragione si rifà unicamente al corano e agli hadit da cui deriva la sharia, purtroppo si confermano tragicamente le mie tesi, oltre al fatto che basta che vai su google e trovi benissimo che il fatto della costruzione della moschea in un quartiere cxristiano non è una mia invenzione. Non me le sogno di notte per dirle di giorno, ma mi informo e valuto, quindi scrivo editoriali, partendo dai fatti faccio analisi e valutazioni da giornalista quindi le esprimo, anche sotto forma di opinione. Le mie opinioni però non sono frutto solo di osservazioni, ma di altri fatti che sono sotto gli occhi di tutti, basta volerli vedere.
    Comunque giusto che voi difendiate le vostre opinioni, così come io difendo le mie. Resta il fatto che là dove c’è islam c’è guerra, anche fra islamici di dottrina diversa. Migliaia di attentati ci sono ogni giorno fra “fratelli in fede” ed è un vero peccato, oltre che una barbarie e se non è la religione a generare questo, è la politica, ma dato che non si può disgiungere le due istanze parlando di islam, è sempre la religione la fonte di ogni problema, così come lo è stata prima per la cristianità, quando c’ewra il “sacro romano impero” che di sacro aveva solo il nome, tutto il resto era potere e abuso, proprio come oggi in gran parte dell’islam. Ovviamente non in tutta.
    Buon proseguimento. A.B. (lisistrata)

    • darmius on 2010-01-22 at 22:52

      Secondo me bisogna distinguere fra il discorso storico e il discorso contingente (o ideale).
      Dire che “islam = guerra” solo perché in molti paesi a maggioranza (o minoranza) islamica c’è gente che si scanna è un’idiozia.
      In europa ci si è scannati fino a cinquant’anni fa e non c’erano musulmani in giro, ma solo (!) ebrei e zingari, e non è che se non ci fossero stati ci si sarebbe scannati di meno.
      Mi sembra più interessante la considerazione che lei fa sul fatto che “è sempre la religione la fonte di ogni problema, così come lo è stata prima per la cristianità, quando c’ewra il ‘sacro romano impero’ che di sacro aveva solo il nome” (cito letteralmente, gli errori d battitura sono i suoi).
      Ebbene, se c’è una cosa che ci ha insegnato Carletto, è che la religione il più delle volte non è la “fonte” del problema, bensì il vestito ideologico di cui si ammantano gli altri problemi, quelli seri.
      Vogliamo credere che il nazionalsocialismo tedesco degli anni ’30 ce l’aveva a morte con gli ebrei per questioni religiose?
      Vogliamo credere che i Pashtun che sostengono i talebani ce l’hanno con Karzai per questioni religiose?
      Vogliamo credere che la Lega ce l’ha con i rumeni per questioni religiose?
      Vogliamo credere che coloro che muoiono sabotando gli oleodotti che pompano petrolio dal delta nigeriano o rapendo coloro che li sfruttano lo fanno per motivi religiosi?
      Ecco, se lei vuole fare un discorso storico, allora si può discutere se l’islam sia un religione che ammette la guerra più o meno del cristianesimo o più o meno dell’illuminismo (dal quale anche io derivo). Ma l’attualità, il contingente… è l’attualità.
      D

      PS. Forse la differenza sta nel fatto che io rileggo quello che scrivo prima di inviarlo, e cerco di evitare gli errori (in tutti i sensi)…

  6. Adriana Bolchini on 2010-01-22 at 15:58

    Scusa, ma forse hai ragione tu, meglio che sia io a darti qualche sito e collegamento ove troverai la notizia che ho pubblicato, così come l’ho trovata, spero ti bastino, ma in rete ce ne sono altre:

    Nigeria, scontri cristiani-musulmani: almeno 192 morti nella città di Jos
    ll motivo sarebbe la costruzione di una moschea in un quartiere a maggioranza cristiana. Le nuove violenze sono iniziate domenica, nella città imposto il coprifuoco permanente
    http://ilvillaggio.forumcommunity.net/?t=5068474&st=960

    Nigeria, l’esercito per fermare gli scontri tra cristiani e musulmani. Almeno 300 i morti
    All’origine degli scontri la decisione di aprire una moschea nel quartiere cristiano della città di Jos http://it.peacereporter.net/articolo/19841/Nigeria%2C+l%27esercito+per+fermare+gli+scontri+tra+cristiani+e+musulmani.+Almeno+300+i+morti

    Nigeria, scontri cristiani-musulmani
    Oltre 450 morti a Jos, arriva l’esercito
    Rabbia per la costruzione di una moschea in un quartiere cristiano. Il vicepresidente: «Una minaccia per il Paese» http://forumsearch.corriere.it/esteri/10_gennaio_19/nigeria-scontri-cristiani-musulmani-morti_68975770-0507-11df-aece-00144f02aabe.shtml?fr=box_primopiano

    Nigeria, l’esercito per fermare gli scontri tra cristiani e musulmani. Almeno 192 i morti
    All’origine degli scontri la decisione di aprire una moschea nel quartiere cristiano della città di Jos
    http://perfettaletizia.blogspot.com/2010/01/nigeria-lesercito-per-fermare-gli.html

    Grazie. A.B. (lisistrata)

    • Lorenzo Declich on 2010-01-22 at 20:03

      Penso che queste fonti, messe insieme, dimostrino che la situazione non si può semplificare con l’equivalenza islam = guerra. Vi sono delle dinamiche, come ad esempio quella dell’inurbazione di popolazioni con lingue e costumi di diverse provenienze, che vanno considerate. Il fattore religioso, come in moltissime altre situazioni, è solo uno fra i tanti.

      • donmo on 2010-01-22 at 20:10

        Esatto. E’ solo uno fra i tanti e troppo spesso neppure il maggiore.

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