Bacchettone più, bacchettone meno

Un esempio di scuola.

Accendo la radio. C’è il GR2.

Fra i titoli (il penultimo): Islam contro Facebook.

Non sto nella pelle. Cosa è successo?

Sheykh Adbul Hamid al-Atrash, ex presidente della commissione per le fatwa dell’Università di al-Azhar, ha emanato una fatwa contro Facebook.

Da altre fonti apprendo che secondo al-Atrash quel social network rovinerebbe le famiglie, sarebbe uno dei motivi dell’aumento di divorzi in Egitto.

La giornalista intervista Hamza Piccardo,  il direttore di Islam-online.

Il quale ripete la solita solfa: la fatwa è un parere, di natura giuridica ma un parere. Il mufti, in questo caso al-Atrash, è colui che può emanare le fatwa.

Le fatwa non sono vincolanti (escludendo alcuni casi particolari in particolari paesi)  se non – moralmente – per coloro che riconoscono autorità nel mufti che l’ha promulgata.

In sostanza:  niente di più che una raccomandazione ad opera di un mufti egiziano, neanche il più importante, a coloro che lo ritengono degno di essere ascoltato.

Risultato? Una non-notizia in cui la parola islam viene usata a sproposito.

E’ come se titolassi “il crisitanesimo è contro l’islam” basandomi su ciò che dice monsignor Babini.

A cascata, partendo dai lanci di agenzia, arrivano i titoli in rete:

Spontanea sorge la domanda dietrologica: cui prodest?