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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Guadagnare islamicamente

2010-04-06
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Sono solitamente restio a scrivere di finanza islamica perché si tratta di un dominio sul quale, a mio modo di vedere, l’ambiguità delle fonti lascia poco spazio a letture genuine.

L’ambiguità nasce perché, volutamente o meno, si confondono piani di discussione ben distinti:

  1. la “dottrina” di una finanza islamicamente corretta
  2. la finanza islamica come fatto assodato, e cioè il cosiddetto “islamic banking”
  3. l’islamicamente corretto in finanza come scudo etico e specchietto per le allodole all’interno dell’islamercato.

Faccio un esempio.

Mi ha stupito, tempo fa, la nascita di un blog intitolato “La finanza islamica“.

Ho scoperto, più tardi, che c’è un blog omologo che si chiama Islamic Finance (qui) il quale, da poco, ha inaugurato un Islamic finance wiki.

Questo wiki, alla voce “Islamic financial Institutions” porta:

Al Baraka Turk, Bahrain Islamic Bank, Bank AlJazira, Dubai Islamic Bank, IDB, IFIS Islamic Banking, Kuveyt Turk, Noor Islamic Bank, Taqwaa Advisory and Shariah Investment Solutions

Cioè banche.

Senonché, quando cerchi un po’ più a fondo nel web arrivi su questo islamic-finance.com, in cui trovi un articolo come “Islamic banking isn’t islamic” ed editoriali come “Travelling the wrong road patiently“.

Mentre su Ecosystem Marketplace incappi in questo “How Can Green Markets Access Islamic Finance?” e poi ti imbatti in Assaif, (che in arabo potrebbe voler dire “l’estate” o “la spada”) ovvero l’Associazione per lo Sviluppo di Strumenti Alternativi e di Innovazione Finanziaria di Alberto Brugnoni, e cioè un sapiente mix fra “eticità” del prodotto islamicamente corretto e interessi dei detentori di quel capitale generatosi, in teoria (e a volte per magia), in modi islamicamente corretti o compatibili.

Dove inizia l’ipocrisia del soldo e finisce l’islamicamente corretto? All’entrata di una banca qualsiasi?

Nell’islam storico gli ebrei e i cristiani potevano praticare l’usura. E i musulmani potevano rivolgersi a loro per avere soldi, potevano far uso di quel sistema a patto di non esserne i titolari.

Quella forse era una visione più cosmopolita di quella di oggi?

Non ho risposte, per ora.

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3 Responses to Guadagnare islamicamente

  1. darmius on 2010-04-07 at 21:06

    immagino che una differenza può già stare, come tu hai sottolineato, fra “l’islamicamente corretto” e “l’islamicamente compatibile”, nel senso che l’uno è quello che dovrebbe essere una banca islamica gestita da musulmani, l’altro e quello che può fare una banca non islamica offrendo servizi ad hoc per musulmani.
    Tuttavia, va segnalato, che ci sono musulmani “correttissimi” che non ammettono né l’uno né l’altro (e che, purtroppo, sono spesso troppo fondamentalisti per i miei gusti)…

    D

  2. […] questo senso è interessante osservare quanto tortuoso sia il percorso teorico del già citato: “How Can Green Markets Access Islamic […]

  3. […] Guadagnare islamicamente […]

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