Sembra proprio che Osama Bin Laden sia in Iran.

O, perlomeno, che le parole “Iran” e “Osamabinladen” si associno sempre più in diverse fonti.

Nonostante il fatto che Ahmadinejad neghi e complice la Bin Laden family narrative (vedi  qui e qui)

Purtroppo, però, le fonti non concordano su che cosa faccia Osama e dove sia rintracciabile.

Da una parte c’è un esperto in falconeria, un Alan Parrot presidente della Union for the Conservation of Raptors (rispetto alla cui autorevolezza non possiamo dubitare, nonostante il suo cognome) che individua Osama, intento principalmente in attività legate all’addestramento di volatili, in un “guarded compound north of Tehran”.

DEBKAfile (descritto da Peacereporter come un sito internet ritenuto vicino al Mossad), invece, lo ubica a Savzevar, una cittadina del Khorasan decisamente difficile da raggiungere.

Con lui ci sarebbero Ayman al-Zawahiri, il n. 2 di al-Qaida, e altri cinque capi dell’organizzazione.

Il pezzo di DEBKAfile è interessante soprattutto per lo scenario disegnato attorno alla “rivelazione” divulgata il 7 giugno scorso da as-Siyyasa (La Politica), un giornale del Kuwait.

La fonte sarebbe interna all’Iran e molto vicina a Khamenei. I 7 vivrebbero in un luogo segreto nei monti attorno alla città citata, sotto la protezione del regime iraniano. Tutto questo grazie alla mediazione di Hezbollah.

Il sistema di sicurezza attorno ai VIP del terrore sarebbe molto elaborato (fili spinati invisibili attorno alla residenza, divieto di circolazione, divieto di pesca nell’area) e, fra le altre cose, comprenderebbe diversi “anelli” concentrici di guardie formati da 16, 32, 64 e 128 armati.

Con loro viaggerebbero 3 del Hezbollah per tradurre dall’arabo al persiano.

As-Siyyasa dice anche che i membri della famiglia di Bin Laden tenuti in semi-prigionia a Teheran sarebbero lo strumento con cui il regime iraniano ricatta il capo di al-Qaida.

Dopo aver ricordato che la politica iraniana in questo contesto è sostanzialmente “il nemico del mio nemico è mio amico”, la fonte di as-Siyyasa afferma che le autorità avevano chiuso “Salam”, il sito “di sinistra” del fratello minore di Khamenei, per aver pubblicato la notizia della presenza in Iran di Bin Laden e della sua collaborazione col regime.

DEBKAfile, dopo aver riportato parzialmente tutto ciò, aggiunge notizie provenienti da altre fonti.

Lo scorso 13 maggio fonti dell’intelligence americana avevano riportato nel dettaglio che ad importanti unità operative di al-Qaeda di stanza in Iran era stato permesso di lasciare il paese, via Siria, per orchestrare attacchi terroristici contro obiettivi americani. Fra questi c’era anche Saif al-Adel a cui – si pensa – è stata assegnata la pianificazione di un attacco ai mondiali di calcio che si apriranno in Sudafrica il prossimo 12 giugno.

Ma non è tutto perché la lettura di DEBKAfile si spinge su livelli di interpretazione più profondi, ad uso di chi non voglia capire il pericolo che l’Occidente corre se non fa attenzione:

Le fonti di intelligence di DEBKAfile hanno rivelato lunedì notte [fra il 7 e l’8 giugno]  che il Primo ministro Recep Erdogan e i capi della sua intelligence sapevano bene che Bin Laden e Zawahiri si stavano nascondendo in Iran. Il leak al giornale del Kuwait sarebbe stato fornito per far vedere all’amministrazione di Obama che i legami del leader turco con l’Iran sono forti al punto che questi ha una idea molto chiara del “santuario segreto” degli autori dell’attacco del 11 settembre agli Stati Uniti.

Ho l’impressione che non prenderemo Osama, o chi per lui, nei prossimi tempi.

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Sembra proprio che Osama Bin Laden sia in Iran. O, perlomeno, che le parole 'Iran' e 'Osamabinladen' si associno sempre più in diverse fonti. Nonostante il fatto che Ahmadinejad neghi e complice la Bin Laden family narrative (vedi  qui e qui) Purtroppo, però, le fonti non concordano su che cosa faccia Osama...