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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

La Siria toglie il filtro da Facebook, You Tube, Wikipedia, Blogspot, ecc.

2011-02-11
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Donatella della Ratta si occupa di media in Medio Oriente.

Ha un blog che si chiama, per l’appunto, mediaoriente.

Scrive in inglese, però.

Quindi ho retrovertito (un po’ al volo) in italiano questo suo post, sperando che non se la prenda (ho provato a contattarla ma non risponde…)

La Siria toglie il filtro da Facebook, You Tube, Wikipedia, Blogspot, ecc

La prima cosa che faccio al mattino è accendere Twitter. Il mio feed di Twitter è sempre latore di sorprese. Stamattina un mio tweep ha scritto:  “is blogspot.com unblocked in #Syria now?”. Sono immediatamente andata sul sito che ospita il servizio di blogging e ho fatto un check: era attivo! Non ero mai riuscita ad accedere a Blogspot dalla Siria, per anni è stato bloccato. Se ne parlava sempre di più sui social network ma ero dovuta star fuori una giornata intera ed ero senza internet.

A metà pomeriggio, un produttore televisivo, quasi per caso, ha ricordato “.. hanno tolto il divieto di Facebook oggi!”. Assurdo, ma la prima cosa che ho fatto quando sono tornata a casa è stato controllare. Incredibile, You Tube è sbloccato, come molti altri siti tra cui il sito siriano di informazione sui diritti umani.

Beh, ho ancora problemi ad aprire Facebook ma la cosa buffa è che, durante il tentativo di aprire l’articolo ““Facebook and You Tube unblocked among others“di Global Voices ho avuto un “Accesso negato”! Global Voices è stato sempre accessibile in Siria ed è ancora ampiamente accessibile, ma sembra che proprio questo articolo sia stato bloccato, forse perché contiene alcuni URL correlate a Facebook e il lavoro di sblocco non è stato ancora completato (il responsabile dello sblocco forse era fuori a cena o dormiva, ironizza @basselsafadi).

Se pensate che il blocco di un articolo che annuncia il processo sblocco di un divieto non abbia senso, ebbene non conoscete la Siria e la sua affascintne inclinazione, quando si tratta di questi temi, verso soluzioni creative (e contraddittorie).

Insomma, sembra davvero una apertura. Oggi alcuni tweep ritengono che questo potrebbe essere il risultato della pressione indiretta verso le riforme prodotta dall'”onda” tunisina”, altri pensano che ciò sia dovuta al fatto che i gruppi di Facebook “anti-giorno della rabbia siriano “, la qual cosa da modo alle autorità di sbloccare ufficialmente il social network. Facebook e molti altri siti web sono stati bloccati ufficialmente nel paese per molti anni ma sono sempre stati ampiamente disponibili attraverso i proxy e largamente tollerati negli Internet café pubblici.

Per trovare una risposta dobbiamo tornare indietro al 31 gennaio, quando il presidente siriano Al-Assad ha rilasciato una interessante intervista al Wall Street Journal.
Il titolo parla da sé. “Tempo per le riforme”. Nel colloquio, il Presidente ha detto:

“Di fatto le società in questi ultimi trent’anni e specialmente a partire dagli anni ’80 si sono chiuse a causa di un aumento della chiusura mentale che ha portato all’estremismo. Questa corrente comporterà ripercussioni in termini di minor creatività, minor sviluppo e minore trasparenza. Non puoi riformare la società o le istituzioni senza aprire la prospettiva. Quindi la questione centrale è come aprire la prospettiva all’intera società in un’ottica inclusiva. Non sto parlando dello Stato o della gente comune. Sto parlando di tutti quanti, perché se chiudi la prospettiva non potrai mai  aggiornarti”.

E poi:

“La riforma potrebbe iniziare emanando alcuni decreti, ma la vera riforma sta nell’aprire la società, e nell’avviare il dialogo. Il problema del sistema occidentale è che in Occidente si chiedono riforme politiche per aprire la democrazia. Ma se si vuole andare davvero verso la democrazia, la prima cosa da fare non è prendere decisioni, bensì coinvolgere le persone nel processo decisionale. La democrazia non è un fatto personale, è un fatto che riguarda la società. E quindi: come si comincia? Si inizia con la creazione di un dialogo. Come si fa a creare un dialogo? Non avevamo mezzi di comunicazione privati in passato, non avevamo internet o università private, non avevamo le banche. Tutto era controllato dallo Stato. Non si poteva creare la democrazia che si stava chiedendo in quella situazione”.

Insomma, forse questo è un inizio. Considerando tutte le vibrazioni positive in corso su Twitter oggi, dovrebbe essere un buon inizio.

Allo stesso tempo, l’edizione inglese di Baladna titola contro un presunto divieto sui telefoni cellulari le applicazioni di servizi di chat. Se confermato ciò implicherebbe che coloro che sono responsabili potrebbero non aver ascoltato attentamente le parole del Presidente. O forse è solo questione di mancanza temporanea di campo.

Si può guardare a questo fatto come una contraddizione apparente… e niente è così meravigliosamente contradditorio come questo bellissimo paese e la sua gente, che mai ha mancato di creatività.

L’articolo porta una licenza Creative Commons BY SA

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One Response to La Siria toglie il filtro da Facebook, You Tube, Wikipedia, Blogspot, ecc.

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