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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Libia: voci da una guerra civile

2011-02-21
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In questo post due testimonianze vocali drammatiche.

Sembra che la situazione stia rapidamente degenerando, a Tripoli, in uno scontro fratricida, casa per casa.

Sembra che il discorso di Gheddafi Junior (Seyf al-Islam) abbia spinto i lealisti a scendere in strada e a scatenarlo.

Il regime libico ha trascorso decenni nel culto della propria autoconservazione, non ha mai concesso a nessuno di intervenire.

Ha accettato i soldi, questo sì. Specialmente i soldi italiani, e ultimamente quelli francesi, russi, cinesi.

Nel suo discorso ha detto: non siamo la Tunisia, non siamo l’Egitto. Noi abbiamo il petrolio. E’ il petrolio che tiene unito il paese.

Così come è il petrolio ad aver spinto mezzo mondo, in testa l’Italia, a tacere.

CNN e Croce Rossa starebbero sbarcando in Libia.

Gli attori in campo sono moltissimi.

Esercito, polizie private, mercenari, movimenti per i diritti umani.

Il paese ha una forte minoranza berbera non riconosciuta.

Il movimento giovanile è solo una delle tessere del mosaico.

Ci sono anche i terroristi, quelli a piede libero e quelli liberati recentemente da Gheddafi.

La qual cosa fa dire a Frattini, di fronte a un’Europa sgomenta che cerca spasmodicamente di reagire, che c’è il rischio di un emirato islamico in Libia.

La gente esce dalle case per paura di ricevere la “visita” dei mercenari.

BP lascia il paese.

ENI lascia il paese.

Il folkloristico e felice “regime tribale” celebrato da Frattini vacilla: diverse tribù stanno defezionando.

Ecco cosa diceva il nostro inqualificabile Ministro degli esteri il 17 gennaio:

”L’uscita di Ben Ali ha rallentato le tensioni, e’ stata una decisione saggia. Adesso il processo deve continuare”, osserva Frattini, che cita come esempio la riforma ”dei Congressi provinciali del popolo” realizzata da Gheddafi. ”Distretto per distretto – racconta – si riuniscono assemblee di tribu’ e potentati locali, discutono e avanzano richieste al governo e al leader, cercando una via tra un sistema parlamentare, che non e’ quello che abbiamo in testa noi, e uno in cui lo sfogatoio della base popolare non esisteva, come in Tunisia”.

Ecco dove sta finendo lo sfogatoio popolare.

Su una cosa Seyf al-Islam ha ragione. La Libia non è come la Tunisia o l’Egitto.

Non ci sono partiti. Le organizzazioni per i diritti umani non sono riconosciute.

Per la gioia di Frattini, che qualche mese fa non ne faceva un dramma.

Se c’è un motivo per cui il governo italiano dovrebbe andare a casa è per il comportamento vergognoso tenuto nei confronti della Libia.

Riporto qua sotto i post che ho scritto in un anno e qualche mese sulla Libia, sottolineando che di responsabilità l’Italia ne ha, eccome.

Fino a qualche mese fa in Libia gli italiani facevano festa.

V’era euforia.

Ora i titoli crollano in borsa.

E che nessuno venga a parlare del rischio sbarchi.

Zitti tutti.

  1. I russi di gazprom entrano in Libia grazie a Eni: Silvio benedice
  2. Fallimento
  3. Lybian party 2.0
  4. Italia, paese canaglia
  5. La Libia calpesta il Parlamento Europeo e 500 milioni di cittadini
  6. Ancora motovedette italiane, stavolta allo Yemen: qualcuno ci spieghi
  7. Capitan Frattini, ambasciatore delle motovedette italiane nel mondo
  8. Gheddafi e Leghisti: stessa razza stessa faccia
  9. Hashya al-bayan al-birluskuniyy li-jami`a al-duwwal al-`arabiyya
  10. Poteva andare peggio?
  11. E chi è quello? Come non lo sai? E’ il socio di Moammar!
  12. Muammar Gheddafi, Auditorium Parco della Musica, Incontro con il Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna e le rappresentanti del mondo femminile
  13. Dio di Gheddafi vs Portafoglio di Berlusconi 1-1
  14. Gheddafi: l’amico nazi e il soldo in banca
  15. La Libia e noi
  16. Libia, accordo-farsa gli eritrei dicono no
  17. Le guardie di Gheddafi
  18. Un comunicato
  19. Dentro la notizia: finalmente
  20. Ma grazie di cosa?
  21. Frattini e Boniver devono dimettersi
  22. EU inadempiente? No, Boniver bugiarda (e Frattini inqualificabile)
  23. Libia vs Iran 3-1
  24. Impregilo d’Arabia
  25. Poteva andare peggio?
  26. Intervallo
  27. E chi è quello? Come non lo sai? E’ il socio di Moammar!
  28. Vistare Impregilo
  29. Fighettini o eroi?
  30. Gheddafi vs Shabab 0-2
  31. Italibia vs Europa 1-1 (ma nel derby…)
  32. Metro libico
  33. E chi avrei diffamato? (Hostess vs Escort, la vendetta)
  34. Hostess vs. Escort: 1-1
  35. Il jihad rivisto e corretto? Non proprio, anzi.
  36. Hostess vs escort. Primo tempo: 1-0
  37. L’allegra compagnia
  38. Ecco cosa leggeva il kamikaze
  39. Boutades (e politica marrone 2.0)
  40. Politica marrone
  41. Lybian party
  42. Italian vespaio: the receipt
  43. Libici

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7 Responses to Libia: voci da una guerra civile

  1. ilcomizietto on 2011-02-21 at 16:27

    Io avevo ricercato e segnalato nel mio blog, in tempi non sospetti, una serie di articoli nei quali era presente l’allegra comitiva dei politici che elogiavano la Libia e il suo dittatore. Prodi, come Berlusconi e come i giornalisti al seguito, non sembravano ricordarsi nemmeno di quando il dittatore libico ci sparava missili su Lampedusa. Nemmeno una scusa pro forma, di fronte a cooperazioni miliardarie.

    Per non parlare del regime. La democrazia non si esporta proprio ovunque, ci ha ricordato Frattini. Non tutti sono fortunati come gli Afghani.

    Mi vergogno di avere dei leader politici di tal fatta.

  2. minnina10 on 2011-02-22 at 09:27

    IO sono disgustata. Frattini che fino a ieri lo difendeva, quell’altro che spero non arrivi al 7 aprile e che non lo voleva disturbare… Mi vergogno come un cane.

  3. […] E’, insomma, una terribile guerra civile. […]

  4. […] In quel quadro di “culto dell’autoconservazione” di cui scrivevo qui. […]

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