Libia: il Consiglio nazionale di transizione e il suo sito nel Surrey

Il sito della “Repubblica libica”, o meglio del “Consiglio nazionale di transizione” (المجلس الوطني الانتقالي) della Repubblica Libica è un’installazione di WordPress, stile Twentyten.

E’ stato creato il 6 marzo scorso a Guildford, nel Surrey (GB) tramite bytehouse, un  provider che protegge i suoi server presso the Bunker, una società che ha un vero e proprio bunker pieno di server nel Kent, a Sandwich.

La data di creazione del sito coincide con la data di creazione del Consiglio o meglio con l’accordo fra due (fra le diverse) anime dell’insurrezione nel crearlo, impersonate dall’ex Ministro della giustizia di Gheddafi, Mustafa Abdul Jalil (che presiede), e dall’avvocato-attivista per i diritti umani Abdul Hafez Ghoga (che vice-presiede).

L’unico contatto che abbiamo per raggiungere le persone che hanno gestito l’accensione di questo sito è un numero di telefono: +44.1483307527.

Digitandolo su google non si arriva a niente, a meno che non siate dei complottisti professionisti, e io non ho provato a telefonare: si tratta del recapito telefonico del “gestore di identità”, gente di Guilford che ti risponderà: “Sorry, Identity Protect Limited“.

Il curatore di “I invented the intertubes” si chiede più o meno: “chi c’è dietro a ‘sta monnezza?

Anch’io me lo chiedo, e vi spiego perché: quel sito potrei averlo fatto io, potresti averlo fatto tu, caro lettore, potrebbe averlo fatto chiunque.

E una cosa è Sandmonkey che scrive dal Cairo nei giorni della rivolta (peraltro la sua identità è ben chiara), una cosa è un Consiglio Nazionale di Transizione della neonata Repubblica Libica alla cui legittimazione da parte di Sarkozy (4 giorni dopo la sua nascita) segue un bombardamento aereo.

Passiamo ai contenuti, la cui disamina rafforza il senso di spaesamento:

  1. nella sezione “home” c’è una paginetta di benvenuto che riporta la “presa di posizione” del Consiglio;
  2. nella sezione su “che cos’è il Consiglio” c’è un’altra paginetta dello stesso tenore;
  3. nella sezione “membri del consiglio” si dice che essi sono 31 ma che per ragioni di sicurezza se ne elencano 9 (più uno, il capo dell’”esercito”);
  4. nelle news, sito in inglese, non c’è niente. Nelle news in arabo ce n’è una del 9 marzo sulla decisione di formare il Consiglio;
  5. nella sezione “alleanze” si pubblicano 6 video in cui personaggi di diverso tipo, da soli o accompagnati da uno o più personaggi e acclamati o meno da un numero molto variabile di persone, dichiarano in maniera più o meno formale la loro aderenza al progetto del Consiglio;
  6. nella sezione “mappa della rivoluzione” compaiono due cartine con bandierine verde (Gheddafi) e rosso-nera-verde (insorti) su città e paesi;
  7. nella sezione “media” in inglese ci sono delle foto non descritte in alcun modo se non dal nome del file. Si vedono persone – forse sono parte del Consiglio? – attorno a una nave che batte bandiera rossoneraverde, o attorno a un aeroplano. Si vedono bambini che indossano una pettorina di un “gruppo per la difesa della città di Bengasi”. Giovani e bambini che fanno la V di vittoria o puliscono strade. Strade piene di manifestanti. Un fantoccio con su scritto “Gheddafi” impiccato a un cornicione. Nella sezione “immagini e video” in arabo c’è una collezione di video fra il documentale e il propagandistico.
  8. Nella sezione “contatti” ci sono 4 indirizzi di posta elettronica.

Non so, chiedo lumi a voi.