Britannia: Pakistan d’Occidente?

Oggi Al-Jazeera pubblica un articolo riguardo all’uscita del Daily Telegraph sulla presenza islamica nel Regno Unito e il pericolo islamista.

A detta di un ufficiale francese il paese si e’ trasformato nel “Pakistan d’Occidente”.

L’articolo si ricollega alle rivelazioni trapelate da Wikileaks, in cui si afferma che Uk si e’ trasformato in “un terreno fertile per l’estremismo islamico”.

L’autore, Andrew Gelligan scrive anche:

There is a reason why Britain is the only country in the Western world to have been subjected to a successful suicide terror attack by its own citizens.

E poi, interessante:

Control orders, the push for three months’ detention without charge, random and blanket stop-and-search, and Britain’s complicity in torture did little or nothing to restrain terrorism.

But they undermined the rule of law for which we are fighting, angered middle-of-the-road Muslims and gave the extremists priceless fuel for their favourite narrative, ‘Islam under attack’.

Of course, most radicals will never be terrorists – and most terrorists have no documented links to any radical group. But radicalism creates the atmosphere in which terrorism grows – and a disproportionate number of terrorists do have radical links. The policy of indulgence is also a threat not just to security, but to good community relations.

Ecco, questi sono solo degli spezzoni dell’articolo.

Il tono generale non e’ quello a cui siamo abituati in Italia, dove se si scrive un articolo sull’Islam in Italia su un giornale di destra, paragonabile al Telegraph, si finisce per dire le solite cose, come immigrazione, scontro di civilta’, lapidazione…

Ma il dibattito si staglia in quello piu’ ampio del multiculturalismo.

La Gran Bretagna non e’ l’Italia, la multiculturalita’ sopratutto a Londra e’ ai massimi livelli. Cosi’ progrediti che talora la percezione e’ quella di essere in un luogo che rappresenta tutti i luoghi della terra.

Semplicemente in un bus.

In tutto questo l’Islam e’ un concetto trasversale e minaccioso.

Proprio perche’ la garanzia di sviluppo culturale autonomo all’interno della societa’ e’ molto forte, il controllo su segmenti pericoloso risulta piu’ difficile.

E come si dice sempre, a pagarne sono soprattutto gli stessi musulmani.

La domanda viene in mente lampante: il multiculturalismo britannico ha forse fallito nel progetto di integrazione sociale?

La societa’ si e’ trasformata nelle grandi aree urbane e tra le classi piu povere in una rete di organismi non comunicanti?

Ma la multiculturalita’ e i problemi che le sono annessi, non sono una prerogativa delle comunita’ islamiche. Il problema riguarda l’insieme delle diversita’.

L’attenzione all’Islam e’ piu’ simile per certi versi a quello che succedeva con il problema irlandese. La comunita’ islamica (con tutti i suoi distinguo interni), e’ un dato interno a questa societa’, contribuisce enormemente ai suoi progressi e successi e, come e’ di norma, e’ causa di alcune preoccupazioni.

Se la Gran Bretagna possa rappresentare un “Pakistan d’Occidente” e’ una domanda piu’ sottile. Solo se il progetto di integrazione a lungo termine fallira’, il radicalismo islamico rischiera’ di farsi coinvolgere da dinamiche terroriste.

Altrimenti rimarra’ una corrente ideologica, seppur forte ed estrema, e influente. Non un braccio armato, una quinta colonna diramata all’interno della societa’ britannica.

Ed in questo l’immigrazione sembra giocare solo un ruolo sussidiario.

Questo post e’ piu’ simile ad una domanda che ad un’analisi.

Gradirei leggere molti commenti per schiarirmi le idee…