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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Bashar al-Asad: criminale contro l’umanita

2011-05-17
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Mi chiedo perché Bashar al-Asad non debba essere considerato un criminale contro l’umanità alla stessa stregua di Moammar Gheddafi.

Fosse comuni o meno.

Voi ve lo chiedete?

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10 Responses to Bashar al-Asad: criminale contro l’umanita

  1. champlooman on 2011-05-17 at 13:37

    Perchè non siamo ancora in guerra con lui. ci metteranno poco appena scoppierà la guerra.
    che però non scoppierà…

  2. letturearabe on 2011-05-17 at 14:10

    perché la francia ha forti interessi in siria

  3. valerio on 2011-05-17 at 14:18

    Per la verità, essendo io contrario ad un approccio idealistico alla politica internazionale, ma preferendo approcci super realistici, non accuserei di crimini contro l’umanità nessuno con leggerezza.
    O meglio userei questo mezzo con molta cautela verso i “presidenti a vita” ancora in carica.
    I bastardi schifosi alla Bashar al-Assad (e il di lui fratello) messi in un angolo possono essere persino più pericolosi.
    Quello che ci serve davvero è che se ne vada, se non si porta dietro il maltolto meglio.

    Secondo me un dittatore che non può andarsene comodamente in esilio è più pericoloso di un dittatore che può rifarsi una vita in un paradiso tropicale.

    Oltre tutto attaccare la Siria è un sucidio militare, quindi, vada come vada, dovranno farcela i Siriani, magari con una spintarella di qualcuno, ma, in verità, solo con le loro (coraggiose) gambe.

    • Lorenzo Declich on 2011-05-17 at 18:10

      ma permangono i pesi e le misure… in libia cercano di giustificare in qualche modo l’assassinio di gheddafi… che stanno perpetrando

  4. valerio on 2011-05-18 at 00:59

    Esatto, due pesi e due misure, una delle cose più sagge che esista nel mondo della politca internazionale e di potenza, poi a noi, oppinione pubblica, il diritto di criticare e giudicare.

    Non fraintendermi, non sono a favore dei reacci del golfo o della repubblica ereditaria siriana, ma ovviamente non li bombarderei mai, (anzi io, nello specifico, non bombarderei nemmeno Gheddafi, così come non gli avrei venduto i cannoni), però alcune nazioni “possono” essere attaccate (per opportunità, vicinanza geografica, deboleza intrinseca, debolezza politica….) altre, qualunque siano le altre condizioni, no.

    Quindi la diplomazia è l’arte di fare due pesi e due misure.

    Si può bombardare Gheddafi, quindi lo si fa, e nel mentre lo si demonizza (le democrazie sono obbligate a demonizzare i loro nemici), anche se viene facile visto il personagio.
    Non si può bombardare al-Asad, quindi lo si blandisce e si giura e spergiura sul suo riformismo, oppure si sottolinea (il che è pure grossomodo vero, a maggior ragione se ragioniamo in percentuali) che abbia ucciso “un po’ meno” di Gheddafi.
    (ma non vorrei essere un bambino nelle prigioni siriane…)

    Il che ci porta all’ultimo ragionamento: comunque vada gli unici che possono liberare l’Egitto erano (e sono) gli egiziani, gli unici che possono liberare la Siria sono i siriani, mentre gli unici che possono liberare davvero la Libia sono i libici, hanno avuto “fortuna” e li abbiamo “aiutati”, anche se non so se li stiamo aiutando a liberarsi.
    Comunque, anche nel caso della Libia, noi siamo poco più che un “aiuto”, sono loro che vinceranno o perderanno, sono loro che rischiano tutto, sono loro che hanno cominciato e sono loro che finiranno.
    Mentre noi la loro guerra la vediamo solo in TV.

  5. T. on 2011-05-18 at 16:58

    Il problema è anche che molte persone, a Aleppo e a Damasco, sembrano pure loro sorbirsi la guerra in TV e non pare la connettano minimamente con la realtà… In Siria è molti sono abbruttiti da anni di regime, e hanno più interesse affinché le cose continuino come sempre, dal momento che hanno goduto fin’ora di un certo benessere e non vedono perché rischiare. Infine nelle città molte persone che sono “contro” hanno tutte le ragioni per avere paura ad esporsi direttamente, non versano in una situazione così disperata da potersi giocare tutto. Finché la cosa non arriva veramente a Aleppo e Damasco io vedo dura la possibilità di un cambiamento forte.

  6. valerio on 2011-05-18 at 22:04

    Scusate se sembro troppo saccente ma tutte le rivoluzioni sono fatte da minoranze, spesso veramente esigue, talvolta abbondanti, ma comunque è la qualità dell’avanguardia che fa la differenza.

    Concordo invece sulla necessità che si muova la capitale, non c’è rivoluzione senza la presa di un “palazzo d’inverno”, se il centro politico non viene messo sotto pressione il potere si riabilita rapidamente.

    Quindi a Damasco compagni!

  7. T. on 2011-05-19 at 12:31

    Sono d’accordo con te Valerio, e spero davvero che la qualità dell’avanguardia faccia la differenza anche in Siria.
    Volevo più che altro notare il continuo “stallo” che c’è nelle due principali città. E’ una mia impressione che le notizie e le analisi sulla Siria tengano poco conto di questo elemento?

  8. darmius on 2011-05-20 at 09:33

    perché?
    1. in Siria non ci sono grossi giacimenti di idrocarburi.
    2. la Siria è in guerra con Israele, un attacco alla Siria sarebbe una presa di posizione intollerabile a livello di diplomazia internazionale e araba.
    3. tutti i garbugli già segnalati, oltre alle implicazioni riguardanti il precario equilibrio di tutti i vicini della Siria.
    D

  9. Corrado la Martire on 2011-05-20 at 17:22

    credo che un intervento in Siria sia preventivato da tempo, tuttavia non in questo momento. ma non credo nella spontaneità delle rivolte neanche in Siria, perlomeno non del tutto (non chiamatemi complottista).

    http://www.stateofpakistan.org/is-hizb-ut-tahrir-another-project-of-british-mi6

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