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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Hai voluto la bicicletta?

2011-06-17
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Uno dei capisaldi della globalizzazione economica è la “famosa” privatizzazione.

La Turchia fa passi da gigante in questa direzione, privatizzando l’elettricità (vedi la notizia che riporto), grazie al simpatico Erdogan.

(ANSAmed) – ANKARA, 15 GIU – Dopo l’avvio del processo di privatizzazione delle reti di distribuzione dell’elettricita’ del Paese, la Turchia sta ora per lanciare anche quello per la privatizzazione degli impianti di produzione elettrica. Fatta eccezione per 22 dighe strategiche (tra cui quelle di Ataturk, Karakaya, Keban, Kralkizi, Dicle, Seyhan1, Seyhan 2 e Manavgat), che continueranno ad essere gestite dallo Stato, 41 impianti, incluse centrali termiche e idriche, saranno privatizzati dopo essere stati divisi in nove distinti pacchetti per un totale di circa 13.000 megawatt di potenza. In base al programma del Governo – come informa una nota dell’Ufficio Ice di Istanbul – saranno trasferiti al settore privato i due terzi della capacita’ totale detenuta dalla EUAS (la Turkey’s Electricity Generation Corporation), che al momento possiede impianti per una produzione di energia pari a circa 21.000 megawatt (il 41% del totale della capacita’ di produzione elettrica turca, pari a oltre 50.000 megawatt). Oltre alle strutture di diretta proprieta’ della EUAS, nel programma sarebbero coinvolti anche alcuni impianti partner per altri 3.834 megawatt e centrali realizzate sulla base della modalita’ BOT (build-operate-transfer) dalla capacita’ di 2.439 megawatt che potrebbero a loro volta essere privatizzate dopo essere stati trasferite. Quando l’intero processo di privatizzazione sara’ ultimato, lo Stato turco controllera’ impianti idroelettrici per un totale di soli 7.818 megawatt. (ANSAmed).

via TURCHIA: COMINCIATA PRIVATIZZAZIONE CENTRALI ELETTRICHE – ANSAmed – ANSAMED.info.

Il prossimo che mi viene a parlare di “islamizzazione” in Turchia mi dovrà spiegare dettagliatamente perché questa islamizzazione passa per la globalizzazione economica e perché questi pericolosi islamisti fanno prima di tutto un sacco di soldi in accordo con le grandi istituzioni finanziare e politiche internazionali.

 

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