Nella localizzazione dei bersagli identificati dalla NATO +- e colpiti si può cercare di rintracciare una certa logicità e capire lo sviluppo del conflitto.

Per esempio quando i fronti sono tranquilli la zona di Tripoli viene attaccata anche più di una decina di volte al giorno, mentre i pochi apparecchi disponibili sono mandati altrove quando le cose si muovono (come in questi giorni).

Potete guardarre voi stessi qui (fonte ufficiale della NATO): http://www.nato.int/cps/en/natolive/news_71994.htm
Oppure qui (con anche una cartina esplicativa molto utile):
http://www.guardian.co.uk/news/datablog/interactive/2011/may/23/libya-nato-bombing-no-fly-zone

Ambedue queste fonti permettono di vedere tutto lo sviluppo della campagna, giorno per giorno.

Sto iniziando ad accorgermi di una cosa, forse casuale ma curiosa.

Waddam è una cittadina in mezzo al nulla, famosa per esere una delle più calde del pianeta, sede di un piccolo comando militare (con due areoporti in zona), è situata lung un incrocio stradale a 280 km a sud di Sirte e una ventina a nord-est di Huon (Homs durante l’occupazione italiana).

Una cittadina di relativa importanza militare nel Fezzan, ma, in verità nemmeno più di tanto, vista l’enorme quantità di grossi depositi militari disseminati per il paese negli ultimi quarant’anni.

Però dal 26 maggio è stata bombardata 25 giorni su 45, talvolta anche più di una volta lo stesso giorno.
In precedenza era stata colpita solo altre 3 volte dall’inizio delle operazioni, ma con dei bambardamenti formidabili rispetto alla media di questo conflitto: 40 attacchi il 7 maggio e addirittura 42 l’8.
Si consideri che in molti giorni di questa guerra la NATO +- non ha eseguito più di 10-15 attacchi su tutta la Libia.
La maggior parte delle volte la NATO +- ha dichiarato di aver colpito, a Waddan, depositi di armi e munizioni, più raramente bunker, carri armati ecc.

Perchè tanto accanimento?
Poiché in guerra non si sa mai nulla con precisione e sicurezza provo a fare delle ipotesi. Spesso si rivelano campate in aria, ma meno di molte cose che si leggono come verità assolute sui giornali.

Quindi chiamo al giochino “Perchè Waddan, perchè?”

Ipotesi uno:
Waddan effetivamente si trova in una invidiabile posizione centrale rispetto ai tre fronti aperti: Misurata, Monti Nafusa e Brega.
Quindi si può ipotizzare che di qui passi buona parte della logistica e dei trasporti dell’armata lealista.
Inoltre potrebbe voler dire, come corollario a questa ipotesi, che a Waddan Gheddafi ha concentrato un quarto esercito (dopo appunto quelli che combattono attorno a Misurata e sui Nafusa, ognuno di 3.000-4.000 uomini, quello attestato a Brega e dintorni, sui 5.000-7.000 e quello a protezione di Tripoli), come riserva strategica.
la presenza di questa riserva strategica attira attacchi di disturbo da parte della NATO.

Ipotesi due:
A Waddan erano state stoccate le maggiori quantità di armi e munizioni di tutto l’esercito libico, sin da prima della guerra, e la NATO, con la lentezza che la contraddistingue in questa guerra, sta distruggendole un po’ alla volta.
Però è strano che l’attacco 7-8 maggio, così massiccio, non sia riuscito a spazzare via i depositi di armi. Strano, si badi bene, non vuol dire impossibile.

Ipotesi numero tre:
Gheddafi o membri di spicco della sua famiglia e del suo governo hanno trasferito in questa località del Fezzan il comando.
Lo stesso dittatore potrebbe aver abbandonato la capitale, sempre più inquieta, per questo paese in mezzo al deserto, oppure ha spedito quaggiù uno dei suoi figli.
In questo modo se le mie ipotesi “di scuola” sull’offensiva in corso si verificassero Gheddafi non si troverebbe imprigionato tra i Nafusa e il mare.
I due areoporti sarebbero anche una garanzia per fughe dell’ultimo minuto.

Gli attacchi di inizio maggio, in questa ipotesi, sarebbero stati veramente diretti contro i depositi militari, mentre quelli successivi sarebbero tentativi di uccidere bersagli importanti del regime.

Se la prima ipotesi fosse corretta, ed in particolare il suo corollario si rivelasse vero, vorrebbe dire che la sconfitta degli eserciti lealisti sui Nafusa e attorno a Misurata, che in questi giorni appare possibile (ancor che piuttosto improbabile) non avrebbe un carattere decisivo per la fine del conflitto.

Se la seconda ipotesi fosse corretta vio ho tediato con una notizia assolutamente secondaria.

Se invece risultasse vera la terza può voler dire due cose opposte:

-Gheddafi, al di là dei proclami roboanti e vagamente mussoliniani degli ultimi giorni, si trova in una brutta situazione, senza grandi vie di sbocco. E sta per darsi alla fuga.
-Gheddafi, resosi conto della mala parata, ha deciso che anche in caso di sconfitta militare nella zona di Tripoli non si arrenderà e continuerà la guerra ad oltranza dal deserto, usando magari Waddan come capitale temporanea.

Valerio PeverelliIn 30 secondiguerra,in fiamme,libia
Nella localizzazione dei bersagli identificati dalla NATO +- e colpiti si può cercare di rintracciare una certa logicità e capire lo sviluppo del conflitto. Per esempio quando i fronti sono tranquilli la zona di Tripoli viene attaccata anche più di una decina di volte al giorno, mentre i pochi apparecchi...