La Siria di Muhammad Jamal al-Tahhan (2)

Sulla pagina di Facebook che chiede la liberazione di Muhammad Jamal al-Tahhan, della quale scrivevo ieri, esce un appello. Giakot lo ha tradotto e io lo riproduco qui:

Ad Aleppo è stata compiuta un’ingente retata di arresti per ostacolare la crescita del movimento di rivolta popolare, che col contributo dell’opposizione e dei movimenti popolari ha espresso il volto patriottico e democratico della città, manifestando pacificamente per il cambiamento del paese.

La retata di arresti che ha coinvolto migliaia di attivisti e manifestanti ha preso oggi una piega pericolosa, con l’arresto di personalità note per il ruolo accademico e intellettuale, il loro impegno per l’unità sociale e per il progresso, la fiducia nel dialogo e l’impulso al cambiamento.

Tra gli arrestati di ieri sera vi è il dottor Muhammad Jamal Tahhan, membro del “Consiglio di amministrazione delle antichità”, tra i firmatari dell'”Appello di Aleppo”, membro del “Comitato nazionale di azione”, dell'”Unione degli scrittori arabi”, giornalista per “Tishrin al-Hukumiyya”, presidente del comitato promozionale per il festival “Aleppo capitale della cultura islamica”. Gli arresti hanno anche incluso numerosi avvocati, tra cui Muhammad ‘Arafah, medici come il dottor Yaser Darwish, e l’attivista Sabri Harh.

Il “Comitato per l’appello di Aleppo” assieme al “Comitato nazionale democratico di azione di Aleppo” condanna questa retata illegale, gli interventi di “bande” e qualsiasi altra operazione volta ad assalire i manifestanti. Chiediamo il cessare immediato di questi comportamenti e il rilascio di prigionieri e detenuti; che venga assunta la piena responsabilità delle conseguenze che questa situazione potrà avere sulla pace comune e sulle condizioni di salute dei detenuti. Chiediamo lo sforzo della società civile in aiuto dei detenuti che le hanno prestato servizio, per la difesa dello stato di diritto e dell’indipendenza dei giudici.

 

Aleppo, 20/7/2011

Comitato nazionale democratico di azione

Comitato per l’appello di Aleppo

 

traduzione: Giakot