Egitto: il generale in pensione e i forni di Hitler

E’ un generale in pensione, si chiama Abd al-Moneim Kato e fa il consigliere nel dipartimento per le relazioni pubbliche dei militari egiziani.

L’altro ieri ha rilasciato un’intervista al giornale cairota al-Shuruq in cui afferma che l’esercito ha reagito con la violenza, in questi giorni, perché i manifestanti avevano intenzione di bruciare il Parlamento e l’Istituto Scientifico d’Egitto.

Sulle dinamiche degli incidenti ci sarebbe da discutere, i pareri non sono univoci ma davvero non credo che i manifestanti avessero il “progetto” di dar fuoco al Parlamento né, tantomeno, all’Istituto Scientifico d’Egitto. Ma il generale è andato dritto e ha invocato la “storia egiziana” che “brucia”: “come ti senti, come essere umano, quando vedi una scena come questa? La storia dell’Egitto brucia, vedi l’Egitto bruciare davanti a te …”. E forse volendo dimostrare che l’amor patrio non ha limiti ha concluso affermando che i manifestanti dovrebbero essere messi nei “forni di Hitler”.

Ovviamente si sono subito levate voci di condanna per queste affermazioni ma non mi risulta che, a oggi, qualche rappresentante della Giunta Militare egiziana abbia censurato Kato. Chi ha bollato come antisemita l’attacco all’ambasciata israeliana del Cairo, la cui dinamica –anche in questo caso– è ben lungi dall’esser chiara (per dirne una: nello stesso contesto fu danneggiata anche l’ambasciata saudita), debba oggi alzare di nuovo la voce.