Lo Yemen rivoluzionario e gli avvoltoi vecchi e nuovi #LifeMarch #Taiz2Sanaa

Sono partiti da Taiz, nel sud dello Yemen. Hanno fatto 264 chilometri a piedi, sono una marea umana: intorno alle 100.000 persone. L’iniziativa si intitola “Lifemarch” e qui c’è un elenco dei suoi obbiettivi, in inglese.

Si oppongono al piano “per una transizione pacifica” del Consiglio di Cooperazione del Golfo, appoggiato da americani e vari organismi internazionali, firmato il 23 novembre scorso dal Presidente Saleh e da quella parte dell’opposizione che vuole prendere il suo posto senza cambiare di una virgola lo status quo. Loro vogliono che Saleh paghi, oltre ad andarsene, e il fatto che da quel 23 novembre non sia successo assolutamente niente, se non l’avanzata incessante delle milizie legate ad al-Qaida, ne è una prova.


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Centomila persone che prendono il cammino e vanno a chiedere giustizia, nel paese più povero del mondo arabo, dove l’emergenza umanitaria è all’ordine del giorno ma nessuno se ne fa carico.

Sono arrivati alle porte di Sanaa, la capitale dello Yemen, e gli hanno sparato addosso: 9 morti.

Poco prima l’ambasciatore americano, Gerald Feierstein, aveva dichiarato che: “la marcia per la vita non è pacifica e ha come obbiettivo di scatenare il caos e la violenza”.

Questi sono alcuni video della marcia, in ordine cronologico:

Ora, dicono gli attivisti, se ne deve andare (qui la pagina in inglese).