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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Se non l'avete capito

2012-03-13
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In questi giorni Thierry Meyssan e la sua Voltaire.net hanno tirato fuori, gli ennesimi articoli “di controinformazione” sulla Siria.

Si intitolano “Il giornalista Paul Convoy, agente operativo del MI6” e “I giornalisti combattenti di Bab Amr“.

Trattasi dei soliti pastoni in cui si inseriscono notizie vere, realistiche, e dati distorti, illazioni.

Non mi metto qui a fare la glossa del pezzo, mi fa fatica.

Mi sono già esercitato una volta nel periglio di individuare fonti, notizie vere, notizie vere falsificate, notizie false, legami indebiti fra concetti, sigle, etc. in un articolo di Meyssan, insomma ho già dato.

Starebbe ora agli acuti lettori del web l’arduo compito di discernere.

Vi do solo un piccolo, piccolissimo indizio: Voltaire.net pubblica in integrale un articolo scritto da Vladimir V. Putin riguardante la futura politica estera del suo paese.

Thierry Meyssan e la Rete Voltaire stanno dalla parte di Putin, che sta dalla parte di al-Asad.

In Siria Thierry Meyssan è embedded al regime di Bashshar al-Asad.

Intepreta e produce notizie in ordine a questo.

Non so perché lo fa, sinceramente non mi interessa.

So però che non lo fa per “la libertà” o per “la verità”, sebbene si atteggi in quel modo.

Insomma non fatevi prendere in giro.

E tenete conto che, incidentalmente, come accade in molti altri casi, questo stare dalla parte di Putin e di al-Asad fa sì che Meyssan pubblichi interessanti notizie, anche verificabili.

Questa foto di Paul Conroy, giornalista del Sunday Times,  insieme ad Abd el-Hakim Belhaj e Mahdi al-Harati in Libia, ad esempio, è già in sé una notizia interessante:

Ma, sempre per fare esempi, la notizia che: “Secondo l’ex premier Jose Maria Aznar, Mahdi al-Harati è ancora ricercato in Spagna per il suo coinvolgimento negli attentati di Madrid dell’11 marzo 2004” è completamente falsa.

Leggete il pezzo di Aznar e trovatemi al-Harati, perfavore.

Vi compare Abd el-Hakim Belhaj, certo, ma non al-Harati.

Aznar è l’unico al mondo ad aver accusato il primo di avere un legame con gli attentati di Madrid.

Secondo tutti gli altri nel marzo 2004 Belhaj era  nelle prigioni libiche, dopo essere stato catturato in Malesia e torturato da agenti della CIA in Tailandia.

Fu rilasciato dai Gheddafi il 23 marzo 2010.

Sì, Mahdi al-Harati, un arabo-irlandese non meglio identificato (“arabo” di dove?) è un personaggio inquietante, su cui ragionare.

E’ probabilmente un mercenario del Qatar.

Un uomo che, secondo Daniel Iriarte,  stava sulla Mavi Marmara.

Ma con Madrid non c’entra niente. Lo stesso Meyssan scrive un’altra cosa, qualche mese fa.

Non sono dettagli, non sono “errorini”.

E questo era solo un esempio.

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17 Responses to Se non l'avete capito

  1. Zerco on 2012-03-13 at 14:21

    Se leggiamo il tuo blog vuol dire che l’abbiamo capito: anche tu fai una specie di controinformazione. Ma non capisco perché dovremmo, secondo te, non farci prendere in giro da Meyssan mentre dovremmo stare ad ascoltare diligenti le sonatine di Trombetta, traduttore delle veline di Bourhan Ghalioun. La controinformazione di Voltairenet pesa zero in confronto alle tonnellate di menzogne di AP, France Presse, Ansa, Reuters.
    Meyssan va a sfrucugliare tra le identità di personaggi ignoti e fa collegamenti arditi che leggono in quattro gatti, azzeccandoci tre o quattro volte su dieci. Le agenzie ufficiali e i loro inviati che diffondono nel mondo immagini sfuocate tratte da video da Homs entrano in miliardi di cervelli.
    Non mi pare che tu metta in evidenza come si deve la gravità della cosa: le immagini e le notizie delle “fosse comuni di Gheddafi”, del “sangue lavato dalle strade di notte” a Tripoli, delle “incubatrici del Kuwait”, degli “stupri di massa a Kabul”, solo per citare alcuni grandi reportages dei nostri media, hanno sostenuto tre invasioni e occupazioni di paesi sovrani con decine di migliaia di morti. Lo stesso progetto (per giunta scritto!) che c’è per la Siria, che stavolta Putin, un geniale figlio di puttana, ha mandato all’aria: i suoi interessi di bottega (l’interesse nazionale della Russia, che lui persegue con le buone e, soprattutto, con le cattive, ma che ha indubbiamente fatto in modo esemplare, salvando letteralmente il suo paese e comportandosi da grande statista) hanno coinciso con quelli del diritto internazionale. E sottolineo il diritto internazionale di cui tu, qualche volta, ti dimentichi confondendolo con i diritti umani di cui tutti sono buoni a parlare, anche La Russa e la Santanché.
    Fatta la tara a Meyssan (che a me non è né simpatico né antipatico) ci trovo informazioni anche importanti, dagli altri campioni dell’informazione solo propaganda e suggestioni di massa per giustificare operazioni militari e guerre. Ma le violazioni del diritto internazionale vengono da questi, non da Thierry Meyssan o da Silvia Cattori.

    • Lorenzo Declich on 2012-03-13 at 15:27

      Non credo che gli interessi di Putin coincidano con quelli della Russia. Più che un grande statista lo ritengo una brava e cinica spia. Inoltre non è mia abitudine “credere” a chi dice meno menzogne. Né a schierarmi in base a questo. E la cosa vale anche per ciò che scrive Trombetta. Il fatto è che, invece, sono in tanti a “credere” senza esercitare la critica.

      I pochi video che ho diffuso sulla Siria mi sono stati recapitati (quasi) direttamente dalla Siria stessa. Quanto agli smascheramenti li opero quando ho la certezza che vi sia qualcosa da smascherare.

      Se vedo in un video un gruppo di bambini massacrati a chi devo credere? Io vedo solo bambini massacrati, non credo a nessuno e non ne parlo.

      Sulla Libia questo blog, solo per fare un esempio, ha da subito raccontato il ruolo di network come al-Jazeera in funzione di propaganda, quando l’intera Italia e anche buona parte del pianeta non si erano neanche posti il porblema. E’ stato il primo, in Italia, a parlare dei jihadisti in Libia, per fare un altro esempio.

      Riguardo alla Siria sono stato il primo a diffondere la notizia in Italia di forze NATO che si concentravano in Giordania. Per primo in Italia, e prima dello stesso Meyssan, ho parlato di quelli che ritengo essere jihadisti-mercenari provenienti principalmente dalla Libia in Siria (pagati dai paesi del Golfo, immagino, e in sodalizio almeno con inglesi, ritengo).

      Certo, non ho dato credito alle farneticazioni di al-Asad. Perché tali sono.

      Detto questo forse confondi il diritto di veto all’ONU con il diritto internazionale, ma questo è secondario. Io non do ragione a Putin oggi per il fatto che segue certi canali invece che altri al fine di ottenere ciò che vuole. Così come non ho dato ragione alla NATO in Libia, sebbene una parvenza di “diritto” la NATO l’avesse ottenuta. Come ho forse già scritto ti faccio presente che se oggi Putin segue certe regole è perché quella è la trincea più comoda che ha trovato. Non ha esitato e non esiterebbe, qualora ne avesse necessità, a usare atri metodi. Il suo “seguire” queste regole, fra l’altro, fa sì che in Siria continui una feroce repressione della quale Putin si disinteressa. Ed è per questo che lo ritengo un infame, diritto internazionale o no.

      E poi, diritto o non diritto, immagino tu ti renda conto del fatto che se gli americani decidono di entrare in Siria lo faranno e basta.

      Come è iniziata l’invasione dell’Afghanistan? Cos’è successo nella Ex-Jugoslavia?

      Suvvia, non prendiamoci in giro, gli americani non sono entrati in Siria fino ad oggi perché hanno un’altra strategia.

      Che tu ce l’abbia contro “le menzogne” è un fatto del tutto normale, ogni giorno mi confronto con decine, centinaia di menzogne manifeste o velate, e mi faccio venire il veleno. Nondimeno cerco di estrarre da questa matassa le informazioni che ritengo abbiano un senso. Cosa che ho fatto a titolo di esempio in questo post.

      Se per progetto già scritto intendi lo “studio di fattibilità” di invasione della Siria dell’era Bush (2006) ti ricordo che quell’era è finita e che di progetti di invasione di un qualche paese, negli Stati Uniti, ce ne sono centinaia. Se mai, e spero di no, gli americani tireranno bombe sull’Iran avremo forse un migliaio di studi americani governativi e non che “preconizzano” un attacco… Questa è dietrologia, e sono già le 16.00: ci si esercita in dietrologie dalle 9.00 alle 11.00 am, altrimenti si diventa scemi. O di fronte a una birra dopo cena, al limite.

      Vabbe’, si è fatta una certa.

      • Zerco on 2012-03-13 at 15:50

        Belle le questioni di principio, ma rispondimi: perché Con Meyssan proclami “non fatevi prendere in giro”, mentre per Trombetta non lo hai mai detto? Secondo me perché Trombetta lo conosci personalmente e Meyssan no. Gli amici non si criticano mai, soprattutto nel giornalismo.
        Perché Putin (che tace sui crimini di Assad) è un infame e Obama (che fa decine di morti al giorno con i droni in paesi esteri sovrani) no? Non ho mai letto un tuo post nel quale definisci Obama un infame (Robert Fisk l’ha definito un “vigliacco” dopo il voto contrario al riconoscimento della Palestina all’Onu). Perché lui ha il tuo rispetto e non Putin?
        Secondo me perché, in fondo, al primo credi e al secondo no. Perché quello è, comunque, tuo amico, l’altro no.

        • Lorenzo Declich on 2012-03-13 at 17:50

          Trombetta non lo conosco ma non dice patenti bugie propagandando complotti globali ad uso di Putin come Meyssan. Leggi il pezzo che ho linkato sopra per scoprire il livello di mistificazione cui giunge il personaggio. Non credo nella buona fede di Meyssan, in quella di Trombetta sì: lavora per l’ANSA non per Putin. Se poi Trombetta è un uomo della CIA lo sapremo fra un anno o due via Wikileaks. O anche no, ma comunque chissenefrega. La Cecenia l’ha fatta Putin, e l’ha rasa al suolo. La Russia è un paese in cui se dici una cosa contro Putin ti ammazzano. E non dire di no, e per me questo conta. L’Afghanistan l’ha fatto Bush, l’Iraq l’ha fatto Bush. Obama ha ereditato questa situazione e l’ha gestita molto male, non essendo uno a cui interessasse più di tanto gestirla bene, essendo molto più concentrato sull’Oceano Indiano. E’ ostaggio delle lobby che l’hanno portato al potere, probabilmente è una marionetta dei poteri forti americani, come tutti i presidenti americani. Non so se sia un vigliacco o meno. Non mi interessa. Non l’avrei votato, come non avrei votato nessun altro negli Stati Uniti. Questo è quanto.

        • valerio on 2012-03-13 at 18:46

          Quando scrivevo di Libia un po’ di errori, in buona fede, li ho fatti. Per esempio ho sottovalutato il rischio di somalizzazione di quel conflitto ed ho sopravvalutato le parti “buone” dell’opposizione.

          Però Meyssan (e sodali) hanno perso completamente di credibilità perché, semplicemente, erano tutti tesi non solo a dimostrare un supercomplottone (in cui io non credo, ma va bene, è una teoria come un’altra, mancano le prove ma va bene anche il complottista) ma anche a dimostrate come Gheddafi fosse un eroe mondiale dell’anti imperialismo, un uomo meraviglioso e splendido.

          Poi Gheddafi aveva le iacuzzi in oro massiccio e il suo esercito privato, era uno dei peggiori dittatori del mondo, governava da decenni epurazione dopo epurazione, aveva cambiato ideologia una mezza dozzina di volte ecc. ecc.

          Cioè va anche bene fare un discorso del tipo “Gheddafi è meglio dei suoi nemici”, qualche mio amico lo faceva. è una posizione degna di rispetto.
          Non è degno di rispetto dire che Gheddafi è un eroe (metto anche sul piatto anche la questione di classe, Gheddafi era multimiliardario e ladro, Thomas Sankara, Nelson Mandela o Che Guevara non vivevano nello stesso modo), così come oggi non ho grande stima di chi dipinge Assad come leader mondiale dell’alternativa al cosidetto occidente (ed anche qui, dimenticandosi che è andato al potere per linea dinastica, basta vedere chi possiede le più grandi azziende privatizzate siriane, tutti parenti di Assad, che hanno ottenuto gratis la telefonia mobile ecc., questo si chiama rubare e se qualcuno poi vuole ucciderti in maniera cruenta te lo sei cercato).

          Assad usa l’artiglieria contro le città ribelli, i morti, anche civili, si contano a migliaia (persino lo stesso governo sirano lo dichiara, il contendere con l’opposizione e solo sul numero delle migliaia e sul fatto che si tratterebbe di “fatalità”, “eccessi punti di funzionari di basso livello” ed in parte, ovviamente, di “provocazioni” dell’opposizione che si uccide i sostenitori da sola dopo averli torturati). Il regime siriano può essere definto solo una dittatura, con una serie storica dimostrata di atrocità da vomito.

          Se vogliamo discutere dello schifo del SNC e dello scandalo dei convolgimenti sauditi, qatariti, americani, Franco-Britannici, Turchi (ma anche iraniani o di movimenti politico-militare libanesi a cominciare da hezbolla) in quel conflitto qui sfondi una porta aperta.

          Se vogliamo dirci che Assad ha il diritto di difendere il suo regime personale e mafioso massacrando tutti gli oppositori non siamo più tanto d’accordo. Nemmeno se gli oppositori fossero tutti biechi salafiti sarei favorevole a questo bagno di sangue (altrimenti per coerenza dovrei essere d’accordo con i droni in Afghanistan, e me ne guardo bene).

          Anche perché la vera questione non è se Assad perderà o vincerà, ma come perderà, quando si arrenderà/morirà, e chi sarà al suo posto. La situazione così com’è non può durare, e di questo si sono accorti persino i cinesi.
          E tra i nemici di Assad ci sono persone molto migliori di quelle che stavano nel CNT ieri e che appoggiano l’SNC adesso. C’è una vera opposizione progressista, persone che se vivessero in Italia chiameremmo tranquillamente compagni.

          Certamene anche Trombetta ogni tanto prende delle cantonate, direi in ottima fede.
          Ma al massimo si è bevuto (come tutti, anche a me è capitato) qualche palla main stream, mentre spesso è stato capace di dare notizie di prima mano che altri non davano.

          Non ho mai incontrato Tombetta (anche se ha un cognome delle mie parti), non sono suo amico, non lo conosco.

          Mi sembra però di poter garantire che non è impazzito, mentre spero che Meyssan lo sia, altrimenti devo dire che è diventato sempre più un sostenitore delle peggiori dittature del mondo, e questo è triste.

          Se ridiciamo le scelte possibili nel dire si all’imperialismo USA, oppure no e viva i suoi “eroici” nemici (anche quando, come spessissimo in questi ultimi 10 anni, questi sono impresentabili loschi figuri di taglia gole) stiamo agendo una semplificazione che violenta l’inteligenza dell’anti-imperialismo, del pacifismo, della democrazia.

          Se vogliamo cercare un’alternativa a questo triste mondo di guerre e libero mercato, allora il discorso si complica e l’analisi del signor Meyssan perde d’importanza.

          Personalmente ho defintio stupida ed idiota la politica estera americana un bel po’ di volte, anche nella persona della Clinton (Obama credo che conti molto poco in politica estera, ma se vuoi che lo definisca vigliacco per la posizione sulla Palestina eccoti accontentato è stato non solo vigliacco, ma anche miope e arrogante, troppo attento alla sua rielezione).

          Ma Putin non è certo “meglio”, o particolarmente diverso (i ceceni possono testimoniarlo).
          L’imperialismo è l’imperialismo, se lo pratica l’Italia, la Svezia o la Russia resta imperialismo. Gli USA ne fanno un bel po’, ma non sono certo i soli. E gli imperialismi anti americani non sono migliori di quelli americani.

          Anzi, a dirla tutta, spesso sono peggiori, visto che spesso sono peggiori in politica interna e meno controllati a livello di comunicazione di massa e di opposizione interna.
          (Obama almeno ha una politica economica post neo-liberista, non siamo ancora ai neo-keynessiani, ma siamo mille miglia dalla Merkel o da Bill Clinton, inoltre i diritti civili negli USA sono molto più rispettati che in Russia, quindi si Obama mi è meno antipatico di Putin, ma sia ben chiaro non sono un suo fan, ma mi sento molto più nemico della destra imperialista russa che del partito democratico americano).

          Semmai la questione è trovare un modo per tutelare il diritto internazionale ed evitare completamente le guerre d’aggressione (che non si fanno, ormai, solo per imperialismo, direi si combattono quasi per noia, sono diventate ormai il metodo standard per risolvere le controversie internazionali e fare politica estera di successo elettorale) e contemporaneamente non buttare a mare i diritti umani e le esigenze di libertà, democrazia, giustizia sociale che le rivoluzioni come quella Siriana proclamano (accanto magaria anche a idee errone come lo stato confessionale ecc. ma non ho mai detto che tutta l’opposizione siriana sia perfetta, così come, nemmeno nei miei peggiori momenti, ho detto che l’opposizione libica era tutta democratica e libertaria).

          • Zerco on 2012-03-13 at 23:09

            Ma l’hai letto il national Defense Authorization Act?

          • Zerco on 2012-03-13 at 23:12

            Anche qui, vorrei sapere perché mai Meyssan, che disegna complotti in un blog, è “senza credibilità” e Trombetta, traduttore di veline del CNS per l’Ansa, è “in ottima fede”.

  2. Zerco on 2012-03-13 at 15:14

    Oltretutto è cosa di non poco conto, a parer mio, pubblicare in una lingua leggibile (francese) un testo di Putin, personaggio su cui grava una ben poco commendevole censura sui nostri mezzi di informazione e il disprezzo degli analisti (te compreso). Io ho letto quell’articolo, il tuo “piccolissimo indizio”, e mi è parso ancor più evidente quanto davanti al “mostro” Putin i nostri eroi Obama, Clinton, Merkel, Sarkozy, Cameron, Monti dovrebbero nascondersi in quanto a chiarezza strategica e capacità politica. E anche in quanto a osservanza del diritto internazionale.
    Se Meyssan mi traduce quei testi e me li mette a disposizione, gli perdono un po’ dei suoi complotti. Fa più informazione un complotto di Meyssan che mille veline di Trombetta.

  3. Lorenzo Declich on 2012-03-13 at 15:35

    Io direi invece che vanno letti entrambi con attenzione.

    Quanto a Putin vs Tuttiglialtri la partita finisce in parità. Scontri diretti, non tutti contro uno.

  4. valerio on 2012-03-13 at 22:10

    P.S.
    Segnalo qui un’interessante fonte con un’analisi molto professionale della situazione Siriana
    http://www.swp-berlin.org/fileadmin/contents/products/comments/2012C09_ass_wmm.pdf
    è prodotta dalla SWP (Stiftung Wissenchaft un Politik) ovvero l’isituto tedesco per la sicurezza internazionale, per fortuna è in inglese.

  5. […] Visita il sito in30secondi oppure iscriviti al feed Leggi l'articolo completo su AlterVista […]

  6. Lorenzo on 2012-03-19 at 19:22

    Zerco imperversa sui blog e i siti non perdendo occasione di insultarmi. Lo fa però da maleducato: senza presentarsi, col suo vero nome e cognome. Cercando anche di ingannare chi si trova a leggerlo. Perché continua a ripetere che io all’ANSA mi limito a citare Burhan Ghalioun. Cosa falsa. Cito tutte le fonti e questo è verificabile per molti che – come Zerco – hanno accesso libero alla “stecca” ANSA. A titolo d’esempio vi copio qui sotto l’ultimo mio resoconto serale per l’agenzia. Trovateci traccia di Ghalioun o del Cns che lui rappresenta. E non dite che non cito la Sana o i media del regime. Lo faccio giornalmente nelle notizie e nei servizi. E alle repliche eventuali di Zerco o alle sue nuove accuse non risponderò fino a quando non si presenta ai lettori. Io so già chi è, ma voglio vedere fino a quando sarà così vile da nascondersi dietro questo nomignolo. Prima di augurarvi buona verifica delle mie presunte veline, invito chi viene accusato di difendermi dal non cadere nella trappola di doversi giustificare (“io non lo conosco”). Anche se Declich e Peverelli mi conoscessero di persona, avrebbero tutto il diritto di dire la loro sul mio lavoro, in un senso o in un altro. O no?

    (di Lorenzo Trombetta)
    (ANSA) – BEIRUT, 19 MAR – La battaglia tra forze fedeli al presidente Bashar al Assad e membri dell’Esercito libero (Esl) si è oggi spostata nel cuore del potere, a Damasco, con inediti scontri a fuoco in un quartiere residenziale della città, mentre nelle periferie del Paese le truppe governative sembrano aver riportato temporanee vittorie portando oggi l’attacco all’ultima roccaforte della resistenza, Dayr az Zor, capoluogo della regione orientale.
    Gli attivisti anti-regime dei Comitati di coordinamento locali forniscono le generalità dettagliate di 26 uccisi oggi in varie regioni del Paese (per lo più a Dayr az Zor), mentre l’agenzia ufficiale Sana parla di 13 civili uccisi da terroristi nella regione di Homs.
    Questo all’indomani di un’esplosione – “attentato terroristico” per il regime – che ad Aleppo ha ucciso due persone e che ha danneggiato i locali di un convento francescano. E nel giorno in cui sono giunte nella capitale due diverse missioni di rappresentanti internazionali: quella politica, dei cinque emissari di Kofi Annan, inviato speciale dell’Onu e della Lega Araba; e quella umanitaria, composta da funzionari dall’Alto consiglio per i diritti umani di Ginevra e dell’Organizzazione della cooperazione islamica.
    Entrambe le delegazioni saranno ascoltate dalle autorità di Damasco per valutare le possibilità di metter fine alle violenze e portare soccorsi alle regioni più colpite dalla repressione e dalla conseguente rivolta.
    Lo scontro armato di Damasco è avvenuto – secondo i testimoni – dalla mezzanotte e fino alle prime luci del giorno nel quartiere nord-occidentale di Mezze, non lontano dall’autostrada sulla quale si affacciano le ambasciate iraniana e saudita e il circolo degli ufficiali. In quel quartiere abitano numerosi esponenti delle forze di sicurezza del regime. Secondo alcune testimonianze, impossibili da verificare in maniera indipendente, i membri dell’Esl volevano lanciare un attacco dimostrativo contro una sede locale di un’agenzia dell’intelligence.
    Le uniche immagini video disponibili, diffuse dal canale russo in arabo Rusiya al Yawm, mostrano un’abitazione privata al piano alto di un edificio residenziale completamente distrutta con segni di raffiche di mitra sui muri, esplosioni e incendi. Un residente intervistato dall’emittente, che ha regolare accredito giornalistico a Damasco, afferma che “uomini armati” hanno aperto il fuoco contro le forze dell’ordine ma sono stati fermati grazie a “un’operazione chirurgica delle forze di sicurezza”.
    L’agenzia turca Anadolu, che cita fonti dell’opposizione siriana, afferma che almeno 86 persone sono morte durante gli scontri avvenuti vicino all’aeroporto militare di Mezze. La Sana dal canto suo si limita a riferire dell’uccisione di due terroristi, della morte di un agente e dell’arresto di un terzo terrorista che si era rifugiato in un’abitazione di Mezze.
    La tv di Stato ha inoltre stasera mandato in onda le confessioni di due terroristi, Walid Shuqeiri e Yaman Azizi, che affermano di aver agito in cambio di denaro, operando nell’area di Sayida Zeinab (sobborgo di Damasco noto per la presenza di un importante mausoleo sciita), sparando contro manifestanti e forze di sicurezza, filmando e inviando i video ai canali satellitari al Jazira e al Arabiya.
    I terroristi rei confessi hanno dichiarato che “l’attentatore suicida” dell’attacco contro una caserma governativa il 22 dicembre scorso a Damasco apparteneva “al gruppo di Abu Bilal di Hajar Aswad”. Hajar Aswad è un depresso sobborgo della capitale, teatro di manifestazioni anti-regime, dove predica lo shaykh sunnita Adnan Ibrahim, noto come Abu Bilal.
    Da Mosca, il presidente del Comitato internazionale per la Croce Rossa (Cicr), Jakob Kellenberger, ha detto di aver ricevuto dalle autorità russe delle “indicazioni positive in sostegno alle priorità operative del Cicr e alla sua iniziativa di stabilire un cessate il fuoco giornaliero di due ore”. (ANSA)

  7. Lorenzo Declich on 2012-03-19 at 20:00

    Hai ragione, Lorenzo, è un po’ una trappola, ma a domanda ho risposto. Difficile in tempi di populismo sottrarsi a questo gioco. Detto questo ho l’abitudine di confrontare le fonti, dando per assodato che in cattiva o in buona fede si sbagli. Buon lavoro e buon proseguimento.

  8. Lorenzo on 2012-03-19 at 20:47

    Comunque, visto che hai ricordato la “notizia” della presenza di truppe Usa al confine giordano, ti ricordo che le fonti da te citate si basavano a loro volta su un’unica fonte, Nizar Nayuf, la cui credibilità è pari a zero. L’ho intervistato più volte a casa sua a Parigi durante la tesi e con gli anni ho avuto modo di verificare la sua non attendibilità. Buon proseguimento anche a te. E un giorno comunque ci dobbiamo conoscere, così Zerco brinderà alla validità del suo teorema. A posteriori

    • Lorenzo Declich on 2012-03-20 at 07:48

      Be’, me lo hai fatto presente, e la cosa ha completato l’informazione. ti rispondevo appunto: “Grazie Lorenzo della preziosa precisazione. Il vaglio delle fonti dalla Siria, per chi non ha una conoscenza diretta, non è compito facile” (e spero di venire a trovarti a Beirut, una volta o l’altra).

  9. Lorenzo on 2012-03-20 at 10:21

    Ti segnalo, se già non lo segui, il blog di Pierret. http://blogs.mediapart.fr/blog/thomas-pierret/

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