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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

La libertà di stampa in assenza di democrazia

2012-03-16
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L’ANSA oggi riporta la notizia dell’inaugurazione di un “programma per la sicurezza dei giornalisti” avviato a Doha, in Qatar.

 ANSAmed) – DOHA, 14 MAR – Proteggere i giornalisti nel mondo arabo, tutelare il diritto di informazione e istruire i reporter a lavorare in scenari di guerra in un contesto di crescenti violazioni da parte di regimi repressivi, milizie armate e truppe straniere. E’ l’obiettivo del programma per la sicurezza dei giornalisti inaugurato ieri in Qatar dal Centro per la Libertà di Stampa (Dcmf) di Doha. Il programma, intitolato “Ali Hassan Jaber” in onore del cameraman qatarino ucciso l’anno scorso durante la guerra in Libia, prevede la formazione dei reporter e operatori video istruendoli sulle tecniche di pronto soccorso, gestione sicura dei dati telematici e telefonici e protezione legale. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il dipartimento per i diritti umani e le libertà civili della tv panaraba al Jazira e col Centro dell’Onu per la documentazione e l’addestramento umanitario.

Al via a Doha programma formazione reporter guerra arabi – Bosnia – ANSAMed.it.

La domanda, che riferita al Qatar è sempre la stessa: come può tutelare il “diritto di informazione” un paese non democratico in cui non c’è una reale libertà di stampa?

Intanto, sembra, ad al-Jazeera, il network ormai più pan-islamico (vedi qui e qui)) che pan-arabo, sono diversi i giornalisti che si dimettono per protestare contro un canale che “diventa uno strumento per colpire il regime siriano”.

 

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3 Responses to La libertà di stampa in assenza di democrazia

  1. Zerco on 2012-03-17 at 13:35

    Vedo che l’ANSA è la prima iscritta

  2. Zerco on 2012-03-17 at 20:32

    Guarda un po’: addirittura l’ONU collabora a questa meritoria iniziativa, di cui la nostra coraggiosa agenzia di stampa nazionale è pronta a esaltare i meriti. Vuoi vedere che le petromonarchie si sono messe a dare linfa alle esauste casse delle Nazioni Unite, pagando gli assegni che gli USA non possono più coprire? In modo disinteressato, ovviamente, trattandosi di diritti umani… Sono troppo complottista?

    • Lorenzo Declich on 2012-03-18 at 08:15

      E’ probabile… sta già succedendo per l’UNESCO (segui i post della stessa categoria)

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