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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

La strategia del tiranno

2012-04-27
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Gli argomenti degli “amici di al-Asad” tendono costantemente a dipingere il tiranno come una vittima delle “Grandi Potenze” che ordiscono complotti contro di lui.

Il tiranno, che non è uno scemo anche se il suo viso non trasmette acume, dimostra invece ogni giorno di conoscere perfettamente il meccanismo della propaganda fingendo di comportarsi esattamente come una vittima.

Due sono le cose che in questi giorni dimostrano che la sua è una “posa”:

  1. ha sfruttato la “tregua” in maniera magistrale ovvero l’ha considerata un “via” al massacro nei giorni precedenti la sua attivazione e l’ha costantemente violata nei giorni seguenti, adducendo scuse. Quando ha accettato la tregua sapeva già cosa avrebbe fatto. Kofi Annan, qualche giorno fa, ha detto che dal satellite si evince che al-Asad non ha mai, in questi giorni, spostato indietro un solo carro armato;
  2. Al-Asad fa sapere che non accetterà osservatori dell’ONU che provengano dai paesi “amici della Siria” cioè quel (pur criticabile) gruppo di paesi che ufficialmente supporta la caduta del regime e cerca (senza finora riuscirci davvero) un referente unico dell’opposizione da appoggiare.

Le due cose, messe insieme, dimostrano che il tiranno Bashshar al-Asad non ha nessuna intenzione di giungere a patti e che ogni sua mossa è diretta alla conservazione del suo potere.

Strategicamente, d’altronde, le sue mosse si dimostrano vincenti.

Il suo è un copione, niente di più.

E’ riuscito in questi mesi a trasformare un moto di piazza in una ribellione armata, dipingendolo da subito come un complotto internazionale e agitando lo spettro del terrorismo jihadista, a muovere le corde del “conflitto settario”, a internazionalizzare il conflitto, a far irrigidire le posizioni delle parti in campo, a far intervenire  attori “oscuri” (anche se in misura molto ridotta rispetto a quanto egli denunci). E tutto questo è un materiale ottimo dal punto di vista della propaganda.

Resta però un tiranno, un efferato omicida, un massacratore di innocenti il cui interesse non ha nulla a che vedere con l’interesse del suo paese ma con quello dei suoi amici e fratelli.

E se non lo avremo più in circolazione non lo rimpiangeremo, anzi.

Purtroppo, questa è la mia sensazione, al-Asad rimarrà in piedi ancora per un bel po’ e di questo sono responsabili anche quelle potenze che, nei primi mesi della rivolta hanno applicato pesi e misure “speciali” alla rivolta siriana, ragionando in base al proprio tornaconto.

Può suonare retorico dire, in chiusura, che la vittima di tutto questo è il popolo siriano. Ma, tuttavia, non si può non ricordarlo. A questo punto tutte le vie d’uscita alla crisi prevedono, per i siriani, solo sangue e miseria.

 

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One Response to La strategia del tiranno

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