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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Chiamasi libertà d'espressione, caro Re dei miei stivali

2012-05-02
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Forse `Abd Allah bin `Abd al-`Aziz Al Sa`ud, il re dell’Arabia Saudita, se l’è presa.

Sui muri dell’ambasciata del suo paese in Egitto erano comparse cose insultanti nei suoi confronti.

Tipo questa:

Di fatto ha ritirato i suoi ambasciatori dal Cairo, ha chiuso l’ambasciata e il consolato in seguito a una serie di proteste inscenate da alcuni attivisti di fronte all’ambasciata e al consolato.

Chi protestava chiedeva la liberazione di un avvocato, Ahmed el-Gizawi, detenuto nelle carceri saudite e dovendo scontare una pena di 1 anno e 20 frustate per aver “diffamato il re”.

I sauditi dicono che el-Gizawi è in prigione perché portava con sé diverse migliaia di pillole di Xanax.

I sauditi, per bocca del loro speaker, dicono che le persone che protestavano “portavano slogan ostili che infrangevano la santità della missione diplomatica in Egitto e violavano norme e leggi internazionali”.

El-Gizawi aveva citato in giudizio il re saudita presso un tribunale del Cairo. La denuncia riguardava il maltrattamento di cittadini egiziani, detenuti senza accusa nelle carceri saudite.

I membri del Consiglio militare si dicono “sorpresi” della decisione del re.

I Fratelli Musulmani chiedono ai sauditi di “riconsiderare la chiusura dell’ambasciata”.

Attivisti sauditi ed egiziani festeggiano.

Intellettuali egiziani si mobilitano contro il saudita.

Gli “insulti” al saudita si diffondono al di fuori dei confini egiziani.

 

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