Siria, il movimento rivoluzionario non si riconosce nel Cns

Il Consiglio Nazionale Siriano riceve un bello schiaffo dai Comitati di coordinamento locali del movimento rivoluzionario siriano (cioè le entità che si trovano effettivamente in Siria, sul campo).

Dal blog Sirialibano:

I Comitati di coordinamento locali, piattaforma dei membri del movimento rivoluzionario (الحراك الثوري) interno alla Siria, prendono le distanze dal Consiglio nazionale siriano (Cns), ombrello di opposizioni all’estero e in patria, e denunciano il “deterioramento della situazione” del consiglio stesso.

In un comunicato diffuso ai media stamani (vedi sotto), i Comitati lamentano la sempre maggior distanza dei vertici del Cns, dominati da dissidenti e oppositori all’estero, dalla maggioranza dei membri, che fanno invece parte del movimento rivoluzionario interno.

Sullo sfondo c’è la rielezione, di fatto per la terza volta consecutiva, di Burhan Ghalioun, nell’ultima riunione della segreteria generale svoltasi a Roma nei giorni scorsi. George Sabra, suo contendente, ha preso 11 voti mentre Ghalioun 21.

Sabra era sostenuto dai Comitati in quanto espressione del dissenso interno alla Siria. Inoltre, il suo appartenere, almeno nominalmente, alla comunità cristiana secondo molti avrebbe ridato lustro al Cns, da più parti definito “ostaggio della Fratellanza musulmana”, in esilio da decenni ma ben organizzata in Europa.

In segno di protesta per la rielezione di Ghalioun, Fawaz Tello, presentatosi come “membro del Cns” ha annunciato le sue dimissioni dal Consiglio. Ma il 16 maggio, lo stesso Cns ha smentito che Tello sia mai stato un membro della piattaforma. Tello, per anni detenuto politico in Siria, si è a sua volta detto “sorpreso” di tale affermazione, ribadendo di esser diventato membro del Consiglio quando ancora era in patria, qualche mese fa.

continua a leggere…

La rivolta siriana dimostra la sua maturità, sebbene sia schiacciata da più parti e la legittimità della sua genuinità sia continuamente messa in dubbio.

Bisognerà ricordarsene, quando al-Asad farà le valigie per Mosca.