Chi comanda nell'opposizione siriana

(ANSA) – BEIRUT, 31 MAG – Si apre una spaccatura tra vertici dell’Esercito libero siriano (Esl) all’estero e ranghi che combattono giornalmente all’interno della Siria: il colonnello Riad al Assaad, formalmente comandante in Turchia dell’Esl, ha smentito il suo ufficiale di riferimento in patria e parigrado Qassem Saad ad Din, che ieri dalla regione di Homs aveva lanciato un ultimatum al regime di Damasco. “Non c’è alcun ultimatum”, ha detto Assaad parlando alla tv al Jazira. (fonte).

La risposta di Qassem Saad ad Din non si fa attendere:

nessuno ha il diritto di diffondere comunicati, di prendere decisioni, o di parlare delle operazioni a nome dell’Esercito libero siriano se non il comando dell’ESL all’interno della Siria (fonte).

La notizia fa il paio con quella dello scorso 13 maggio.

Dal blog Sirialibano:

I Comitati di coordinamento locali, piattaforma dei membri del movimento rivoluzionario (الحراك الثوري) interno alla Siria, prendono le distanze dal Consiglio nazionale siriano (Cns), ombrello di opposizioni all’estero e in patria, e denunciano il “deterioramento della situazione” del consiglio stesso.

In un comunicato diffuso ai media stamani (vedi sotto), i Comitati lamentano la sempre maggior distanza dei vertici del Cns, dominati da dissidenti e oppositori all’estero, dalla maggioranza dei membri, che fanno invece parte del movimento rivoluzionario interno.

Sullo sfondo c’è la rielezione, di fatto per la terza volta consecutiva, di Burhan Ghalioun, nell’ultima riunione della segreteria generale svoltasi a Roma nei giorni scorsi. George Sabra, suo contendente, ha preso 11 voti mentre Ghalioun 21.

Sabra era sostenuto dai Comitati in quanto espressione del dissenso interno alla Siria. Inoltre, il suo appartenere, almeno nominalmente, alla comunità cristiana secondo molti avrebbe ridato lustro al Cns, da più parti definito “ostaggio della Fratellanza musulmana”, in esilio da decenni ma ben organizzata in Europa.

In segno di protesta per la rielezione di Ghalioun, Fawaz Tello, presentatosi come “membro del Cns” ha annunciato le sue dimissioni dal Consiglio. Ma il 16 maggio, lo stesso Cns ha smentito che Tello sia mai stato un membro della piattaforma. Tello, per anni detenuto politico in Siria, si è a sua volta detto “sorpreso” di tale affermazione, ribadendo di esser diventato membro del Consiglio quando ancora era in patria, qualche mese fa.

Chi parla di “ingerenze” faccia, perfavore, una distinzione fra chi sta fuori e chi sta dentro la Siria.

Ripeto: bisognerà ricordarsene, quando al-Asad farà le valigie per Mosca.

Perché bisognerà sapere da che parte stare.