Marco Tosatti e i copti minacciati

Succede che un think tank americano di destra, il Gatestone Institute, batta la notizia secondo cui il candidato alle presidenziali egiziane della Fratellanza Musulmana, Muhammad Morsi, ha detto che quando l’Egitto sarà “islamico”  i copti dovranno pagare la jizya (la tassa prevista per i dhimmi,  la “gente del libro” del Corano, in uno Stato islamico pre-coloniale) o convertirsi o emigrare.

Succede perché un giornale egiziano dà questa notizia la quale, va detto, si situa in controtendenza rispetto a una gran mole di altre notizie provenienti dall’Egitto che ci fanno pensare che Morsi stia cercando di ingraziarseli, i copti (li ha ricevuti, cerca di rassicurarli etc.). Il ché è normalissimo, visto che sta facendo campagna elettorale.

Succede che Marco Tosatti, un riconvertito al cristianesimo, sul suo blog della Stampa intitolato “San Pietro e dintorni”, faccia copia-incolla del primo paragrafo della notizia apparsa sul sito del Gatestone Institute, e ci aggiunga una frase su “chi sono i copti” in cui afferma, fra le altre cose, che i copti hanno votato in massa per l’avversario di Morsi, il filo-regime Shafiq, cosa tutta da dimostrare.

Succede che Marco Tosatti intitoli: “Egitto: minacce ai cristiani” questo suo capolavoro.

I miei complimenti, non c’era modo migliore per raccontare l’Egitto di questi giorni.