Quei fascisti, amici del dittatore siriano

Cosa unisce le ormai quasi quotidiane aggressioni e scorribande ad opera di gruppi neofascisti a Roma e la terribile violenza che da mesi sta insanguinando la Siria?
E’ sotto gli occhi di tutti come Roma sia da alcuni mesi teatro delle imprese squadristiche di gruppi neofascisti e neonazisti. Nel corso del 2011, si erano contati diversi episodi, fra i quali una spedizione punitiva nel quartiere Talenti contro alcuni giovani di sinistra, la violenta aggressione – sempre nella stessa zona – contro alcuni attivisti del PD, conclusasi con il ferimento del capogruppo del partito del IV Municipio, un’altra spedizione punitiva contro il liceo Socrate a Garbatella. Il 2012 si apre a febbraio con l’aggressione ad alcuni attivisti del Teatro del Lido di Ostia, per proseguire il 9 marzo con il pestaggio di tre studenti del liceo Righi, uno dei quali si ritrova con il setto nasale fratturato. Il 23 dello stesso mese, l’episodio più grave: una squadraccia proveniente dal vicino circolo “futurista” di Casapound tenta di assaltare la i Magazzini Popolari Casalbertone, sede che ospita diversi comitati e associazioni. I due attivisti presenti in quel momento riescono a difendersi e ad impedire la devastazione della sede e la squadraccia si allontana, senza essere disturbata dai carabinieri che, a bordo di un’auto-civetta, avevano assistito all’aggressione e si limitano ad identificare i due attivisti di sinistra ed a raccoglierne le deposizioni. Nel pomeriggio, il corteo organizzato per protestare contro l’aggressione viene caricato da un numeroso gruppo di squadristi, e ne segue un violento scontro per le vie del quartiere.

Oltre agli episodi più gravi, si registrano aggressioni a giovani di sinistra – o presunti tali – con cadenza pressoché quotidiana, scritte minacciose sui muri e intimidazioni di vario genere nei confronti di militanti di sinistra. Un’attenzione particolare da parte dei neofascisti sembrano essersela guadagnata gli studenti del liceo scientifico Righi e del liceo scientifico Tasso, entrambi nella centralissima zona fra Piazza Fiume e Via Veneto.
I responsabili delle aggressioni contro i giovani del Righi e del Tasso vengono individuati fra gli appartenenti al gruppo Controtempo, autore anche di numerose scritte sui muri delle scuole. La circostanza viene confermata non solo dai giovani aggrediti, ma anche da docenti ed altro personale delle scuole interessate, fra cui un bidello, che si definisce ex attivista del MSI e di altri gruppi di estrema destra.
Cosa c’entra tutto questo con la feroce dittatura del clan Assad nella lontana Siria? E’ presto detto: gli attivisti di Controtempo e dell’Associazione Culturale Zenit sono fieramente schierati nel sostegno  al tiranno siriano. Lo scorso 12 aprile hanno organizzato un dibattito con Jamal Abo Abbas, presidente della comunità siriana in Italia affiliata al regime, ed il giornalista Matteo Bernabei, redattore del quotidiano di estrema destra “Rinascita Nazionale”. Poche settimane dopo, Bernabei farà parte di una delegazione in Siria, ricevuta ufficialmente da esponenti del governo di Assad, insieme ad altri personaggi come Filippo Fortunato Pilato (direttore del Gruppo di Lavoro di Terra Santa Libera, iscrittosi a Forza Nuova nell’agosto 2011) e Gianantonio Valli, autore di testi come “Dietro la bandiera rossa. Il comunismo creatura ebraica”. Il link al video dell’incontro della delegazione neofascista con Mahmoud Al-Abrash, presidente del parlamento siriano, pubblicato sul sito pro-Assad Syrian Free Press:
http://syrianfreepress.wordpress.com/2012/05/08/video-integrale-delegazione-siro-italiana-incontra-presidente-parlamento-siriano-dr-mahmoud-al-abrash-10425.

Ecco la nota dell’Agenzia Stampa Italia che riferisce dell’iniziativa organizzata daControtempo e l’associazione Zenit:

Roma. Associazione Zenit: “La Siria ha diritto ad essere uno Stato Sovrano”

(ASI) Giovedì 12 aprile si è svolto a Roma l’interessante incontro dal titolo “Siria sotto attacco” organizzato dalle associazioni Zenit e Controtempo con l’intervento di Jamal Abo Abbas, Presidente della comunità siriana in Italia.

“Che la situazione in Siria non sia quella che ci descrivono i mass-media – si legge nella nota diffusa dall’Associazione Culturale Zenit – è chiaro a chiunque abbia la minima cura di verificare notizie e fonti e magari approfondire le ragioni delle diverse parti in campo. E’ questa la ragione principale per cui abbiamo voluto fare da megafono alla Comunità Siriana Italiana, uomini e donne in perenne contatto con la madrepatria che cercano di combattere la disinformazione portando, al contrario di chi in Siria non c’è nemmeno mai stato dallo scoppio del golpe atlantista, esperienze e testimonianze. La tesi principale esposta – continua il comunicato – è quella del diritto della Siria ad essere Stato Sovrano, aldilà dei possibili governi, con la ovvia constatazione che in questo momento critico il dovere di un cittadino siriano verso la sua patria è quello di essere al fianco del presidente Assad, tesi ribadita sia nel nostro intervento sia in quello più autorevole di Jamal Abo Abbas che della Comunità Siriana è il Presidente. Bernabei giornalista di Rinascita, a cui va ovviamente il nostro ringraziamento, ha invece pensato ad inquadrare la situazione siriana nel medioriente. Qualsiasi cosa succederà – conclude l’associazione romana – da qui ai prossimi
mesi continueremo a seguirla e ad essere vicini ai nostri amici Siriani”.

 Redazione Agenzia Stampa Italia

*****

Gli stretti legami esistenti fra il regime di Assad e l’estrema destra europea non sono un mistero per nessuno: in Francia, a lavorare per Assad troviamo Frederick Chatillon (un passato da neonazista ed attualmente braccio destro di Marine Le Pen), lo storico negazionista Robert Faurisson ed il comico Dieudonnè, passato anni fa dalla sinistra all’estrema destra. In Italia, oltre agli squadristi di Controtempo ed al quotidiano Rinascita Nazionale, gli alleati del regime di Assad sono i rossobruni del circuito di Eurasia e di Stato e Potenza, oltre ad altre sigle afferenti al network internazionale di “eurasiatico”, strutturato da Mosca a Lisbona, ed il cui principale ideologo è il russo Alexander Dugin, traduttore degli scritti di Julius Evola. Di seguito, la locandina dell’iniziativa organizzata da Controtempo e dall’associazione Zenit:

Questo, invece, è il link al video dell’iniziativa postato su Youtube:

http://www.youtube.com/watch?v=4XuktrappCM&feature=relmfu (questo è il primo e riguarda l’inizio della conferenza, gli altri sono in sequenza numerata).

Perno della disinformazione orchestrata dal regime di Damasco è Vox Clamansuna suora integralista, Agnès Mariam De La Croix, che in Siria ha dato vita ad un centro cattolico di informazione chiamato “”, diventato il megafono internazionale delle menzogne e delle manipolazioni. Per restare alla più stretta attualità, sulla strage di Hula perpetrata dall’esercito e dai miliziani di Assad (strage in cui sono stati macellati anche decine di bambini) Vox Clamans sponsorizza la velina del regime – respinta persino dalla Russia, il più stretto alleato di Assad – e scrive che “Bande armate in gran numero hanno attaccato le forze dell’ordine o dell’esercito vicino all’ospedale Al Watani che hanno perso veicoli e un blindato.  Sono seguiti scontri fino a tarda notte e invano i governativi hanno cercato di respingere l’attacco con l’artiglieria e molte perdite (…) I miliziani sono entrati nell’ospedale massacrando tutti i presenti. (…) Poi sono entrati in varie case del quartiere sud uccidendo i civili e ammucchiandoli per mostrarli agli osservatori, prima di bruciare le loro case”. Suor Agnès, oltre ad essere molto ben introdotta negli ambienti dell’estrema destra europea, è in stretti rapporti con i fascisti cristiani libanesi, gli autori materiali delle stragi di Palestinesi a Sabra e Chatila nel 1982: la suora, infatti, collabora attivamente con  Jocelyne Khoueiry, ex Comandante della Milizia femminile delle Forze Libanesi e numero tre dell’esercito ai tempi di Gemayel. Vergognosamente, in Italia esistono anche organizzazioni e giornalisti di sinistra che diffondono le fandonie della suora di Assad, spacciandole per “controinformazione”.

E’ bene notare che i rapporti fra il governo siriano e le organizzazioni dell’estremismo di destra non hanno nulla di clandestino, tanto in Italia quanto in Francia. In altre parole, le formazioni neofasciste sono ufficialmente riconosciute come “amiche” del regime di Damasco.

*****

Un’ultima annotazione: il liceo Tasso è stata la sola scuola di Roma a scendere in piazza, studenti e docenti insieme, in difesa dei diritti umani e del popolo siriano. Alla luce del particolare accanimento mostrato dai fascisti amici di Assad contro gli studenti del Tasso, l’idea che le ripetute aggressioni ed intimidazioni rivelino qualcosa di più dello squadrismo di quartiere appare tutt’altro che peregrina.

 

——————

[qualche tempo dopo l’uscita del pezzo Germano Monti ha ricevuto un messaggio da uno dei personaggi citati. Pubblico qui la lettera e la risposta dell’autore]

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera da Matteo Bernabei, seguita dalla risposta di Germano Monti

Egregio Germano Monti,

ho letto con attenzione il pezzo “Quei fascisti amici del dittatore siriano” in cui vengo citato come facente parte di una delegazione neofascista partita per la Siria alcune settimane fa e volevo fornirle alcuni chiarimenti nella speranza di una sua rettifica: innanzitutto non sono un neofascista, non sono mai stato iscritto a partiti o movimenti giovanili politici, può verificare se vuole come avrebbe già dovuto fare; in secondo luogo il nome del giornale per il quale lavoro è errato e non è neppure un quotidiano di estrema destra, se lo leggesse con costanza si accorgerebbe che ospita opinioni di tutti i generi, compresi quelle di antifascisti, comunisti e stalinisti.
Per quanto riguarda la sua visione della crisi in Siria mi auguro lei sia stato sul posto, perché io ci sono stato anche in altre occasioni e lo scorso venerdì 9 settembre, quando l’Ansa parlava di una manifestazione organizzata dal governo di fronte la moschea degli Omayyadi, con dipendenti pubblici costretti a partecipare, io ero lì e non c’era alcuna manifestazione e ho tanto di video a dimostrazione. Allo stesso modo quando nel pomeriggio dello stesso giorno in Italia la stampa parlava di scontri nei sobborghi della città, io ho preso una macchina per verificare e non sono riuscito a trovare nemmeno uno straccio di tafferuglio…
La prego quindi di rettificare, o di togliere il mio nome dal pezzo che compare sul blog http://vicinoriente.wordpress.com, evitando così spiacevoli conseguenze legali che sarebbero soltanto una perdita di tempo e di denaro per entrambi.

Cordiali Saluti

Matteo Bernabei

P.s.: Io parlo solo per me stesso, gli altri sono in grado, qualora volessero farlo, di difendersi da soli, compreso il giornale per il quale lavoro. Volevo comunque sottolineare che l’accostamento tra quanto riportato nel cappello iniziale e quanto scritto in seguito sulla delegazione, è una forzatura ridicola volta soltanto a sostenere una tesi che altrimenti non reggerebbe. Noto infatti che non ha accuratamente citato il collaboratore dell’Ansa che ha preso parte al viaggio e neppure il sostegno di alcuni partiti e movimenti di sinistra alla comunità siriana presieduta da Jamal Abo Abbas.

Egregio Matteo Bernabei,

aderisco con piacere al suo gentile invito a chiarire che lei non è un neofascista. Come ho già avuto modo di dire, fa sempre piacere sapere che esiste un fascista in meno ed un democratico in più. Qualora anche altri, da me citati, volessero fare professione di fede antifascista, mi impegno ad adoperarmi con ogni mezzo a mia disposizione per diffondere la lieta novella.
Quanto al giudizio sulla collocazione politico-culturale del giornale per cui lei lavora, si tratta di un mio libero convincimento e, se permette, non vedo ragione di modificarlo.
Trovo molto bello il fatto che il suo giornale ospiti “opinioni di tutti i generi, compresi quelli di antifascisti, comunisti e stalinisti”: è pur vero che, nonostante il momento buio che stiamo vivendo, in questo Paese censurare le opinioni antifasciste sarebbe ancora considerato piuttosto grave, ma trovo comunque lodevole la vostra premura di non pubblicare esclusivamente opinioni fasciste.

Cordiali saluti,

Germano Monti

P.S. Almeno una cosa ci accomuna: anche io parlo solo per me stesso. Quanto al collaboratore dell’Ansa che ha preso parte al viaggio, secondo me avrebbe potuto scegliere una compagnia migliore, ma i gusti sono gusti. La stessa considerazione vale per quei partiti e movimenti di sinistra che si accompagnano al signor Abo Abbas.