Paolo Dall'Oglio lascia la Siria

Lo riporto intonso, da Sirialibano:

“Lascio la Siria per evitare danni peggiori dovuti alla mia situazione personale”.

11 giugno 2012 – È così che padre Paolo Dall’Oglio, gesuita fondatore della comunità monastica di Mar Musa, da più di trent’anni in Siria, ha annunciato oggi ai microfoni di Radio Vaticana la sua decisione di lasciare il Paese nei prossimi giorni.

Da trent’anni Padre Paolo è alla guida del monastero nel deserto a nord di Damasco e da sempre ha cercato di promuovere l’accoglienza delle diverse sensibilità religiose e delle varie componenti sociali che coesistono in Siria. In questi mesi difficili ha continuato ad adoperarsi per incoraggiare il dialogo e la pace. Qualche giorno fa ha descritto in un’intervista quello di cui è stato testimone nella regione a ovest di Homs, al confine col Libano, dove ha trascorso una settimana nei territori controllati dai ribelli sunniti per cercare di far liberare alcune persone rapite.

“Io ho ritenuto mio dovere esercitare una piena libertà di espressione sulla base degli impegni che il governo siriano ha preso lungo tutto il 2012, ufficialmente, ma questo ha creato una situazione che ha di fatto obbligato l’autorità ecclesiastica a chiedermi di lasciare il Paese per evitare conseguenze peggiori”, spiega padre Dall’Oglio sempre a Radio Vaticana.

E poi aggiunge: “Questo non significa affatto che io non resti pienamente impegnato, culturalmente e spiritualmente, per il processo di soluzione di questo drammatico conflitto e di democratizzazione di questo magnifico Paese”.

Aggiungo che perdiamo, con l’uscita di Paolo Dall’Oglio dalla Siria, una preziosa fonte di informazione.

Paolo Dall’Oglio è firmatario di questo appello.