Movimento Nazionale di Liberazione dell’Azawad: lettera aperta al mondo libero

Questo testo è apparso (in francese) su Jeune Afrique.  E’ firmato da Nina Wallet Intalou,è membro della direzione del Movimento Nazionale di Liberazione dell’Azawad (MNLA).

Il 17 gennaio 2012, abbiamo deciso di intraprendere una lotta per la nostra libertà e la nostra dignità perché il popolo dell’Azawad ha sofferto troppo a lungo nell’indifferenza del mondo intero. La nostra Nazione, negata ancora oggi, è invece esistita prima delle invasioni coloniali e delle occupazioni territoriali di cui noi, i Kel Tamasheq, siamo stati le principali vittime. Non capiamo perché il mondo ignora la nostra lotta legittima dopo anni di massacri, di sofferenze e di sacrifici.

Noi abbiamo liberato il nostro territorio ed ecco che gli islamisti, venuti da ogni dove, parassitano la nostra lotta di liberazione, martirizzano il nostro popolo, distruggono il nostro patrimonio e minacciano gravemente la nostra cultura millenaria, che ha fatto della donna tuareg un modello in termini di diritti e di libertà.

Noi assistiamo alla distruzione del nostro patrimonio, saccheggiato da orde di terroristi senza cultura e senza storia. Hanno in mente di radere al suolo ogni traccia della nostra civiltà, non solo i mausolei di Timbuctù che fanno parte del patrimonio dell’umanità. La cultura tuareg, di tradizione matrilineare, è essa stessa un patrimonio dell’umanità che non interessa solamente i tuareg ma l’umanità nel suo complesso.

Gli islamisti distruggono tutto al loro passaggio, indottrinano i bambini e corrompono i giovani che vivono ai margini. Le donne tuareg hanno subito, per la prima volta nella loro lunga storia, un’umiliazione che non avevano mai conosciuto prima, nei giorni bui in cui gli uomini di Ansar el-Din hanno colpito i manifestanti a Kidal.

In tutto l’Azawad le dirigenti del MNLA sono vittime di intimidazioni e di minacce da parte degli islamisti di Ansar el-Din, del MUJAO e dell’AQMI [le tre formazioni qaidiste o para-qaidiste che operano nella zona, n.d.t.], senza che si sollevasse l’indignazione generale che attendevamo dal mondo libero. Malgrado il loro isolamento, esse continuano a battersi, e resistono meglio che possono.

Ma quanto tempo possono ancora resistere contro questa internazionale islamista sostenuta da potenze occulte che dispongono di mezzi enormi contro i quali per noi è impossibile rivaleggiare se non siamo aiutati e sostenuti? L’assenza di sostegno internazionale all’MNLA ha fatto sì che i diversi gruppi integralisti insidiosamente si installassero sul nostro territorio negli ultimi  15 anni.

Il “buon senso” avrebbe voluto che l’MNLA, che è il solo movimento ad affrontare gli islamisti nell’Azawad, fosse sostenuto e aiutato dall’insieme degli Stati che lottano contro il terrorismo. Invece, con nostra grande sorpresa, le risoluzioni dell’ONU non fanno mai menzione dei diversi gruppi di terroristi che occupano il nostro territorio.

Meglio ancora, nonostante la storia macabra dei massacri delle popolazioni tuareg da parte del Mali, le Nazioni unite esortano l’MNLA a rinunciare all’indipendenza dell’Azawad e occultano i diritti dei popoli all’autodeterminazione, sebbene noi abbiamo tutti i requisiti necessari per essere riconosciuti.

La storia buia che ci ha fatto vivere il Mali dal 1963 non ha nessuna importanza? Le 100.000 vittime di quella che bisognerebbe chiamare “pulizia etnica” non hanno alcun peso? Siamo indignati per questa indifferenza di fronte al nostro dramma ma continueremo a lottare, costi quel che costi, per la nostra dignità e la nostra libertà.

L’MNLA non si piegherà e proseguirà la sua legittima lotta per la libertà dell’Azawad. Chiediamo alle nazioni libere e democratiche di venire in aiuto al popolo dell’Azawad, il cui solo rappresentante legittimo è l’MNLA.

Non è ammissibile che Ansar el-Din e MUJAO siano considerati come partner frequentabili e l’MNLA, il solo movimento legittimo del popolo dell’Azawad, sia ignorato.