Siria: la Comunità di S. Egidio e la soluzione pacifica

Siria: appello per una soluzione politica dalle opposizioni riunite a Sant’Egidio

“Con la nostra volontà decidiamo il nostro destino. Con le nostre mani costruiamo il nostro futuro”

27 luglio 2012 – Comunità di sant’Egidio
Fonte: Comunità di sant’Egidio – 26 luglio 2012

L’appello

1. La Siria sta vivendo la crisi più drammatica della sua storia. La scelta della soluzione militare, che non tiene conto delle richieste della rivolta di libertà e di dignità del popolo siriano, ha portato alla diffusione della violenza, alla perdita ditroppe vite umane e a distruzioni generalizzate.

2. Riuniti a Roma presso la Comunità di Sant’Egidio, noi appartenenti a diversigruppi dell’opposizione democratica siriana, attiva sia all’interno che all’esterno del Paese, rivolgiamo questo Appello al popolo siriano, a tutte le parti coinvolte e alla Comunità internazionale.

3. Siamo diversi per opinioni ed esperienze. Abbiamo lottato e lottiamo per la libertà, la dignità, la democrazia, i diritti umani e per costruire una Siria democratica, civile, sicura per tutti, senza paura e senza oppressione. Amiamo la Siria. Sappiamo che la Siria, luogo di convivenza di religioni e popoli diversi, corre oggi un rischio mortale che incrina l’unità del popolo, i suoi diritti e la sovranità dello Stato.

4. Non siamo neutrali. Siamo parte del popolo siriano che soffre per l’oppressione della dittatura e la sua corruzione. Siamo fermamente contrari a qualsiasi discriminazione su base confessionale o etnica, da qualunque parte venga. Siamo per una Siria di uguali nella cittadinanza. Vogliamo che la Siria in futuro sia patria per tutti, capace di rispettare la vita e la dignità umana, nella giustizia.

5. La soluzione militare tiene in ostaggio il popolo siriano e non offre una soluzione politica in grado di accogliere le sue aspirazioni profonde. La violenza porta acredere che non c’è alternativa alle armi. Ma le vittime, i martiri, i feriti, i detenuti, gli scomparsi, la massa di rifugiati interni e i profughi all’estero, ci chiedono di assumere la responsabilità di fermare questa spirale di violenza. Assumere la responsabilità di fermare questa spirale di violenza. Ci impegniamo a sostenere tutte le forme di lotta politica pacifica e di resistenza civile, e di favorire una nuova fase di incontri e conferenze all’interno del Paese.

6. Non è troppo tardi per salvare il nostro Paese! Pur riconoscendo il diritto dei cittadini alla legittima difesa, ribadiamo che le armi non sono la soluzione. Occorre rifiutare la violenza e lo scivolamento verso la guerra civile perché mettono a rischio lo Stato, l’identità e la sovranità nazionale.

7. Occorre, oggi più che mai, un’uscita politica dalla drammatica situazione in cuici troviamo. È il modo migliore per difendere gli ideali e realizzare gli obiettivi di chimette a rischio la propria vita per la libertà e la dignità. Invitiamo i nostri concittadini dell’Esercito Siriano Libero, e tutti quelli che portano le armi, a partecipare a un processo politico per giungere a una Siria pacifica, sicura e democratica.

8. Non possiamo accettare che la Siria si trasformi in un teatro di scontri regionalie internazionali. Crediamo che la Comunità internazionale abbia la forza e le capacità necessarie per trovare un consenso che sia base di un’uscita politica dall’attuale drammatica crisi, basata sull’imposizione del cessate il fuoco, il ritiro degli apparati militari, la liberazione dei detenuti e dei rapiti, il ritorno dei profughi, gli aiuti di emergenza alle vittime, un vero negoziato globale senza esclusioni, che sarà completato da una vera riconciliazione nazionale basata sulla giustizia.

9. Chiediamo che l’ONU sia l’unico soggetto internazionale ritenuto responsabile del coordinamento degli aiuti umanitari per sostenere i siriani in difficoltà sia in patria che all’estero.

10. Ci rivolgiamo con questo Appello a tutti i Siriani e in particolar modo ai giovani: il nostro futuro lo costruiremo con le nostre mani. Insieme possiamo costruire una Siria democratica, civile, pacificata, pluralista. Ci rivolgiamo a tutte e a tutti coloro che lottano per il cambiamento democratico in Siria, a qualunque parte essi appartengano: per porre in essere un dialogo e un coordinamento tra di noi che avvii rapidamente la Siria ad una fase transitoria verso la democrazia, sulla base del patto nazionale comune.

11. Ringraziamo la Comunità di Sant’Egidio per il lavoro e il sostegno nella ricerca di una soluzione per la crisi nazionale siriana, e le chiediamo di continuare ad accompagnare gli sforzi e il lavoro che ci aspettano.

Roma, Sant’Egidio, 26 luglio 2012

ELENCO FIRMATARI DELL’APPELLO:

NCB ( National Coordination Body): HAYTHAM MANNA, ABDULAZIZ ALKHAYER, RAJAA AL NASER

DEMOCRATIC FORUM: FAIEZ SARA, MICHEL KILO, SAMIR AITA

WATAN Coalition: FAEK HWAJEH

DEMOCRATIC ISLAMIC GROUP: RIAD DRAR

Syrian Trade Union/ Women Syrian Activist: AMAL NASER

MAA Movement (Together): ALI RAHMOUN

BUILDING SYRIAN STATE: ANAS JOUDEH, RIM TURKMANI

WEST KURDISTAN Assembly: ABDUSALAM AHMAD

NATIONAL BLOC: AYHAM HADDAD

HORAN RENCONTRES (FOR CITYZENSHIP): UGAB ABOU SUEDE, SADA HAMZEH

[Copyright© 1998-2012 Comunità di Sant’Egidio]

Tags: ,