Gli amici americani del Presidente Bashar al-Asad

Ricevo “il dossier” e lo descrivo.

Il 12 giugno 2012 appariva su youtube il video (sfocato).

Le persone dietro la telecamera e la donna parlano in curdo.

La descrizione del video, in arabo, recita:

Aleppo, Sheykh Maqsud. Attivista curda prima di venire sgozzata dagli shabbiha del PYD nell’area di Shaylj Maqsud, Aleppo

Secondo una ricostruzione dei fatti alcuni membri nel partito curdo PYD nella zona di Sheikh Maqsud ad Aleppo avevano legato questa donna alla colonna e avevano appeso un cartello chiedendo alla gente di sputare su di lei perché era una “prostituta”.

Non è possibile confermare o smentire la cosa, ma la notizia – una “metanotizia” – non è questa.

La notizia è che  questo video documenta un evento ripreso in altra forma – cioè in fotografia – da diverse fonti.

La fotografia è questa.

Sharia_law_Aleppo-Christian-woman

 

Le fonti che pubblicano questa fotografia raccontano tutta un’altra storia.

Iniziamo dal 3 gennaio 2013 quando il sito “Gerard Direct” pubblica un articolo uscito un mese prima su una testata libanese, al-Akhbar, che pubblica in arabo e inglese.

Il pezzo, che originariamente titolava: “Siria: la polizia religiosa pattuglia le campagne di Aleppo” era stato ri-titolato: “I cristiani sono obiettivo dei gruppi di opposizione“.

Sopra a quel titolo, tuttavia, ne era stato messo un altro: “I ribelli di al-Qaeda maltrattano e uccidono i cristiani siriani”

In testa campeggiava la fotografia di cui sopra. La didascalia recitava:

Donna cristiana legata a un pilastro ad Aleppo, Siria, da una banda legata ad al-Qaida, con un cartello che incoraggia i passanti a sputarle addosso.

L’editore, tempo dopo, si trova a dover correggere la didascalia, avendo ricevuto decine di proteste.

Passiamo poi al 29 giugno 2013, quando un blog “The Muslim Issue Worldwide” titola: “Donna in Siria viene uccisa per essere stata catturata con una birra“.

Il pezzo, in un’introduzione “shock”, ci racconta che questa “donna cristiana”  è una delle 100.000 vittime che i Fratelli Musulmani fanno ogni anno.

Il resto del pezzo riguarda Mohammed Morsi, il presidente egiziano deposto dai militari egiziani il 3 luglio 2013.

Ma la storia della fotografia non finisce qui.

Viene pubblicata nuovamente, il 13 settembre 2013, con la stessa didascalia.

Patriots billboard” aggiunge un sottotitolo:

La gente che Obuma [sic!] appoggia in Siria sta facendo questo ai cristiani siriani! Ma noi non facciamo niente per fermare Obuma! Vergognamoci.

Bare Naked Islam” (il cui claim è: “non è islamofobia se loro provano effettivamente ad ammazzarti”), invece, cambia il titolo: “Quando non li decapitano i ribelli di al-Qaida sostenuti da Obama umiliano i cristiani”.

Il resume dell’articolo fa:

La situazione in Siria sta rapidamente deteriorando in una spirale fuori controllo. Un inferno per i cristiani siriani, molto peggiore di qualsiasi cosa i media mainstream americani stiano riportando o il regime di Obama stia ammettendo. [segue un copia-incolla della didascalia di “Gerard Direct”].

Ecco questo è il destino terribile di quella donna: essere ricordata, dopo essere stata presumibilmente ammazzata, per ciò che non è mai stata.

Ed è anche un fermo immagine del tipo di propaganda che la destra americana – ben felice di cogliere a piene mani dalla spazzatura mediatica prodotta in rete – scatena contro Obama, una propaganda che favorisce il regime di Asad.