C’era una volta Homs – 1

Per immaginare cosa possa essere stata Homs potreste farvi un giro su Wikipedia.

Per immaginare come è diventata potreste invece fare un giro sulla pagina del gruppo di giovani fotografi che da diversi mesi ci riporta le realtà martoriata di quella città e della sua campagna.

 Le due cose, messe insieme, potrebbero farvi riflettere sulla necessità dell’aiuto umanitario per chi è rimasto a Homs.

E un respiro di sollievo potreste tirarlo apprendendo che nel contesto di Ginevra 2 si è forse trovato un accordo per permettere a donne e bambini di uscire dalle zone assediate dall’esercito di Asad (di seguito, poi, potrebbero anche essere evacuati gli uomini).

Ma il fatto è che tutto questo non basterebbe per descrivere ciò che è successo e potrebbe succedere a Homs.

Riguardo a ciò che è successo, oltre ai bombardamenti, le distruzioni e il tentativo di presa per fame delle aree ribelli, del quale è testimone ancora oggi il gesuita olandese Frans van der Lugt, non avremmo l’esatta misura se non considerassimo che gran parte della popolazione è già fuggita, che Homs è in molte aree una città fantasma e che quelle persone difficilmente torneranno indietro, difficilmente riavranno anche solo le macerie di ciò che avevano.

E ciò avviene per un motivo preciso: i registri del catasto di Homs sono stati bruciati dalle milizie pro-Asad quest’estate.

Sappiate che, addirittura, per tutte queste persone già fuggite, oltre che per quelle che si apprestano a fuggire, sarà ben difficile avere anche solo una carta d’identità siriana: dopo le elezioni del 2014 le vecchie carte d’identità saranno, per il regime, carta straccia.

Bene, riavvolgete e rileggete nell’ordine seguente:

1. Homs prima che Asad la prendesse a cannonate (crogiolatevi nella descrizione di usi e costumi)
2. assedio e distruzione di Homs
3. distruzione della documentazione riguardante le proprietà a Homs
4. probabile riscrittura dell’anagrafe di Homs
5. permesso di fuggire da Homs senza essere presi a fucilate.

Capite, ora?

Come si chiama, questa? Pulizia etnica? Forse è qualcosa di ancora peggiore, che non so definire.