Come sta Deir Ezzor

Stamattina vado al bar e su un freepress un titolo a tutta pagina urla che lo Stato Islamico ha decapitato 300 persone a Deir Ezzor.

La notizia è falsa e vi spiego come è falsa: non è  verificata e proviene da una sola fonte, l’agenzia governativa siriana, che notoriamente diffonde bufale pro-regime; quella stessa agenzia, comunque, non parla di decapitazioni.

Diversi report negano questa carneficina.

Ci sono scontri fra governativi e Stato islamico, c’è una conta delle vittime.

Ci sono vittime civili causate, dicono, da un bombardamento.

Ci sono civili rapiti e portati via da al-Bughayliya, vicino a Deir Ezzor.

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Ho un file sul computer pieno di bufale, o supposte tali, sullo Stato Islamico.

Racconti non verificati che attendono lì, depositati in qualche parte della memoria di un lettore di un freepress.

Non c’è bisogno di produrre bufale, dico.

E’ già abbastanza orribile quello che succede, non c’è bisogno di inventare cose.

Basta mettercisi, però.

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Un amico giornalista, un vecchio giornalista, mi ha raccontato una volta che in Italia le notizie dall’estero avevano “ai suoi tempi” una brutta reputazione: avevano la funzione di distrarre da ciò che succedeva in Italia, o perlomeno venivano viste come delle diversioni rispetto al problema “vero”, tutto italiano.

Il problema era di fare informazione non pilotata dall’Italia.

Per questo gli “affari esteri” erano sempre stati pensati come il fanalino di coda di un giornale che voleva essere autorevole.

Più striminzite erano le redazioni esteri, più il giornale sembrava serio.

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E’ un retaggio del fascismo, questo.

Il giornalismo italiano si è sempre portato dietro questa tara, d’accordo, ma la situazione oggi è insostenibile e qualcosa dovrà pur cambiare.

Oggi in Italia non succede praticamente niente.

Tutte le cose importanti si svolgono altrove, davvero.

Ma l’attitudine verso l’informazione proveniente dall’estero non è cambiata

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L’altro free press di Roma, oggi, titolava a tutta pagina sul fatto che “al-Qaida ha ucciso un bambino italiano di 9 anni”.

Non era una bufala questa: era una notizia “italianizzante”.

Al-Qaida, in Burkina Faso, aveva ucciso altre 25 persone.

Rivoltato, questo qui, è lo stesso problema.

E la stampa freepress continuerà a far questo finché i giornali autorevoli non inizieranno a prendere sul serio “l’estero”.