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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Marco Minniti, il Consegnatore di Chiavi delle Democrazie Europee

2017-09-19
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Pare che di fronte a una platea di francescani Marco Minniti – oltre ad aver intimato a non si sa chi di approvare la legge sullo ius soli – abbia detto:

Noi dobbiamo governare il flusso dall’altra parte del Mediterraneo, non possiamo consegnare le chiavi delle democrazie europee a trafficanti di esseri umani, che agiscono su scala mondiale.

Ma il fatto è che è stato proprio esattamente Marco Minniti a consegnare le chiavi delle democrazie europee (i cui governanti fra l’altro hanno applaudito) a trafficanti di esseri umani.

Cioè: ci ha provato, ungendo diversi loschi individui.

Poi è successo che questi gaglioffi con cui Marco Minniti si era messo in combutta si sono arrabbiati perché lui sta cercando di mettersi d’accordo con Haftar per il controllo di alcuni traffici di terra. Quindi hanno messo in mare diversi gommoni, come ritorsione.

Risultato: ondata di sbarchi (gestiti fra l’altro dalle Ong kattive).

Se questo non è consegnare le chiavi delle democrazie europee a trafficanti di esseri umani che cos’è?

Detto questo ci sono alcune cose da segnalare:

  1. arrivano sulle coste italiane con maggiore frequenza barche di vario taglio, di legno. Ma va? Ma chi se lo aspettava. C’è anche chi diffonde bufale pauriste attorno a questi sbarchi e riaffiora la profezia autoavverante dei jihadisti sui barconi.
  2. c’è qualcuno che ci tiene a raccontare, ed è importante che lo faccia, che i presunti scafisti arrestati in Italia – si parla di un migliaio di persone – sono in realtà nella stragrande maggioranza dei casi dei migranti come gli altri messi al timone di una bagnarola.
  3. non fanno lavorare Nancy Porsia, cioè la prima giornalista a denunciare lo stato di cose in Libia.

Come dice Fulvio Vassallo in questo importante articolo:

Una politica delle migrazioni che non garantisce il diritto di ingresso sul territorio nazionale a chi deve presentare una domanda di protezione, a chi fugge da un paese in guerra, anche se non direttamente dal proprio, come chiudere la porta in faccia a chi vorrebbe entrare per ricercare un lavoro, magari in quei settori che gli italiani hanno abbandonato, può giovare a vincere una tornata elettorale, ma nel medio e lungo periodo ci condanna a vivere in una società nella quale lo scontro sociale e le attività di repressione e di mantenimento dell’ordine potrebbe davvero incidere sui diritti di libertà di tutti e sulla residua coesione sociale. La sicurezza non è un bene divisibile, se si continua così vivremo presto in tanti ghetti dominati dalla paura e dallo scontro etnico. I segnali ci sono già tutti.

 

 

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