Un leggendario editore degli anni ’90 un giorno mi disse: una scheda-libro di qualsiasi genere, diretta a qualsiasi lettore a iniziare dall’editore stesso deve iniziare con le parole “Questo libro”. Nel post destinato a raccontarvi “Siria, la rivoluzione rimossa” ho deciso di mettere la formula magica direttamente nel titolo.

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In questi anni in Siria sono avvenute tante cose diverse che si sono sovrapposte l’una all’altra. Ad esempio: ci sono state una rivoluzione pacifica e una rivoluzione armata, una guerra interna e una guerra per procura. C’è stato un “normale” processo di radicalizzazione (non solo religiosa) dovuta alla durezza della guerra e un processo di radicalizzazione “innestato” da chi ha tratto vantaggio dall’uso di contrapposizioni politico-religiose. Tutte queste cose diverse sono state spesso mal raccontate o – nel caso ad esempio della rivoluzione pacifica – non raccontate affatto.

In “Siria, la rivoluzione rimossa: dalla rivolta del 2011 alla guerra” ho provato a rimettere in ordine tutti i tasselli. La struttura del libro è concepita per aiutare il lettore a distinguere i piani del discorso tenendo al centro il dato essenziale: i siriani nel 2011 si sono rivoltati contro un dittatore – Bashar al-Asad – e il suo regime.

Penso di essere riuscito a sintetizzare questi miei intenti nelle titolazioni del primo capitolo, dedicato al regime, dove ho intitolato i paragrafi alle parole d’ordine della rivoluzione: libertà, dignità, cittadinanza. Ho voluto distinguere poi – praticando un taglio cronologico abbastanza drastico – fra rivolta e rivoluzione ragionando attorno al fatto che ciò che succede in Siria nasce per molti versi come moto spontaneo e ci mette un po’ a *essere rivoluzione*: lo diventa quando si organizza. E si organizza in base al livello di repressione che subisce.

Dunque:

capitolo 1: il regime
capitolo 2: la rivolta
capitolo 3: la repressione
capitolo 4: la rivoluzione

L’ultimo capitolo, il più lungo, è dedicato invece a ciò che viene dopo: la guerra. Raccontarla “in sé” e “a parte” rispetto al resto era importante perché, come scrivo nell’incipit del capitolo:

“Parlare di guerra implica cambiare parzialmente ottica spostando di conseguenza alcune variabili. La guerra non accetta altra opzione che l’uso più o meno regolato della violenza in ordine a un fine ultimo: la sconfitta dell’avversario. È un processo che spesso trascina via con sé tutto il resto, in un moto che costringe tutti – belligeranti o meno – a un radicale cambiamento di rotta”.
Anche qui, nel contesto di una trattazione della guerra siriana, c’era da distinguere i piani, prima di tutto quello interno (cd guerra civile) e quello internazionale/globale. Dunque ho intitolato i paragrafi come segue:

La stratificazione del conflitto
Il mosaico siriano e la guerra
L’economia nella guerra
Le diserzioni e l’esercito lealista
La “deriva confessionale”
Internazionalizzazione e guerra per procura
Radicalizzazione
Stato islamico di Iraq e Levante
Rojava e Aleppo. Due casi paradigmatici

Introduzione e conclusione in questo libro hanno la funzione di “tornare a noi”: si rivolgono direttamente ai lettori, che individuo – semplicemente – come i “cittadini” di una “democrazia avanzata” che assistono a catastrofi come quella siriana dall’alto della loro posizione (si fa per dire) di “consumatori di infotainment”. Cittadini-consumatori che sono chiamati a fare un cinico pollice recto o pollice verso in piazze telematiche sempre più polarizzate e sterilizzate.

Mentre scrivevo i primi capitoli ho pensato che il mio lavoro dovesse essere inserito in una cornice più ampia, ho chiesto a Girolamo De Michele di curare una prefazione che avesse questo intento (lo ringrazio per aver accettato e non potevo sperare in una prefazione migliore).

Il risultato di questo lavoro, grazie ad Alegre, esce oggi in libreria (è già disponibile online). Ne sono orgoglioso e spero che contribuisca a formare la coscienza di tante persone che sulla Siria in questi anni avrebbero voluto sapere di più e meglio.

Vi auguro buona lettura e grazie della fiducia.

 

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Un leggendario editore degli anni '90 un giorno mi disse: una scheda-libro di qualsiasi genere, diretta a qualsiasi lettore a iniziare dall'editore stesso deve iniziare con le parole 'Questo libro'. Nel post destinato a raccontarvi 'Siria, la rivoluzione rimossa' ho deciso di mettere la formula magica direttamente nel titolo. *** In...