George Dvorsky, di certo tagliando con l’accetta, ci racconta quali siano “le dodici distorsioni cognitive che ci impediscono di essere razionali”.

Dice che teoricamente gli esseri umani hanno una potenza di elaborazione che i computer se la sognano.

Ma che tuttavia fanno degli errori macroscopici dovuti, in definitiva, alla loro natura di “animali sociali”.

Ritengo che un buon numero di queste distorsioni intervengano, nei mass media, nel costruire il racconto di quella che costituisce, oggi, una vera e propria “minaccia cognitiva”.

Ecco gli errori. Gli esseri umani:

  • amano essere d’accordo con le persone con cui vanno d’accordo e se ciò non succede si ritrovano in una terribile “dissonanza cognitiva”
  • fanno gruppo e del loro gruppo sovrastimano abilità e valore
  • pensando al futuro danno troppo peso al passato. Sono sicuri che, essendo stati sfortunati in passato, dovranno essere fortunati in futuro, o che se hai fatto 3 volte “testa”, al quarto lancio farai certamente “croce”
  • si convincono di aver fatto la cosa giusta
  • ignorano il calcolo delle probabilità quando questo serve: hanno paura di salire su un aereo (probabilità di morire inferiore) ma non di salire in macchina (probabilità di morire superiore)
  • nell’osservare il mondo selezionano inconsciamente ciò che a loro interessa non percependo la relatività del loro punto di vista. Ad esempio, se hanno una macchina X, notano per le strade tutte le macchine X, e ritengono che le macchine X siano “in aumento”.
  • non amano cambiare, anche se non si trovano molto comodi
  • prestano attenzione alle cattive notizie e tendono a pensare che le cose peggiorino
  • amano trovarsi in folla, si sciolgono in una caotica “mente collettiva” in occasione di eventi di massa
  • proiettano se stessi negli altri e finiscono per pensare che tutti o quasi pensino come loro e siano d’accordo con loro. “Sovrastimano” la loro normalità, ritengono di essere “normali” e che quindi tutte le altre persone “normali” abbiano le stesse idee. Ciò avviene anche in piccoli gruppi radicali molto chiusi.
  • non riescono a immaginarsi in un futuro lontano e dunque hanno difficoltà nel comportarsi in accordo con le aspettative che hanno riguardo ad esso. Spesso nell’”oggi” si comportano in disaccordo rispetto a ciò che ci si aspetterebbe in base a ciò che essi dicono di voler essere in un futuro di medio o lungo periodo.
  • mettono in comparazione e in contrasto un numero limitato di elementi, fissando una “mediana” arbitraria fra esse.