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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Mille e una bomba

2010-01-04
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Per mesi il mio reader ha mandato notizie sulla guerriglia zaidita guidata da Abd al-Malik al-Houthi (fratello di Yahya Badreddin, il leader spirituale degli insorti).

La vicenda è di lungo corso, un buon articolo di wikipedia (qui) aiuta a capire la situazione.

Una fonte attenta al conflitto è peacereporter.

In inglese c’è invece il blog di Nasser Arrabie.

In breve si tratta di una guerra civile fra gli zaiditi (una branca dello sciismo dalla storia lunghissima e di radicamento esclusivamente yemenita) della provincia del nord di Sa’ada (luogo di nascita di diversi imam zaiditi) e il governo centrale.

All’origine del conflitto vi è una storia di emarginazione economica e culturale-religiosa della componente zaidita che al contrario, nella storia dell’area, ha avuto un ruolo determinante.

Ovviamente non c’è solo questo. Nella guerra sono coinvolti per diversi motivi Arabia Saudita, governo americano e governo iraniano (i primi due contro il terzo, ovviamente).

Già questi coinvolgimenti rappresentavano un problema per la comprensione degli eventi.

Come considerare, ad esempio, le accuse di sconfinamento in territorio saudita? E come leggere le rappresaglie saudite in territorio yemenita?

Poi a un certo punto il mio reader è impazzito.

La composta di notizie provenienti dallo Yemen è diventata davvero indigeribile.

Il groviglio delle fonti si è fatto spaventoso per l’inserzione di un altro filone di notizie provenienti dallo Yemen o sullo Yemen.

I tag Fort Hood, al-Qaida, Guantanamo, Delta, Abd al-Mutallab sono tutti in relazione con quel paese.

Ho tentato diverse dietrologie ma è diventato difficile anche far quello.

Fra le poche cose certe è che ci sono diversi alqaidisti che fanno “dentro e fuori” le prigioni di mezzo mondo. E non accennano a perdere slancio, tanto che appena liberati da una parte è necessario andarli a prendere dall’altra.

Alcune perle:

  1. zaiditi di al-Huthi e sauditi si accusano a vicenda di avere una qualche forma di alleanza o collaborazione con al-Qaida (Yemeni branch);
  2. qualcuno dice che gli americani hanno dato supporto al governo yemenita per l’attacco alle basi di al-Qaida-Yemen in dicembre, mentre altri dicono che in quel periodo gli americani hanno attaccato direttamente i guerriglieri di al-Huthi.
  3. gli Shabab somali si offrono di aiutare al-Qaida-Yemen

Elementi per cercare di capire la dimensione del rimosso collettivo fino ad oggi:

  1. gli sfollati nella provincia di Sa’ada erano intorno ai 77.000 già nell’aprile del 2008
  2. i seguaci di al-Hawti sono accusati di arruolare bambini nella guerriglia

Intanto La Stampa titola ieri “Gli USA in Yemen, 10 anni di errori” (fonte)

L’errore peggiore, non elencato nell’articolo, è colpire dall’alto, cioè bombardare un posto dopo avervi compiuto errori a terra.

A questo proposito consiglio questo articolo del già citato Nasser Arrabie.

Per chi invece volesse trascorrere momenti magici a Sa’ada, ecco qui alcune dritte.

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4 Responses to Mille e una bomba

  1. darmius on 2010-01-05 at 10:09

    eh sì, ci sarebbero davvero un sacco d cose da raccontare sullo Yemen… ma che sia diventato “il paese della penisola arabica da cui proveniva il padre di Osama bin Laden” invece de, che so, “il paese della Regina di Saba” (come si diceva una volta) o “il paese arabo che non ha mai subito una colonizzazione europea” (mi riferisco al nord-Yemen), o “il paese dei delle case-torri-grattacielo” è veramente triste…
    D

  2. […] gli zayditi di al-Houthi (con coinvolgimenti sauditi e molto probabilmente iraniani, vedi anche qui e qui) e ora liberata dalla morsa […]

  3. […] A spasso per Sa`ada Amnesty international pubblica una serie di fotografie sulla distruzione della città di Sa`ada, nel nord dello Yemen, all’indomani della tregua fra ribelli zayditi e governo centrale (siglata lo scorso 11 febbraio, vedi qui, qui e qui). […]

  4. […] più grosso, l‘ho detto qui, è pensare che se si fanno errori sul terreno li si possa risolvere dal […]

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