Tutto in 30 secondi
[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Carissimo Sartori, rispondi a noi, please

2010-01-05
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Giovanni Sartori appare irritato dalla critica che Tito Boeri gli porta riguardo al suo articolo dello scorso 20 dicembre, del quale  ho scritto qui e qui.

L’argomento di Boeri è di facile comprensione: la statistica dice che in Europa la stragrande maggioranza dei musulmani di seconda e terza generazione sente di appartenere al paese di nascita. Da dove Sartori trae la convinzione che i musulmani non siano integrabili?

Non è un argomento fortissimo, d’accordo. Ma neanche peregrino.

E Sartori se la prende, scompostamente. Appare infastidito, piccato, colpito nel suo amor proprio.

La sua risposta a Boeri si intitola: “Una replica ai pensabenisti sull’Islam” e, dopo un breve cappello, esordisce con un:

Se Boeri, che è professore di Economia del lavoro alla Bocconi e autorevole collaboratore di Repubblica, non è in grado di capire quel che scrivo (il suo attacco ignora totalmente il mio argomento) e dimostra di non sapere nulla del tema nel quale si spericola, figurarsi gli altri, figurarsi i politici (fonte).

Bene.

Sartori: lascia stare Tito. Lascia perdere i politici. Rispondi a noi, invece.

Ecco qui un bell’elenco di repliche su errori e pressapochismi che rendono il tuo articolo assai criticabile a tutti i livelli.

  1. L’Islam, l’Italia e l’India. Errori e sciocchezze sulla prima pagina del Corriere della Sera
  2. Caro Sartori, chi è lo sprovveduto?
  3. Risposta all’editoriale di Giovanni Sartori sulla “Integrazione degli islamici”

Non so, forse è il caso davvero di scrivere al Corriere.

Ma andiamo avanti perchè non è finita. Non entro nella polemica sul concetto di “pensabenista” perchè non mi sembra degna di essere discussa e perchè non mi sento chiamato in causa.

Mi voglio concentrare invece su colui che Sartori considera il suo nume tutelare, colui che rende il nostro più importante polititogo un uomo dal “pedigree accademico”:

la verità è che io seguo l’interpretazione della civiltà islamica e della sua decadenza di Arnold Toynbee, il grande e insuperato autore di una monumentale storia delle civilizzazioni (vedi Democrazia 2008, pp. 78-80). Il mio pedigree di studioso è in ordine. È quello del mio assaltatore che non lo è.

Arnold Joseph, e non Arnold, si intende. Perchè Arnold Toynbee, padre di Arnold Joseph, non scrisse nessuna monumentale “storia delle civilizzazioni”.

E poi: “Civilizzazione” è “civiltà” non sono sinonimi in italiano, caro Sartori. Mentre in inglese, lingua che conosci bene, esiste solo “civilization” (“civility” copre un campo semantico molto ristretto, significa più o meno “cortesia”).

In italiano, la “civilizzazione” è “l’atto di civilizzare”. Toynbee ha scritto una storia delle civiltà, non una storia delle civilizzazioni. O forse il tuo era un lapsus?

Certo non sono errori che un uomo dal pedigree accademico può concedersi.

Quanto alla “monumentale opera”, datatissima, è stata più volte e per buone ragioni pesantemente criticata.

Altro che “insuperata” … è decisamente “anziana”! E, al di là di questo, basta leggere la voce di wikipedia su Toynbee per capire che il pedigree di Sartori non è granché.

Infine: non mi risulta che Toybee fosse un islamista. Era un comparatista storico. Non era uno che potesse permettersi una “interpretazione della civiltà islamica”.

Sempre che una civiltà si possa “interpretare”.

Comunque: per quanto mi riguarda ho già da tempo discusso di Toynbee e della sua progenie, fra cui figura anche Bernard Lewis. Trovate i riferimenti nei “capisaldi” di questo blog.

Sartori, lì troverai tutto ciò che riguarda te e quelli che come te non hanno mai davvero guardato più in là di Costantinopoli.

Ah, i vecchi tromboni! Lo dicevo io che era un fatto generazionale.

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39 Responses to Carissimo Sartori, rispondi a noi, please

  1. jaska on 2010-01-05 at 15:52

    Facciamolo!!!!

    Io qui ho raccolto tutta la serie di articoli e replice, tra cui quella di Sherif El Sebaie e quella apparsa sul sito di Fare Futuro:
    http://www.secondegenerazioni.it/forum/viewtopic.php?f=5&t=2731&p=18613#p18613

  2. andrea on 2010-01-05 at 17:28

    per troppo tempo la difesa del multiculturalismo si è giocata, a livello mainstream, lungo un registro pietistico, buonista, da catechismo. purtroppo c’è gente che dedica tutte le sue energie teoriche all’intercultura… e poi gli oracoli sul tema sono Sartori, Ratzinger e Rutelli… che fare? (se non altro la vicenda di sartori mi ha dato la possibilità di conoscere tramite questi post splendidi questo blog)

    • Lorenzo on 2010-01-05 at 18:03

      Ciao Andrea. Condivido le tue osservazioni sul buonismo, pietismo etc. … questi atteggiamenti hanno provocato più danni che altro.

      Ora non si può far altro che ritrovare il bandolo della matassa e ripartire.

      E penso che ci sia più di qualcuno in ascolto.

      Ho appena letto il tuo articolo su Rutelli e lo consiglio a tutti.

      Io non ho avuto la forza di imbastire risposte. Reggere il ritmo de “Il giornale”, “Il foglio” etc. è un “Davide contro Golia” in cui a Davide hanno tagliato il braccio :(

      A proposito di “che fare” noto che in rete c’è tanta gente brava che scrive cose sensate, senza cadere nei “vizi” di cui parlavi.

      Aggregare tutto in qualcosa di coerente potrebbe già rappresentare qualcosa.

  3. Antonella Appiano on 2010-01-05 at 17:50

    Ancora d’accordo. Su tutto. Una lettera al Corriere io la manderei. Credo sia importante contrastare l’ arrogante ignoranza del professore sull’argomento. Oltretutto Sartori si difende affermando che ha elaborato la teoria della non “integrabilità” dei musulmani , basandosi su un’analisi storica. Ma (a parte le fastidiose armate di Allah e altre perle del genere) sono proprio i fatti storici ad essere sbagliati. Basta leggere un testo storico scritto da arabisti o islamisti come Campanini, Ira lapidus, per accertarsi con facilità che “il raccontino” di Sartori sui musulmani in India è farcito di errori(e Marco Restelli sul suo blog lo analizza perfettamente). E poi, se vogliamo restare in ambito storico antico, in Spagna, in Sicilia, nell’Impero Ottamano non c’è stata forse integrazione fra le varie comunità, cristina, musulmana, ebraica ?Antonella

  4. darmius on 2010-01-05 at 18:24

    Sottocrivo l’iniziativa.
    Fra l’altro un ulteriore pulce (non storica ma logica) da fare all’articolo di Sartori, quando dice “illudersi di integrare l’Islam italianizzandolo è un rischio da giganteschi sprovveduti”, è: che fare dei musulmani italiani? fanno parte di quel che lui chiama “islam da integrare”? ma si può integrare una religione? o non piuttosto coloro che la professano?
    D

  5. […] 05/01/2010 di marco restelli Vogliamo iniziare il 2010 con una polemica? E vabbè…non possiamo farne a meno, visto che il prof. Sartori, ignorando i propri strafalcioni sull’Islam e la cultura indiana pubblicati il 20 dicembre 2009 sulla prima pagina del Corriere della Sera, è tornato a difendere la propria tesi sull’impossibilità di integrare i musulmani nelle società non-islamiche. Sartori persevera tornando sulla materia oggi 5 gennaio 2010, sempre sul Corriere, in un articolo intitolato Una replica ai pensabenisti dell’Islam. L’illustre politologo (interessante in altre occasioni e in altri campi, ma disastroso quando parla di Asia) se la prende ora con Tito Boeri, che gli aveva risposto sul Corriere il 4 gennaio 2010 con l’articolo I musulmani e i tempi dell’integrazione. Ma ahimé, anche nella risposta a Boeri Sartori incorre in altri errori, ben segnalati dallo studioso di islamistica che cura il blog “Tutto in 30 secondi”:  vi invito quindi a leggere il suo post Carissimo Sartori, rispondi a noi please. […]

  6. marco restelli on 2010-01-05 at 19:07

    Qui sopra, il post di MilleOrienti in cui ho linkato i tuoi post e quello di Jaska. Sono disponibilissimo a una lettera aperta al Corriere della Sera.
    teniamoci in contatto,
    Marco

    • andrea on 2010-01-05 at 22:37

      ci vorrebbe una specie di anti-defamation league (http://en.wikipedia.org/wiki/Anti-Defamation_League), un gruppo di controinformazione e pressione… mi sapreste dire se c’è qualcosa in italia di simile? qualcosa di più grande e di più “””autorevole””” del pulviscolo di mini gruppi antirazzisti sparsi per l’italia

      • Lorenzo Declich on 2010-01-06 at 17:10

        non credo ci si niente del genere. Ma non te lo so dire con sicurezza

  7. […] due), il professor Sartori sta buttando alle ortiche sessantanni di onorata carriera da politologo (uno, due, tre, quattro, […]

  8. Willy on 2010-01-06 at 00:05

    Cari i miei soloni dell’ islam, cosa accade a un mussulmano che si converte ad un altra religione ? E ora vediamo sul serio chi fra il prof Sartori e voi chi ha ragione…

  9. Sartori e l’islam on 2010-01-06 at 10:05

    […] abbia una parte di ragione. Prescindendo dai clamorosi errori storici, osservati da diversi blog (uno, due, tre, quattro, cinque citati da qui), il discorso di Sartori non mi pare sia neppure […]

  10. giul on 2010-01-06 at 12:03

    perché non costruire una piattaforma enorme di controinformazione? Studiare leggere e analizzare l’informazione ufficiale e ufficiosa (dai tg ai giornali) e smontarla pezzo per pezzo ogni volta, ogni giorno. Una critica all’informazione. Poi con il tempo può diventare fonte di informazione e non solo critica. Si può partire da questi temi per poi considerare altri centinaia di temi diversi.
    Scusate l’intrusione sono nuovo di qui, ma subito affascinato dal blog e dai vari interventi non ho resistito e ho voluto proporre una mia vecchia idea.

    • Lorenzo Declich on 2010-01-06 at 17:00

      Ci sono già diversi tentativi. Bisogna trovare buone penne e buoni ricercatori

    • Lorenzo Declich on 2010-01-06 at 16:59

      Non capisco il nesso fra l’integrazione dei musulmani in Europa e le persecuzioni dei cristiani in paesi a maggioranza islamica. Puoi spiegarmelo?

      • andrea on 2010-01-06 at 18:43

        mi piacerebbe conoscere anche a me questo nesso, onestamente.

        Obiezione preventiva ad una risposta frequente (alla più seria che mi viene in mente: chiaramente non vorremo mica credere che i musulmani vengono in italia per conquistarla dall’interno.. un’idea evidenemtente paranoica):

        Il discorso sulla reciprocità non esiste: non vorremo mica impostare le nostre politiche su quelle dell’arabia saudita o dell’egitto. Limitare la costruzione di moschee perchè loro ostacolano le chiese. Selezionare sulla base della nazionalità e della religione gli immigrati, perseguitando quelli che non ci piacciono nè più ne meno di quanto alcuni stati “musulmani” fanno. La civiltà che dici di voler difendere è basata, mi risulta, sulla tolleranza; e per difendere questo principio tu lo vuoi negare con la scusa che “lo fanno anche loro”?

        Non credi che le “persecuzioni” dei convertiti e dei cristiani possano rispondere a dinamiche che utilizzano il corano, dove lo fanno, solo come pretesto? Ad esempio nell’ambito di un processo di invenzione del capro espiatorio, che dovremmo conoscere bene? O nell’ambito di una lotta di potere tra gruppi, classi, ceti differenti, che si differenziano spesso su basi religiose? O nell’ambito del tentativo da parte delle élites tradizionali (non dimentichiamo che si tratta di sistemi sostanzialmente oligarchici) di salvaguardare le strutture sociali arcaiche, già in disfacimento, in modo da non perdere il potere? La religione in senso “puro” non motiva mai nulla a priori, ma solo (al limite) viene utilizzata per dare una legittimazione sacra a posizioni di natura politica..

        Chi l’ha deciso che I MUSULMANi sono quelli che perseguitano, e non il 99% dei “musulmani” che di questi problemi se ne frega allegramente.

        a prescindere da questo: torniamo per favore sull’integrazione nell’europa contemporanea, perchè questo è il problema che stiamo discutendo.. l’aneddottica lasciamola a sartori

  11. Alberto on 2010-01-06 at 18:29

    “Due premesse. Primo, che la questione non è tra bianchi, neri e gialli, non è sul colore della pelle, ma invece sulla «integra­bilità» dell’islamico. ”

    Giusto per ripararsi da velate accuse di razzismo. A Sartori consiglio la lettura di “Lettera a un kamikaze”, di Khaled Fouad Allam, e di ritornare a studiare alcune cosette.

  12. […] Tutto in 30 secondi appunti e note sul mondo islamico contemporaneo « Carissimo Sartori, rispondi a noi, please […]

    • Lorenzo Declich on 2010-01-07 at 13:10

      :-) stavo per scrivere un post intitolato “Salvate il soldato Sartori” … diciamo che cerca di metterci una pezza. Che facciamo, lo salviamo?

  13. falecius on 2010-01-07 at 13:56

    Ho mazziato sartori un po’ anche io, ma era veramente facile.
    Bentrovato, se non ti dispiace ti aggiungo subito al blogroll.

    • Lorenzo Declich on 2010-01-07 at 13:58

      ;-)

      • falecius on 2010-01-07 at 21:24

        Scusa, sono un pirla. Non avevo pubblicato la smontatura di Sartori sul mio blog, mi scuso per la “pubblicità ingannevole”.

        • Lorenzo Declich on 2010-01-08 at 14:34

          Be’, vedo che mi hai messo fra gli hukama’… non aspiravo a tanto :-)

  14. Willy on 2010-01-07 at 14:41

    “Non capisco il nesso fra l’integrazione dei musulmani in Europa e le persecuzioni dei cristiani in paesi a maggioranza islamica. Puoi spiegarmelo?”

    Il nesso c’è : essendo nei fatti (e anche in teoria) l’islam un credo basato sul razzismo, sull’ odio e il disprezzo di chi non è islamico (“kefir”) e sulla menzogna per dissimulare le sue vere intenzioni (“taquyya”) di dominio sulle altre religioni allora non è assimilabile alla nostra civilta’ cristiana e occidentale. Le fantasmagoriche astrusita’ dette da Andrea non stanno in piedi… nessuna tolleranza all’ intolleranza !!!

    “non il 99% dei “musulmani” che di questi problemi se ne frega allegramente.”

    Bisogna vedere le mille persone (donne e bambini inclusi) che hanno assaltato una parrocchia in indonesia :

    http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=17159

    http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=17266&theme=5&size=A

    O quelli che al cairo hanno assaltato una Chiesa copta durante al messa di Natale

    http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=17278&theme=5&size=A

    Nel 1974 Houari Boumedienne in un discorso che tenne alle Nazioni Unite disse:

    « Un giorno milioni di uomini dell’emisfero meridionale andranno nell’emisfero settentrionale. E non ci andranno come amici. Perché ci andranno per conquistarlo. E lo conquisteranno con i loro figli. I ventri delle nostre donne ci daranno la vittoria »

    • Lorenzo Declich on 2010-01-07 at 16:00

      Boumedienne non era certo un integralista islamico. Semmai un terzomondista.

      Per taquyya intendi taqiyya (o kitman). E’ una pratica che usano gli sciiti e a volte i kharigiti specialmente nei confronti di altri musulmani. E’ una lunga storia. La usano anche diversi gruppi estremisti e terroristi. In quest’ultimo caso vi sono “intenzioni di dominio”. Mi viene il sospetto che Magdi Allam stia usando la taqiyya.

      Quanto agli infedeli ti ricordo le crociate, i “conversos” e i “marrani”.

      • Willy on 2010-01-09 at 21:11

        Ed io “dhimmi” e “kefir”…

  15. Roberta Amato/roseau on 2010-01-09 at 18:55

    Eh, sì, Lorenzo. Tecnicamente, l’ inserzione tra gli hukama’ l’ ho fatta io. Ci sembrava doverosa. Complimenti per il blog. Io, al contrario di Falecius, sono una profana nel campo degli studi sul Medioriente e sull’ Islam. Però per Falecius e me il tuo blog è uno dei siti di riferimento in questo ambito.
    A presto.

  16. […] Sempre nei commenti, Marco ci segnala un altro interessante post sul […]

  17. […] Sì, proprio lui, quello che ha “teorizzato la non integrabilità dei musulmani” (vedi qui e qui). […]

  18. […] – adesso qualcuno spiegherà a Salvini che Sartori – come dimostrano i suoi critici (vedi qui e qui) – nell’articolo del 20 dicembre scorso ha scritto una valanga di bestialità, ha fatto una […]

  19. […] – adesso qualcuno spiegherà a Salvini che Sartori – come dimostrano i suoi critici (vedi qui e qui) – nell’articolo del 20 dicembre scorso ha scritto una valanga di bestialità, ha fatto una […]

  20. […] Li bacchetta, salendo sul suo ormai leggendario Pulpito. […]

  21. […] Viste le premesse appare ovvio che la chiusa di Panebianco in un articolo del genere che passa dai disordini in Kashmir per arrivare all’Eurabia e allo scontro di civiltà non può che finire, per ironia della sorte, con la Turchia: il paese che fu luogo di addestramento di Bernard Lewis e del suo maestro, Arnold J. Toynbee (… e qui ci vedo un altro zampino sartoriano). […]

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