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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Prima di parlare di Yemen #3

2010-01-08
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Un capitolo a parte è quello dell’indottrinamento.

Terza parte (sec. 61-90)

Per certi versi, lo Yemen è un Eden per il pio musulmano che vuole essere tale, e sarebbe facile battuta equiparare l’Eden a Aden, che di fatto in arabo sono la stessa parola. Tuttavia proprio la città di Aden è la meno “islamica” del paese.

Quello che voglio dire è che in Yemen, senza alcuna coercizione, tutta la società è profondamente islamica: la shari`a è fonte del diritto dello Stato (anche se il diritto consuetudinario spesso prevale nella prassi); tutta la vita quotidiana — lavoro, pranzi, cene, pennichelle, sedute ricreative di masticamento del qat — è scandita dai ritmi delle preghiere; non si vedono donne in giro, solo fantasmi neri e raramente qualche vecchietta, il che per un uomo è miglior modo di evitare tentazioni; insomma ovunque ci si sente in imbarazzo ad agire e pensare in maniera non islamica.

Si può dire che se nei decenni scorsi i fricchettoni  americani ed europei in cerca di spiritualità andavano in India, e vi trovavano sesso e droga, i musulmani, specialmente quelli non-arabi, invece andavano in Yemen e ci trovavano il paradiso islamico in terra. Ma ovviamente anche qualcos’altro.

Dato che per un buon musulmano imparare l’arabo è importante, molti musulmani non-arabi o neo-convertiti vanno in Yemen per questo motivo. Lì ci sono ottime scuole di arabo per stranieri, si parla un buon arabo e soprattutto quasi nessuno parla inglese.

Ma in Yemen ci sono anche molte scuole coraniche. Rinomate quelle di Tarim, in Hadramawt, dove si insegna un islam sunnita rigoroso (non direi fondamentalista, sebbene possa sembrare tale), e dove è forte il richiamo alla daw`a, cioè l’invito alla conversione o missionaresimo o propaganda.
Talmente forte che lo praticano non solo piissimi studenti e insegnanti, ma anche i bambini di strada.

In tali ambienti è facile che un musulmano che studia per diventare un musulmano migliore trovi alimento per il fanatismo e il fondamentalismo, e che quel percorso di studio si tramuti in un indottrinamento o in quello che noi chiamiamo “lavaggio del cervello”. Ne sa qualcosa Johnny Walker Lindh che fece quel percorso, e come lui molti altri.

Ma attenzione: la “islamicità” della società yemenita è un po’ diversa da quella della società saudita.

Un esempio:

Questo è un dialogo tratto da un libro di testo di arabo per stranieri adottato in una scuola di San`a’:

John e Walid in cucina che preparano il tè.
Walid: John, ora che hai imparato i nomi dei paesi arabi, le loro capitali e le loro monete potresti…
John: Piano… piano, Walid. Cosa pensi che sia, un registratore? Sono un uomo di carne e sangue, ho bisogno di tempo…
Walid: L’avevo dimenticato. Infatti un proverbio arabo dice “insegnare ai bambini è come incidere sulla pietra”, mentre tu naturalmente sei un uomo che da mesi ha già superato i 19 anni! E dunque hai bisogno…
John: … Ho bisogno di più tempo. Non dimenticare che lo sciocco sono io, e come sai “lo sciocco ha sempre ragione”. E poi potrei cercarmi un altro professore! Nel qual caso non troverai nessun altro che berrà il tuo tè e mangerà la tua torta!
Walid: Non ti preoccupare…

Questo è un dialogo tratto da un libro di testo di arabo per stranieri adottato in una scuola di Jedda:

Hisham: La pace sia con voi, e la misericordia di Dio e la sua benedizione.
Balal: E con voi la pace, e la misericordia di Dio e la sua benedizione, come stai? Chi sei, fratello?
Hisham: Sono un nuovo ingegnere. Mi chiamo Hisham. Vengo dagli Stati Uniti.
Balal: Benvenuto a te, fratello. Sono felice di incontrarti. Io sono un tuo collega, mi chiamo Balal bin Hamid. Tu sei di Washington?
Hisham: No, non di Washington, sono di New York.
Balal: Tuo padre è musulmano?
Hisham: No, non è musulmano.
Balal: E tua madre è musulmana?
Hisham: No, non lo è.
Balal: Hai figli, Hisham?
Hisham: Sì ho sei figli.
Balal: Studiano?
Hisham: No, alcuni sono commercianti, altri ingegneri.
Balal: E hai figlie?
Hisham: Sì, ho cinque figlie.
Balal: Sono sposate?
Hisham: No, non sono sposate. Sono ancora piccole. Alcune vanno alla scuola elementare, altre alla scuola media.
Balal: Hai fratelli?
Hisham: No, non ho fratelli. Ho tre sorelle.
Balal: E sono musulmane?
Hisham: Sì, sono musulmane, grazie a Dio.

Si riesce a cogliere la sottile differenza?

D

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2 Responses to Prima di parlare di Yemen #3

  1. […] della tregua fra ribelli zayditi e governo centrale (siglata lo scorso 11 febbraio, vedi qui, qui e […]

  2. […] islamico e terrorismo in Yemen ha un senso diverso che da altre parti. Come già detto in questo blog, lo Yemen può rappresentare un paradiso per i musulmani, in quanto tutta la società è fortemente […]

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