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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Ci vediamo a Ferrara

2010-01-12
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Sappiamo chi Franco Zerlenga non è.

Zerlenga non è un professore di storia dell’islam alla New York University.

Zerlenga non è nemmeno newyorkese, o perlomeno è un newyorkese che riesce a scrivere una frase sgrammaticata come questa:

“scholar, good friend of Israel, i’am supporting the netaneyou governament” (fonte)

Il personaggio è così poco credibile che c’è chi, come Andrea e Mauro Gilli, ha messo in dubbio la sua stessa esistenza (fonte).

Fino ad ora ignoravo questa “firma”.

Sono un ingenuotto e, d’altra parte, non mi piace leggere “Il Foglio”, mi fa passare l’appetito.

Senonché sono successe due cose:

  1. Andrea di On lyon mi ha chiesto se conoscevo Zerlenga;
  2. ho letto l’ultimo pezzo della striscia “That’s it” (su Camillo) in cui Christian Rocca “lo intervista” sul caso Sartori.

Si tratta di un “meta-articolo” tramite cui qualcuno che ci tiene a farci sapere di essere un amante della buona tavola, veicola concetti e opinioni altrimenti impresentabili.

E dà qualche consiglio a Sartori.

Vi invito a leggere questo capolavoro: vero fango.

Franco Zerlenga è un maestro della cospirazione. E anche uno che fa le cose di pancia.

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5 Responses to Ci vediamo a Ferrara

  1. Riccardo on 2010-01-12 at 09:19

    Son capitato un paio di volte sul blog di Christian Rocca, seguendo le strisce filamentose degli islamofobi della rete, e la prima reazione fu un senso di repulsione, come quando si calpesta una c…. per strada. Il giochetto di dire che l’Islam non è una religione, ma un “qualcos’altro” (lasciando intendere: “un’associazione a delinquere”) è il primo passo verso la messa al bando della fede Islamica. Prima proibiscono i minareti, poi arrivano a fermare la costruzione di ogni nuova moschea, poi come dice Geert Wilders proibiranno il Corano perchè “uguale al Mein Kampf”, e alla fine dichiararsi pubblicamente musulmani sarà come dichiararsi membri di qualche cosca mafiosa. Tutto in nome dei “tolleranti principi e valori” dell’Occidente “giudaico-cristiano”. Ricordo che sul NY Sun un neocon statunitense qualche anno fa scrisse un articolo, intitolato “The Eurabia Myth” se ricordo bene, dove profetizzava sbarchi di battaglioni di Marines nelle coste italiane per mettere in salvo i musulmani dai nuovi campi di concentramento europei.

  2. Andrea on 2010-01-12 at 10:18

    Caro Lorenzo, quello che linki tu non è il solo articolo di Christian Rocca in cui intervista Zerlenga (usando le stesse figure di stile).

  3. Lorenzo Declich on 2010-01-12 at 11:03

    Sissì, un buon numero di “zerlengate” lo trovate andando sul blog che ho citato e digitando “That’s it” fra virgolette nella maschera di ricerca ;-)

  4. falecius on 2010-01-12 at 19:24

    Era difficile dire più cazzate di Sartori ma questo Zerlenga ci è brillantemente riuscito.

  5. Woodstock, secondo me | Melone on 2013-06-25 at 17:04

    […] laureato in giurisprudenza. Ma potremmo forse aspettarci qualcosa di diverso da uno che confeziona interviste a finti Professori di Storia dell’Islam? Da uno che crede che il Pendolo di Foucault sia […]

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