Tutto in 30 secondi
[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

E ora fiato alle trombe

2010-01-26
By

Ci siamo. La commissione parlamentare francese preposta a studiare la possibilità di porre il divieto di indossare burqa e niqab in Francia sta per dare il suo responso. E, secondo le anticipazioni di stampa, darà parere positivo (un articolo ben documentato è su Repubblica).

Ovviamente c’è chi dirà: vedete? Minareti svizzeri, burqa e niqab francesi… l’Europa si muove contro Eurabia, e noi?

Io, per ora, non voglio entrare nel merito della cosa, anche perché ancora non è stata approvata alcuna legge.

Voglio solo osservare che per arrivare a queste conclusioni la commissione ha lavorato diversi mesi, ascoltando moltissime campane.

E questo è indice di una serietà che in Italia, su questi temi, non c’è mai stata.

Inoltre, per contribuire alla lettura della vicenda, linko:

  1. una Sintesi del discorso di Tariq Ramadan all’Assemblea Nazionale di Francia in merito (parere negativo);
  2. le opinioni di Hassen Chalghoumi, imam di una moschea di Parigi nord (parere positivo).

Staremo a vedere quello che succede.

Tags: , , , , , , , ,

14 Responses to E ora fiato alle trombe

  1. Aledelu on 2010-01-26 at 12:38

    Questo blog è interessante e raffinato. I miei complimenti. Una ammiratrice.

  2. falecius on 2010-01-26 at 14:55

    La mia posizione (da anarchico) è che uno stato che si prende la briga di legiferare in maniera prescrittiva sull’abbigliamento dei suoi cittadini, in linea di massima, è una tirannide. Proibire il niqab è altrettanto ingiusto che imporlo, in linea di principio.
    Comunque, sì, in Italia il livello è assai più basso.

    • Giovanni on 2010-01-26 at 18:13

      A proposito di antiproibizionismo; se una donna dovrebbe essere libera di andarsene in giro ricoperta dalla testa ai piedi, dovrebbe poterlo fare anche completamente nuda? Oppure in questo caso lo stato farebbe bene ad essere proibizionista?

      • Lorenzo Declich on 2010-01-26 at 18:39

        Nel mio mondo perfetto entrambi i comportamenti non dovrebbero costituire un problema per nessuno. Se non di salute (andare in giro nudi in Svezia il 12 gennaio, ad esempio, non è molto salutare). Allargherei il discorso anche al genere maschile, ovviamente.

      • falecius on 2010-01-27 at 01:08

        Concordo con Lorenzo.

  3. darmius on 2010-01-26 at 15:03

    concordo con Falecius.
    Aggiungerei che, a questo punto, se fossi un lobbista della “liason dangereuse” mi sentirei libero di fare campagna per una legge che imponga l’uso di culottes (sono più igieniche e costano di più)… :)
    D

    • Lorenzo Declich on 2010-01-26 at 15:24

      Che sia una cosa di destra non c’è dubbio. La “destra europea” da cui prende spunto Fini. Io sarò forse meno audace ma considero questo un proibizionismo. E, ovviamente, sono antiproibizionista. Inoltre non amo chi lancia i boomerang in mezzo alla folla: quando tornano indietro colpiscono a caso.

  4. falecius on 2010-01-26 at 18:24

    Lorenzo, sì, è il termine esatto: “proibizionismo”.

    Accade che quando si colora di religioso, o di persecuzione religiosa (almeno apparente, perché il niqab non è richiesto dall’Islam in quanto tale, in nessuna delle sue principali configurazioni “confessionali” eccetto, forse, il wahhabismo) diventa molto simile a quello che la teoria politica europea (a sfondo decisamente religioso) ha definito, per secoli, “tirannide”. E i “tiranni” all’epoca venivano presi a pallettoni, e uno finì sotto l’ascia del boia )Carlo I Stuart). O almeno ci si provava.
    Con San Tommaso d’Aquino, tra gli altri, a validare (tirandolo per i capelli un pochino).

    Vabbé, chiedo scusa, perché sto andando un po’ per la tangente, ma quanto Khalid al-Islambuli, dopo aver sparato a Sadat, gridò “ho ucciso il Faraone” a me fa pensare ai “tirannicidi” europei che uccisero Enrico III, Enrico IV e Luigi XVI in Francia, Carlo I in Inghilterra e via dicendo.

    • Lorenzo Declich on 2010-01-26 at 19:58

      Azzopé Falecius! Il Faraone ha una sua coranicità, comunque…

      Per quanto riguarda la Francia ci sono 3 dati da discutere (anche i relazione all’Italia):

      1. le donne che portano quei tipi di velo sono al massimo 2000
      2. la “copertura ideologica” sulla proibizione è più o meno: “questi dispositivi sono contro i valori nazionali” (principalmente: laicità)
      3. bisognerà capire come poi i “suggerimenti” della commissione verranno tradotti in legge.

      Appunti:

      Punto 1: secondo me diventeranno 4000 fra breve (proibizionismo)
      Punto 2. in Italia il valore della laicità dello stato è messo in discussione ogni giorno
      Punto 3. non escluso esplosioni di ipocrisia

      In chiusura mi permetto di citare un commento (Pino) al mio post uscito su FB:

      In un paese coerente, tipo la Turchia (fino a qualche decennio fa) era vietato l’accesso negli edifici pubblici a chi indossava “simboli vistosamente religiosi” e quindi TUTTE le Cape di pezza e TUTTI i Barbapapà, indifferentemente dall’appartenenza religiosa, dovevano osservare la legge repubblicana.
      Certo la Francia non è più coerente dell’Italia…da noi tra poco vieteranno l’uscita a chi NON ha simboli religiosi addosso ;)

      • falecius on 2010-01-27 at 01:12

        Certamente, il faraone è coranico. Ma anche la decapitazione di Carlo I aveva qualcosa di biblico, almeno nella mente di Cromwell.
        Sulle altre considerazioni, sono abbastanza d’accordo.

  5. Giovanni on 2010-01-27 at 07:24

    Bene, mi trovo in particolare sintonia con i commenti qui espressi. Vorrà dire che quando a comandare saremo noi commentatori di questo blog il mondo sarà un posto migliore, anzi perfetto come ha scritto Lorenzo.

  6. […] brutale di indossare il burqa o il niqab, oggi ci sono 80 facinorosi che minacciano un religioso, di cui avevo scritto ieri, che – impegnato nel dialogo interreligioso – si era dichiarato contro quell’uso […]

  7. andrea on 2010-01-27 at 10:19

    speriamo la legge non passi, almeno nell’odiosa estensione a tutti gli spazi pubblici.

    In primis per le donne, in alcuni casi murate in casa dai mariti (tu così non esci: una frase anche molto italiana, e le gradazioni sono assolutamente relative) o costrette di fatto a “spogliarsi” in pubblico per legge (l’idea di nudità e estremamente relativa, e per una donna abituata a mostrare solo gli occhi l’obbligo di mostrare il viso verrà vissuto come se si obbligasse un’italiana ad andare per strada in perizoma).

    Certo se partiamo dal presupposto che il burqa è sempre e comunque una forma di oppressione della donna…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

gennaio: 2010
L M M G V S D
« Dic   Feb »
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

Archivi

 
'