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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

A sommesso parere dello scrivente

2010-02-02
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A differenza di Darmius un po’ di websearch sul caso Abu Omar l’ho fatto.

Ho trovato prima di tutto una intervista ad Abu Omar di Miguel Mora (qui). Vale la pena dargli un occhiata per rinfrescarsi la memoria su ciò che questa persona ha subito.

Poi sono inciampato in una delle arrampicate sugli specchi più spettacolari degli ultimi tempi.

La firma è del sottosegretario al Ministero dell’interno, Alfredo Mantovano ed è contro il giudice Oscar Magi, che ieri ha motivato la sentenza del 4 novembre.

Partiamo dall’inizio.

Non ho trovato il testo integrale delle motivazioni ma, da quello che ho capito, in esse si trova una critica alla decisione della Corte Costituzionale di apporre il segreto di Stato sui rapporti esistenti fra servizi segreti americani e italiani in relazione alla vicenda: non si è potuto procedere nei confronti di Pollari&co. a causa dell’apposizione del segreto di Stato e questo – secondo Magi – è sbagliato.

E perché è sbagliato?

“Ammettere che vi e’ segreto di stato correttamente opponibile all’autorita’ giudiziaria che riguardi i rapporti tra servizi segreti italiani e stranieri e assetti organizzativi e operativi del Sismi, ancorche’ collegati a un fatto reato per cui si proceda – scrive il giudice -, nel momento in cui si afferma che per quel fatto reato non vi e’ segreto e nel momento in cui per quel medesimo fatto risultano indagati o imputati persone appartenenti a quei servizi stessi costituisce, a sommesso parere dello scrivente, un ‘paradosso logico e giuridico’ di portata assoluta e preoccupante” (fonte).

La umile critica di Magi sembra essere nel merito del fatto: un paradosso logico e giuridico.

Per Mantovano, invece, il Consiglio Superiore della Magistratura dovrebbe intervenire contro il giudice perché Magi:

non in una dichiarazione alle agenzie di stampa, ma in un atto proprio dell’ufficio, e cioe’ in una sentenza si e’ esercitato in sfoghi personali contro la Corte costituzionale. A essi ha aggiunto invettive contro gli imputati che, proprio per quanto stabilito dalla Consulta, egli ha dovuto prosciogliere, dopo il rigetto delle questioni di legittimita’ costituzionale che aveva sollevato (fonte).

La cosa tragicomica è che Mantovano lega tutto questo indovinate a cosa? Al Lodo Alfano:

Vediamo se ora il Consiglio superiore della magistratura interverra’ nei confronti del giudice di Milano Oscar Magi, estensore della sentenza sul sequestro dell’ex Imam di Milano Abu Omar. E’ quanto chiede in sostanza il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano che ricorda come “qualche mese fa, piu’ d’un esponente politico ha osato esprimere legittimi rilievi alla sentenza della Corte costituzionale sul c.d. ‘lodo Alfano’, si e’ gridato allo scandalo e al mancato rispetto degli organi costituzionali di garanzia: come se tutto fosse sottoponibile a critica, tranne le sentenze, pur quando queste hanno robuste ricadute politiche” (fonte).

Politici, giudici, Corte costituzionale, scandali: tutto insieme, senza nessun discrimine.

Un bel minestrone rancido.

Ovviamente, dopo l’uscita Mantovano, diversi giornali hanno dato credito alla “versione” dell'”attacco”, scrivendo un bell’articolo a tono (vedi Il Tempo e Il Giornale).

Guardacaso non citano la frase “a sommesso parere dello scrivente”.

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2 Responses to A sommesso parere dello scrivente

  1. darmius on 2010-02-02 at 11:56

    il websurfing non l’avevo fatto perché già di trafiletti che apparivano su vari portali avevo intuito che la stavano a butta’ ‘n caciara (come si dice a Roma). La mia indignazione era anche per questo.
    Sottolineo solo che il modesto parere” del giudice Magi (che se invece che nella motvazione di una sentenza l’avesse espresso ai giornali si sarebbe comunque attirato strali cazzari: gurada ‘sto giudice, che parla coi giornali invece di fare il suo mestiere) riguarda il fatto che opporre il segreto di stato a protezione di imputati è una sorta di ammissione che qualcosa di irregolare c’èe stato, per lo meno riguardo alla giustizia ordinaria, che però può essere messa da parte per “ragioni di stato” appunto.
    Doppia indignazione.
    Ora che mi dici che Mantovano strumentalizza la vicenda per portare acqua al muino del lodo Alfano l’indignazione è tripla.
    Ho letto anche commenti di gente che criticava la magistratura non solo di essersi occupata di una storia di cui non frega niente a nessuno (a parte la moglie del povero Omar), ma anche di averci messo tanto tempo (!!!) avvallando così le ragioni del processo breve.
    Quadrupla indignazione.
    Non vado oltre…
    D

  2. Imam watching « Tutto in 30 secondi on 2010-02-20 at 08:43

    […] mettendo da parte il caso Abu Omar (ne abbiamo parlato qui e qui), mi limiterò a citare 3 […]

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