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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Dentro il depistaggio (2)

2010-03-01
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Lo scorso 18 ottobre un attacco suicida dei Jundullah (vedi qui una scheda di Limes) colpì un’unità speciale dei pasdaran, facendo 42 morti (fra di essi c’era anche Nurali Shushtari, generale del battaglione Al-Quds).

In quel contesto discutevamo sulla mancanza assoluta di certezze riguardo alle notizie provenienti dall’Iran: l’unica cosa confermata era la presenza sul campo di sopraffini costruttori di verità (vedi qui).

La notizia nuova è che questo 23 febbraio è stato catturato Abdolmalek Rigi, leader dei Jundullah, e che il 26 febbraio seguente questi è apparso alla TV iraniana dove ha confessato quello che il regime iraniano gli addebitava.

Immediata arriva la “risposta” dei Jundullah, via Asharq al-Awsat:

The sources who spoke to Asharq Al-Awsat by phone from eastern Iran, refusing to disclose their whereabouts for security reasons, said that the content broadcast by Iran regarding Rigi was an attempt to tarnish the image of the Jundallah organization which, in the past, denied having any ties to any regional or international intelligence apparatus (fonte)

Rigi, secondo queste fonti, avrebbe parlato dopo essere stato torturato e comunque la sua cattura non pregiudicherà l’operatività del gruppo.

A chi credere? Il blogger di The Majlis la pensa così:

As Bill Roggio notes, there are also some inconsistencies in Rigi’s “confession”: He said the U.S. only agreed to support Jundallah last year, while his brother Abdul Hamid Rigi — captured last year — claimed U.S. support dates back to 2005. (Iranian state television claimed today that Rigi was captured en route to Kyrgyzstan, where he planned to meet Richard Holbrooke, the U.S. Afghanistan/Pakistan envoy.)

The Iranian regime is obviously trying to link Jundallah to the Obama administration — to undercut Obama’s limited outreach to Iran. That would explain the discrepancy between the two Rigis’ confessions (assuming both were coerced — a fair assumption, I’d say).

So I wouldn’t place any stock in Abdolmalek Rigi’s claims about Holbrooke or the Obama administration. I do think there are some unanswered questions about U.S. ties to the group — I think it’s curious, as I said Friday, that the group is not officially designated a terrorist organization by the U.S. government. But there’s no conclusive proof that the U.S. is aiding Jundallah; Seymour Hersh’s 2008 story on the subject seemed like more smoke than fire. (fonte)

Se vogliamo fare i complottardi dobbiamo considerare in questa vicenda anche che i Jundullah colpirono in Balucistan lo stesso obiettivo che Obama ha cercato di colpire lo scorso 10 febbraio: i pasdaran (come ho scritto qui)

Siamo al punto di partenza: possiamo dare per certo che diversi apparati di intelligence sono all’opera per costruire la loro verità.

La realtà probabilmente non la conosceremo mai.

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