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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

L'inganno di Souad Sbai

2010-03-09
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Si sta svolgendo in questo momento (sono ancora le 11.30), presso la Sala delle Colonne a Montecitorio, la presentazione del libro di Souad Sbai dal titolo “L’inganno. Vittime del multiculturalismo”.

Dovrebbero intervenire:

  1. il Sen. Gaetano Quagliariello, Vice Presidente del Senato;
  2. Giuliana Sgrena, giornalista scrittrice;
  3. Andrea Morigi, giornalista Libero;
  4. Valeria Coiante, giornalista Capo Redattrice Crash.

Dovrebbe moderare Nino Graziano Luca, giornalista TG2.

Il libro, da quello che ho capito, è un rifiuto del “multiculturalismo dogmatico”, in voga in alcuni ambienti democratico-progressisti.

Riproduco qui sotto, senza commentarlo, l’articolo de L’Occidentale riguardante “L’inganno” e gli ultimi recenti eventi che riguardano l’On. Sbai.

C’è tutto quello bisogna sapere sull’argomento:

Non vuole parlarne anche se ha rischiato la vita. Avvelenamento, è questa la diagnosi fatta alla deputata del Pdl Souad Sbai – presidente della Associazione delle donne marocchine in Italia – che il mese scorso ha presentato una denuncia contro ignoti su cui sta indagando la Procura della Repubblica di Roma. L’abbiamo raggiunta per avere qualche anticipazione sul suo nuovo libro (“L’inganno. Vittime del multiculturalismo”, Edizioni Cantagalli), che viene presentato stamattina nella Sala delle Colonne alla Camera dei Deputati.

Onorevole, “Libero” scrive che hanno cercato di avvelenarla…

Posso solo dire che su Libero è uscito qualcosa che non doveva uscire. Come se una sera vai a cena con gli amici, parli di qualcosa che ti è successo, e il giorno dopo lo trovi pubblicato sui giornali. È una cosa che mi ha un po’ infastidito: il giornalista di Libero che ha riportato quelle dichiarazioni è un amico, gli avevo detto di aspettare a pubblicarle perché c’è un’indagine in corso.

Non può dirci altro?

Parlare adesso non è il caso, infangherebbero tutto.

In ogni caso, ha ricevuto solidarietà dopo questa brutta esperienza?

Ho avuto molta solidarietà. Da un po’ di tempo non faccio altro che rispondere a email, messaggi su Facebook, telefonate dai membri delle comunità musulmane moderate – soprattutto marocchini. Oggi molti di loro verranno a Roma alla presentazione del mio libro, da molte parti d’Italia, per dimostrarmi solidarietà e per starmi vicino.

Probabilmente qualcuno tornerà a chiederle dell’avvelenamento…

Non ho voglia di discutere del misfatto di cui sono stata vittima perché, ripeto, c’è un’inchiesta in corso e non mi va di strumentalizzare un’occasione bella come quella di oggi con questa vicenda. Quando le indagini saranno chiuse, ne potremo discutere.

Allora parliamo di quelli che continuano a minacciarla in Rete, e non solo. Come si difende una donna engagée dai fondamentalisti islamici?

Io non ho paura, continuo a non aver paura. Bisogna andare avanti, tutti i giorni. Da quando sono in Italia ho sempre difeso le donne contro i pericoli dell’estremismo. Qualcuno se n’è reso conto, altri hanno preferito chiudere gli occhi. Ma noi questa battaglia la continuiamo senza paura, non sono da sola, siamo in tanti.

Chi sono i Jihadisti?

Non sono veri musulmani. Sono dei “politici”, integralisti, radicali, che esprimono un pensiero  “bianco”, come lo definiscono, puro, ma che non ha niente a che vedere con l’Islam.

Cosa vogliono e in che modo possiamo sconfiggerli?

Il loro obiettivo è terrorizzare l’umanità e noi non dobbiamo cadere nel terrore. Dobbiamo combattere il pensiero oscurantista di una pericolosa minoranza e salvaguardare la maggioranza degli arabi e musulmani che vivono e amano vivere in Italia serenamente. La minoranza che invece vuole danneggiare il nostro Paese va allontanata, come è già accaduto altrove. Dobbiamo avere il coraggio di combatterli con la civiltà, denunciando quello che fanno alle donne, ai bambini alle bambine, soprattutto, qui da noi come in altre parti del mondo, come in Afghanistan e Iran.

In caso contrario cosa potrebbe accadere?

Ai Jihadisti non interessa ottenere dei risultati subito, sono pazienti, preferiscono “inquinare” le comunità islamiche con il loro pensiero radicale. C’è il rischio che tra dieci anni le cose possano essere molto diverse da quello che vediamo oggi.

Fareed Zakaria ha annunciato la sconfitta di Al Qaeda grazie al risveglio del mondo islamico moderato. Che ne pensa?

Non sono proprio ottimista. Gli islamici moderati non hanno i mezzi di al-Qaeda, le loro uniche armi sono la parola, l’amore, a differenza di chi ha una bomba addosso e si fa saltare. Io spero sia così come dice Zakaria. In Marocco, in Tunisia, c’è questa avanzata molto forte dei moderati.

E’ un discorso che vale anche per l’Occidente?

Sono meno fiduciosa di quello che succede nel mondo occidentale. Temo che si possa verificare una deriva per cui diventiamo tutti xenofobi, musulmani moderati e italiani, è questo che sto notando oggi. Quello che posso consigliare ai moderati è di continuare a perseguire la pace e l’integrazione. È difficile far cambiare idea agli integralisti ma in Italia c’è una giustizia che è molto vigile, il nostro Paese ha passato molti momenti difficili e l’estremismo islamico non riuscirà a sconvolgerlo.

Falsa tolleranza e acritico rispetto della diversità. E’ questa la pericolosa miscela che ha denunciato nel suo nuovo libro. Che futuro hanno le giovani donne musulmane residenti in Europa?

Auguro loro quello che ho vissuto io, di vivere in modo libero, senza dover scappare, senza dover addirittura tornare in Marocco per riottenere un po’ di libertà – visto che almeno lì c’è una rete familiare che le protegge. Gli auguro che ci siano più delle Sanaa (si riferisce a Sanaa Dafani, la ragazza marocchina uccisa a coltellate dal padre, ndr), gli auguro di sentire il Paese in cui hanno scelto di vivere sempre più loro, senza rinnegare le proprie tradizioni ma nello stesso tempo vivendo senza cedere ai condizionamenti dei radicali.

E’ un discorso che riguarda l’intero mondo islamico in Italia

I giovani devono svegliarsi, come dicono alcuni moderati.  Così come c’è stato il risveglio dell’estremismo negli anni Ottanta, oggi c’è un risveglio dei moderati, che è lento, certamente, ma che è destinato a durare. La vera sfida è quella dell’integrazione, e quello che dico al nostro governo è di fare attenzione ai malesseri e di evitare di crearne. Dobbiamo accogliere queste persone che ormai fanno parte di questo Paese, dobbiamo far sì che la “seconda generazione” di migranti si senta italiana.

Più concretamente?

Dobbiamo far sentire italiani i giovani migranti anche con la scuola, l’informazione, la televisione, non abbandonarli a se stessi per poi trovarci di fronte una popolazione ostile come è accaduto nelle banlieues francesi. Possiamo accettare le abitudini legate all’abbigliamento tradizionale di chi arriva nel nostro Paese, le sue usanze, la sua alimentazione, possiamo condividere tutto questo ma guai a condividere quei “diritti negativi” come l’infibulazione, la segregazione, la violenza sulle bambine, il burqa.

In Italia non tutti la pensano così

Il multiculturalismo ha dei limiti e il nostro compito è quello di evidenziarli. Ci deve essere la libertà religiosa ma non possiamo accettare l’estremismo integralista. Bisogna stare dalla parte della gente che vuole vivere in questo Paese serenamente.

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8 Responses to L'inganno di Souad Sbai

  1. Andrea on 2010-03-09 at 11:01

    Sai che alla fine, leggendo quest’intervista, ho pensato “è meno peggio di quanto mi aspettassi”. La facevo più “estrema”, mentre trovo le sue idee ampiamente condivisibili.

    • Lorenzo Declich on 2010-03-09 at 11:15

      Mah.. ti dirò: la mia strada si divide da quella di Souad Sbai nel momento in cui fa comunella con controjihadisti ed eurabisti di serie B ed entra nei salotti “giusti” della destra italiana per fare carriera. La loro cricca proprio non mi piace: sono infidi e dicono cose totalmente dementi riguardo all’islam. A sinistra non c’è questo grande spettacolo, sia chiaro…

      Detto questo: tutta la solidarietà del mondo per questa storia dell’avvelenamento.

  2. letturearabe on 2010-03-09 at 11:43

    già solo a vedere la copertina del libro mi vengono i nervi. comunque, sgrena alla presentazione?

    • Lorenzo Declich on 2010-03-09 at 11:55

      Eh sì, bisognerebbe chiederle cosa ne pensa del libro. Notare, comunque, che nella “presentazione” dell’evento, ovunque nel web, il fatto che la Sgrena sia del “Manifesto” non compare.

      Certo, la sinistra è pressoché immobile, ma è anche vero che quando si muove non lo sa nessuno…

  3. Riccardo on 2010-03-09 at 13:14

    Nella copertina c’è una donna col niqab: come se fosse frequente in Italia vedere donne musulmane che indossano quell’indumento (io non ne ho mai vista una…). Certo, un semplice velo o foulard in testa non farebbe la stessa paura, ecco quindi che si strumentalizza la sfera emotiva delle persone ignoranti sbattendogli di fronte l’immagine di una donna quasi completamente velata. Concordo con Andrea sul fatto che dall’intervista non appare molto estremista questa Souad Sbai, anche se ancora mi fa storcere il naso, in particolare per il suo atteggiamento degli anni passati, sul blog di Martinez c’erano diversi articoli su di lei.

    Tra l’altro, io che sono malpensante, a questa storia dell’avvelenamento non ci credo molto… se ricordo bene già in passato aveva detto di esser stata aggredita in strada da due musulmani che le avevano fatto una minaccia di morte dicendole “la bellezza prima o poi sfiorisce” o qualcosa del genere. Insomma, io prenderei con le pinze le sue lamentele su presunte minacce di morte o tentativi di avvelenamento, almeno finchè non ci saranno riscontri certi e provati. Ricordo anche la Santanchè, che durante un dibattito televisivo si beccò dell’ignorante da un musulmano, e poi se ne uscì fuori Magdi Allam dicendo che “darle dell’ignorante equivaleva a condannarla a morte secondo l’Islam” (vado a memoria). Ormai per un personaggio famoso, politico o no, asserire di esser stato “minacciato a morte da al-Qaeda” sembra essere diventato un metodo veloce per attirarsi le simpatie di tutti quanti e far parlare di sè.

    • Lorenzo Declich on 2010-03-09 at 14:23

      Da quello che ho capito si tratterebbe di un avvelenamento “lento” somministrato alla Sbai tramite couscous un bel po’ di tempo fa durante un buffet al centro culturale Averroé di Roma.

      Una tecnica che alcuni dicono essere in uso in ambienti estremisti islamici pakistani, altri sostengono essere stata già riscontrata in Nigeria.

      Che dire?

  4. Riccardo on 2010-03-09 at 18:26

    Sul tentato avvelenamento non so, toccherà aspettare ad indagini concluse. Sul sito di Martinez ci sono un paio di articoli che non lasciano ben sperare sulla buona fede di questa “controjihadista moderata”:

    http://www.kelebekler.com/occ/souadsbai.htm

    Comunque considerato l’ampio uso che viene fatto di questa ridicola espressione (“musulmani moderati”), si potrebbe anche iniziare a discutere di “occidentali moderati”… ci sono, esistono ? perchè non parlano ? ;-)

    Riccardo

    ps. sulla Sbai ho fatto un pò di confusione nel post precedente: la storia dei due musulmani che l’avevano aggredita in realtà non era accaduta a lei, ma a Dounia Ettaib:

    http://salamelik.blogspot.com/2007/08/dounia-ettaib-e-il-sushi-halal.html

  5. darmius on 2010-03-09 at 21:10

    eh sì, anche a me ha colpito la copertina. Mi chiedo come una “anti-oscurantista”, come la Sbai proclama di essere, abbia potuto accettare un simile mezzuccio editoriale per vendere qualche copia in più. Ma mi son risposto da solo.
    D

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