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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

I am an islamist, I am an anti-christ

2010-03-22
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Appena ho visto questo video mi sono chiesto cosa ne pensassero persone come Magdi Allam, Souad Sbai, Carlo Panella.

Anche questo è fondamentalismo.

Notate le facce delle 2 signorine al min. 1:39.

Ovviamente c’è chi non perde occasione di dire o far dire a personaggi improbabili opinioni risibili. L’Adnkronos, per esempio:

Un ossimoro culturale così paradossale potrebbe minare, alla lunga, i principi più ferrei dell’ortodossia islamica? “Escludo categoricamente che il fenomeno abbia vita lunga – dice all’ADNKRONOS Massimo Zucchi, ex vicepresidente dell’Unione Islamici Italiani – perché ogni volta che c’è stato un movimento che conteneva elementi contrari all’ortodossia si è sgretolato in pochissimo tempo”. L’uso degli strumenti musicali è davvero vietato ai giovani musulmani? “C’è un detto, attribuito al Profeta, che sostiene che uno dei segni della fine del mondo sarebbe stato proprio il momento in cui si fosse permesso l’utilizzo di strumenti musicali – spiega Zucchi –. C’è unanimità sul divieto non si converge sulla sua gravità” (fonte).

Uno scontro di fondamentalismi, sembrerebbe.

Notare poi, per gli amanti della fenomenologia dell’errore applicata alla terminologia italiana per l’islam, che l'”Unione musulmani d’Italia” diventa “Unione islamici italiani”.

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23 Responses to I am an islamist, I am an anti-christ

  1. khadi on 2010-03-22 at 09:04

    “Uno scontro di fondamentalismi, sembrerebbe”.
    Il problema come al solito è terminologico.
    Ad un certo punto occorrerà mettersi tutti d’accordo su cosa chiamare “fondamentalismo”.
    Se per fondamentalismo si intende il richiamarsi ai fondamenti della fede islamica (come per esempio rifarsi a “i tre fondamenti” di Ibn ‘abd Al-Wahab) si sta allora parlando di qualcosa di interno all’islam, di islamicamente legittimo e auspicabile, se invece per fondamentalismo si intende l’idea di prendere un solo concetto e farlo divenire ideologia fino a portarlo alle estreme conseguenze allora si sta parlando di qualcosa che l’islam non accetta.
    Capisco perfettamente l’esigenza dell’islamologo di voler e dover descrivere tutte le possibili sfumature e sentire l’esigenza di chiamare islam quello che fanno i musulmani. E’ un’idea avvincente, me ne rendo conto.
    Ma i musulmani possono anche scegliere di fare dei “peccati”, e cioè di comportarsi in un modo non islamico, giustificandosi in un modo o nell’altro. Questo non significa che la scienza islamica debba rivedere se stessa, significa solo che siamo umani.
    :)

  2. Lorenzo Declich on 2010-03-22 at 10:29

    Il tuo è un punto di vista wahhabita.

    A mio modo di vedere, invece, Muhammad Ibn `Abd al-Wahhab non fece che “prendere un solo concetto” facendolo “divenire ideologia fino a portarlo alle estreme conseguenze”.

    Penso che tu stia dicendo degli “assurdi” punk musulmani ciò che un altro musulmano potrebbe dire, e dice, dei wahhabiti.

    E non mi è chiaro perché la “scienza islamica” dovrebbe prendere in considerazione i tre fondamenti Ibn `Abd al-Wahhab.

    Spiegamelo, ma sappi che a me il catechismo non piace.

    Non mi piace che qualcuno spacci per “islamicamente legittimo e auspicabile” un qualcosa che non lo è.

    Continua a fare proselitismo sui commenti di questo blog, se vuoi, ma non mascherarlo, per favore.

    • falecius on 2010-03-22 at 18:15

      Lorenzo, forse non dovrei intervenire nella vostra discussione (è caratterialmente difficile per me, quando come in questo caso si tratta di due persone che apprezzo) ma devo dire che khadi non mi sembra affatto che stia facendo proselitismo, né palese né mascherato, e credo di conoscerla abbastanza da dire che non lo farebbe mai in questa sede.

      • Lorenzo Declich on 2010-03-22 at 19:25

        Forse allora davvero dovremmo intenderci su quello che indichiamo con “fondamentalismo”.

        O discutere meglio di Ibn Abd al-Wahhab e di punk, perché a me due o tre frasi di Khadi sono sembrate un bel po’ storte.

  3. darmius on 2010-03-22 at 11:41

    beh, esiste il rock cristiano e il rock satanico, non mi meraviglia che esista un punk islamico (vi ricordate il pezzo dei CCCP? se leggete in rete delle interviste ai diretti interessati ne capirete le diverse ispirazioni, ma tant’è).
    Un genere musicale è a mio parere null’altro che un mezzo per esprimersi. Cosa si esprima è relativo. Ed è relativo il fatto che si debbano cercare o rivendicare giustificazioni religiose per un mezzo di espressione.
    Ad esempio, nonostante la nota avversione del Profeta per i poeti, alla sua “corte” ve ne era più d’uno, e nessun poeta musulmano si è mai precluso la possibilità di fare poesia (anche religiosa), senza per questo considerarsi un “peccatore”.
    O no?
    D

  4. khadi on 2010-03-22 at 17:03

    Commento su questo blog solo perchè ritengo che chi pretende di parlare di islam in maniera oggettiva e ampia (?) abbia il sacrosanto dovere di prendere in considerazione, oltre a tutta la baraonda di popolo che è felicemente rappresentata da un comitato, anche la minoranza non rappresentata, non politicizzata e soprattutto non svenduta e non svendibile di cui faccio parte.
    Quando ho citato Al-Wahab, non mi è proprio sfiorata l’idea che si potesse tirar fuori il wahabismo… pensavo infatti di parlare con un addetto ai lavori che conosce le teorie e le distorsioni.
    Mi fa molto sorridere il fatto che le mie idee sull’islam siano considerate come bieca e ottusa propaganda manipolatoria. Questo la dice lunga sulla visione dell’islam che si sta tentando di propinare in questa sede.
    A mia volta posso affermare che mi scoccia molto che noi, i musulmani, si debba essere considerati come cavie da laboratorio tra le quali eminenti studiosi (ovviamente di una razza superiore alla nostra) stabiliscono la specie da preservare geneticamente e quella da “cestinare”.
    Se questo blog preferisce monoloquiare senza confronti scomodi, prego, faccia pure.
    E’ molto carino parlare di islam senza avere attorno musulmani con capacità di pensiero e parola che rompono le scatole autodefinendo se stessi. Si possono fare tutte le apologie del mondo così, prendendo quelli simpatici (e falsi, anche con se stessi o tutt’al più non troppo preparati) e scartando quelli antipatici (e pesanti).
    E’ davvero tutto molto trendy, ma io sono molto risentita.
    Forse l’islamista non aveva mai considerato l’idea che il proprio materiale da laboratorio fosse comunque composto da esseri senzienti che dell’islam hanno fatto la propria vita e che non trovano nessuna ilarità nel pronunciare la ormai occidentalmente troglodita parola “peccato”.

  5. Lorenzo Declich on 2010-03-22 at 17:47

    “Quando ho citato Al-Wahab, non mi è proprio sfiorata l’idea che si potesse tirar fuori il wahabismo… ”

    Senza wahhabiti il pensiero di al-Wahhab sarebbe rimasto nascosto al mondo.

    Non prendiamoci in giro.

    Se poi mi dici che rispetto a questo mio discorso tu cadi dal pero va bene, ritratto.

    Ti ricordo però che una parte dell’islam definisce quella di Muhammad Ibn Abd al-Wahhab un’eresia.

    Tralascio di commentare il resto e attendo una risposta sul merito delle mie affermazioni.

    • Lorenzo Declich on 2010-03-22 at 18:05

      In tutto ciò io non pretendo di “parlare di islam in maniera oggettiva e ampia”. Bensì di parlare di quello che penso in base a quello che so. Sei tu a pretendere che io sia un’enciclopedia.

  6. terzogiro on 2010-03-22 at 20:26

    anche a me pare che Khadi abbia solo fatto un esempio sfortunato, benché coerente con le sue idee.

    L’islamicità di al-Wahhab ed eponimi, come del più del spericolato dei sufi, è un giudizio che spetta ai musulmani, ma anche l’islamologo, è inevitabile, si fa un’opinione in proposito. Sbaglio?

    fine OT

    Quello che solo i musulmani possono fare è stabilire cosa è peccato e non mi pare che ci sia “unanimità sul divieto” degli strumenti musicali, semmai siamo vicini al contrario.

    Forse frequento solo incalliti peccatori, ma conosco solo musulmani che rompendomi le scatole e autodefinendo se stessi non si sognano di considerare l’arpa peccaminosa e ti assicuro che non sono digiuni di Corano e ḥadīṯ.

  7. khadi on 2010-03-22 at 22:25

    Il mio non è un punto di vista wahabita, se per te “wahabita” significa quello che significa per i più. Ho citato Al-Wahab solo perchè ha scritto una cosa che si chiama appunto “I tre fondamenti”, che in fondo non dice niente che non avrebbe potuto esser detto senza di lui e che di fatto non sia stato detto anche senza di lui, molto tempo prima e molto tempo dopo e cioè com’è fatto il dio dei musulmani e come si fa a conoscerne le caratteristiche, che tutto quello che si afferma sulla religione va provato, che Mohammed saas fu fu un profeta del monoteismo puro.
    Niente di nuovo, niente di assurdo.
    Al-Wahab ebbe solo il merito o il demerito, come vi pare, di dirlo in un momento storico particolare in cui la riscoperta della religione ebbe ( o avrebbe potuto avere) una portata rivoluzionaria.

    Non ci serviva un Al-Wahab per scoprire l’acqua calda, insomma. E certo non ci servivano i wahabiti, che, sinceramente io non ho ancora capito chi sono e se qualcuno potesse spiegarmelo gliene sarei molto grata.

    Il sunto dei tre fondamenti è la base della fede islamica (la ilaha illah Allah) e quindi anche la base della scienza legata all’islam.
    Sono cose che vedono d’accordo tutti i musulmani (tranne i sufi). Purchè ci si ricordi di non nominare Al-Wahab, quando si parla di queste cose.
    :)
    Insomma anche internamente ormai il pregiudizio dilaga.

    Non credo di aver detto solo due o tre frasi che possono esserti sembrate un bel po’ storte, ma molte di più.
    Però sostenere che il mio punto di vista è wahabita è come dire a uno che cita Nietzsche e ascolta Wagner che il suo è un punto di vista nazista.
    Insomma, mi dai della “wahabita” e quindi della terrorista solo perchè anche i jihaddisti citano Al-Wahab?
    A me, sinceramente, è sembrato un po’ grave e mi piacerebbe molto avere delle scuse.
    Sarebbe diffamazione, in pratica.
    Di fatto questa e altre affermazioni mi hanno ferita molto profondamente. Insomma, tra l’altro io sono anche così, oltre ad essere “storta” mi offendo pure.

    Non penso Lorenzo che tu sia un’enciclopedia e non pretendo tanto, lo pretenderei più da me stessa, ma per quanto mi dia da fare vedo che è davvero impossibile. Mi aspetto però che, se non capisci il discorso che sto facendo perchè lo espongo male e do alcune cose per scontato, tu chieda prima di attaccare a razzo!

    E comunque, quello che inizialmente volevo dire è semplicemente che se si vuole parlare di fondamentalismo, prima bisogna decidere che roba è, così almeno, senza che nessuno mi giudichi “storta”, vi possa dire io stessa se sono “fondamentalista” oppure no.

    • Lorenzo Declich on 2010-03-23 at 08:17

      Allora, mi scuso ufficialmente per averti attaccato a razzo e riconosco che su Ibn `Abd al-Wahhab sono particolarmente sensibile.

      Ora passiamo al merito.

      Wahhabita. Io intendo questo termine nella maniera più semplice: seguace di Ibn `Abd al-Wahhab. La storia di questo personaggio si lega indissolubilmente con quella della casa dei Sa`ud, diciamo che, se non i primi, furono i più importanti e convinti sostenitori di questo personaggio e del suo pensiero. Tanto che l’Arabia Saudita è wahhabita in senso stretto, o si dichiara tale, e gli oppositori “efficaci” al regime saudita, un Bin Laden e moltissimi altri in Arabia Saudita, criticano e hanno buon gioco contro i Sa`ud proprio accusandoli di usare la dottrina di al-Wahhab solo come facciata. Ora, riconosco il fatto che tu citi una parte dell’opera di Ibn `Abd al-Wahhab che poco ha a che vedere con tutto questo, ma d’altra parte il fulcro del suo pensiero, o almeno quello che ha avuto più risvolti dal punto di vista politico e culturale, è la sua idea del takfir, dichiarazione di miscredenza, che da lui in poi, con grandissima facilità, viene applicata dai gruppi che lo accettano, anche e soprattutto ai nemici interni. Un dispositivo ripreso a man bassa dai jihadisti. Con questo non ti accuso di essere jihadista, non so se è chiaro. Anche perché, nonostante le accuse dei nemici interni, i sauditi professano l’islam wahhabita e, come ben sai, avendo a disposizione immense ricchezza, si adoperano senza sosta nella propaganda di questa dottrina. Ora, come avrai sicuramente capito leggendo il blog: 1. non sono un amante dei sauditi; 2. sono impegnato – al di là di tutto – nel capire come si coniugano fra loro le dottrine religiose e il potere, e poiché ho studiato il mondo dell’islam, ragiono su quello. Vista proprio la risibile consistenza della produzione teorica di Ibn `Abd al-Wahhab, il pensiero di questo personaggio probabilmente non avrebbe mai superato i confini dell’area in cui viveva se non avesse avuto un appoggio politico, e cioè se non fosse stato adottato dai sauditi che lo usarono per fomentare dei musulmani contro altri musulmani. Le opere di Ibn `Abd al-Wahhab, come quelle di tanti altri pensatori – originali, strani o meno – non avrebbero provocato la levata di scudi che levarono se i sauditi non avessero fondato uno stato wahhabita nell’area dei luoghi santi dell’islam (in altre aree dell’Arabia non avrebbe suscitato grande scalpore). Non sarebbero distribuite in tutto il mondo attraverso la più ampia rete di proselitismo che l’islam abbia mai avuto: i centri culturali e le moschee finanziate dai sauditi. Il tutto mi risulta ancora più irritante se penso al fatto che i sauditi non hanno tutto questo potere in quanto si sono dimostrati bravi musulmani o almeno bravi custodi dei luoghi santi dell’islam (anzi, hanno distrutto la Mecca storica grazie alla megalomania del Re in joint venture con la Saudi Bin Laden Group) bensì in quanto detentori della più affidabile riserva di petrolio al mondo, una riserva che storicamente è appannaggio degli Stati Uniti e che non si trova nella stessa area geografica di Mecca e Medina. Se poi vogliamo andare oltre c’è anche il fatto che il wahhabismo dei sauditi è davvero di facciata, motivo per cui i nemici interni su quel piano hanno buon gioco e finiscono per lanciare bombe e per farsi esplodere un po’ in tutto il mondo, mentre nei vari “centri culturali” intitolati al saudita si promuove una visione dell’islam parzialissima e foriera di ambiguità. Dico io: non ho niente contro i “puristi”, niente contro i sinceri “salafi”. I wahhabiti, invece, e intendo quelli storicamente determinatisi come tali, mi stanno abbastanza antipatici perché sono intrisi di un potere vieto e ambiguo che aborro.

      Fondamentalismo. Sarò molto più breve: poco sopra ho parlato di “purismo”. Su quello non ho niente da dire. E’ una cosa che non mi appartiene, ma questo è un altro discorso. E’ una cosa non scevra da pericoli, ma tante altre cose lo sono, quindi va bene così. Anche se, questo devo dirlo, non giudico il pulpito dei “puristi” più legittimo di altri: ad esempio i sufi.

      Per fondamentalismo, invece, intendo – forse in maniera un po’ restrittiva – proprio ciò che descrivevo nel post: il ritenere di aver preso gli elementi fondamentali di una cosa e agire in maniera presuntuosa con gli altri in base a questo. E qui rifaccio ammenda: sicuramente c’è un altro modo di leggere il termine e io non mi sono curato di definirlo. Discutiamone.

  8. mizam on 2010-03-22 at 23:37

    Sarebbe interessante cercare di capire cosa significa “il sunto dei tre fondamenti è la base della fede islamica (la ilaha illah Allah) e quindi anche la base della scienza legata all’islam.
    Sono cose che vedono d’accordo tutti i musulmani (tranne i sufi)”.
    I sufi negherebbero il tahlil? Formidabile!

    • khadi on 2010-03-23 at 12:33

      “Sono cose che vedono d’accordo tutti i musulmani (tranne i sufi)”.
      E’ solo un modo ironico, per evidenziare il fatto che giudicare il pensiero di Al-Wahab come eretico è un assurdo!
      Spero che qualcuno abbia capito, questa volta!
      Sgrunch!

  9. falecius on 2010-03-23 at 10:32

    Due parole sul movimento Taqwacore, al quale mi sono un po’ interessato.
    E’ certamente qualcosa che fanno dei musulmani e che in quanto tale può interessare l’islamologo. In effetti spero di poter approfondire la cosa.
    Ho letto qualche anno fa il libro di Michael Muhammad Knight, che mi è piaciuto moltissimo, e all’epoca lo consigliai vivamente proprio a Khadija. :). Mi piace anche la musica che fanno, ma quelli poi sono gusti.

    E’ altrettanto vero che il punto di vista della maggior parte dei Taqwacores è, per farla semplice, “poco ortodosso”. In quel libro sono descritte anche prassi e affermazioni sulle quali moltissimi ulama’ musulmani raggiungerebbero il consenso: sarebbero haram. E non parlo del suonare gli strumenti musicali.

    Mi sfugge in quale senso il movimento Taqwacore sia “fondamentalismo”.
    Certamente è un movimento “radicale” (tutto il punk lo è) che cerca di definirsi all’interno dell’Islam, o di almeno di proprie letture e visioni (uso il plurale perché non c’è affatto uniformità di vedute, ed esistono anche, dentro al taqwacore, gruppi che cercano di vivere nel modo che Lorenzo definisce “purista”) dell’Islam, che possono essere discutibili (eretiche?) quanto si vuole, ma che si auto-propongono come “islamiche” e che non mettono in questione l’unicità di Dio, la profezia di Muhammad e le pratiche fondamentali come preghiera, digiuno, elemosina e pellegrinaggio. Mettono in discussione un sacco di altre cose, in modi variabili. Rifiutano una serie di autorità terrene (cosa anche questa molto punk, ma per certi aspetti anche molto musulmana).
    Quello che riconosco loro, o che almeno io ho percepito e che trovo interessante, è la sincerità dei percorsi religios che intraprendono. SEBBENE si tratti in molti casi, appunto, di percorsi la cui rispondenza alla pratica islamica, così come comunemente definita dal consenso, è come minimo opinabile, se non evidentemente assente.

  10. khadi on 2010-03-23 at 13:36

    Forse non dovrei continuare a “fare proselitismo”.
    Però continuo a sentirmi interpellata e rispondo, giusto per chiudere l’argomento, per quanto mi riguarda.

    A proposito del takfir, proprio i sapienti sauditi dichiarano che un musulmano resta un musulmano a prescindere dalla gravità delle sue azioni, a meno che non lasci la preghiera e si autodichiari apostata.
    Che attualmente siano proprio i “wahabiti” gli oppositori più accaniti del wahabismo certo mi confonde molto, ma a quanto pare è davvero così…
    Forse mi sfugge qualcosa. Non so.

    Riguardo ai Taqwacore dal punto di vista islamico sarebbe gravissimo tacciarli di “eresia”.
    Non sono ortodossi, certo. Ma non è che l’ortodossia nell’islam sia poi così diffusa. Cosa dovremmo fare allora con tutti questi signori giacca e cravatta ( e queste signore in tailleur) che fanno i Taqwacore al contrario in tivvù a nome nostro?

  11. Lorenzo Declich on 2010-03-23 at 13:49

    Khadi, questo dei sapienti sauditi mi interessa molto.

    I sauditi a livello di realpolitik non sono inferiori a nessuno. Bisognerebbe se questi `ulama’ sono “amici” dei Sa`ud o no.

  12. falecius on 2010-03-23 at 15:17

    Khadi, anche qui il discorso terminologico pone qualche problema. “Ortodossia” è un termine che si riferisce al cristianesimo, dove significa alcune cose ben precise (e non mi riferisco alla Chiesa Ortodossa di rito greco). Lo stesso vale per “eresia”. Nell’Islam, questi termini possono essere usati solo con un certo grado di approssimazione.
    E’ il solito discorso: manca una Chiesa che produca un Magistero univoco (cosa che il cristianesimo di solito ha, con l’eccezione di alcuni protestanti) e una definizione altrettanto univoca di chi sta dentro e chi sta fuori (in un certo momento del tempo).
    Nell’Islam parlare di “eresia” è molto più complesso. Il pluralismo e la diversità di opinioni sono fattualmente e storicamente riconosciuti, a prescindere dall’autenticità ed applicabilità del relativo, celebre hadith.
    Comunque credo che ci siamo capiti. :)

  13. mizam on 2010-03-23 at 17:37

    Resta un fattore non trascurabile: oggidì una parte anche esigua numericamente si ritrova una sterminata ricchezza in forma oleosa sotto i piedi, e la usa a piene mani per imporre il proprio credo da Oriente a Occidente. E con un certo successo, a quanto pare…

  14. […] Meno male che c’è il Taqwacore. […]

  15. khadi on 2010-03-24 at 10:45

    Una nota riguardo alle terminolgie (e poi chiudo davvero!). Probabilmente è risaputo ma penso sia utile rammentarlo. Nel linguaggio “tecnico” attuale il sostenitore del takfir viene chiamato “khawarij” nei casi “peggiori” e “qutbi” nei casi più lievi. Ovviamente i termini non significano solo questo!
    Porsi il quesito “se questi `ulama’ sono “amici” dei Sa`ud o no”, per esempio, è una cosa un po’ “qutbi”. :)

    Riguardo alla questione delle “eresie”, ci siamo capiti benissimo Fal. Con molta calma sto cercando di occuparmene ed è un mondo a sè. Però interessantissimo sia da un punto di vista teologico che politico. Ovviamente io cerco di occuparmene esclusivamente per personali motivi “teologici”. E prendi anche la parola “teologico” con un certo grado di approssimazione :)

    La cosa strabiliante, Mizam, è che nonostante tutti i petrodollari in circolazione, nessuno ha intenzione di darmi un centesimo! Ma si può?

  16. mizam on 2010-03-24 at 13:45

    Ah, è un vero scandalo! Io punterei piuttosto sull’emiro del Brunei, chissà… :)

  17. […] l’hanno mai letto. – Perchè gli “orientalisti”, seguendo l’onda mediatica, usano il termine wahhabismo a piacere, proponendolo una volta come radice teorica del terrorismo e una volta come legittimazione teorica […]

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