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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

(L')Ara(b)bia inaudita

2010-03-27
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MacGillvray Freeman è un grosso produttore indipendente americano di film su schermo gigante. Oggi il SUSRIS, ovvero il Saudi Arabia United States Relations Information Center, dà la notizia che il suo nuovo prodotto verrà proiettato su diversi schermi statunitensi, qualche schermo europeo e uno schermo kuwaitiano.

Si tratta di Arabia (3d): Experience the Extraordinary Culture, History and Religion of Arabia.

Sul sito di “Arabia 3D” trovate tutte le notizie necessarie per farvi un’idea.

Ma c’è una cosa che passa forse sotto traccia e che qui è necessario sottolineare.

Il filmato si chiama “Arabia”, ma tutto il materiale informativo ad esso collegato, parla di Arabia Saudita.

Si può scaricare ad esempio una Educator’s Resource and Activiy Guide dedicata ai maestri che accompagnano le scolaresche nelle sale.

E’ più o meno uno spot del Regno.

Una vera e propria operazione di appropriazione dell’immaginario (destinata soprattutto agli americani).

Se guardate nella sezione “film contributors” capirete meglio tutto (fate attenzione a suddividere fra chi dà denaro e chi- strapperei loro il cuore – vende il proprio prestigio in cambio di denaro).

Spicca, ovviamente, il King Faisal Center for Research and Islamic Studies.

E in fondo la cosa non sarebbe così grave se la tesi di fondo di tutta questa operazione non fosse che l’Arabia Saudita è culla di una civiltà millenaria.

Il ché, è evidentemente un falso.

Perché la realtà è – vale la pena ricordarlo – che la culla di una civiltà millenaria fu la Penisola araba.

Dove ha regnato la Regina di Saba? E i grattacieli di Sana’a, la diga di Marib dove li mettiamo?

Dove sono i Tubba’ himyariti, gli imam zayditi, i capitani delle navi che battevano in lungo e in largo l’Oceano Indiano?

In Arabia Saudita?

L’Arabia Saudita, invece, nacque (in nuce) solo alla metà del XVIII secolo.

E, così estesa come la conosciamo, soltanto all’inizio del XX.

I Sauditi sono i discendenti di una delle centinaia di tribù arabe della Penisola araba.

Difficile rinvenirne grandi fasti in epoca precedente a quella menzionata.

@darm: non puoi astenerti :-)

PRESENTED IN ASSOCIATION WITH THE
ROYAL GEOGRAPHICAL SOCIETY (WITH IBG)
AND
OXFORD CENTRE FOR ISLAMIC
STUDIES
OXFORD UNIVERSITY
AND THE
KING FAISAL CENTER
FOR RESEARCH & ISLAMIC STUDIES
A MACGILLIVRAY FREEMAN FILM

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3 Responses to (L')Ara(b)bia inaudita

  1. letturearabe on 2010-03-27 at 16:18

    mi hai fatto ricordare la storia dell’arabia saudita pubblicata da sellerio…

  2. falecius on 2010-03-27 at 20:34

    Beh, qualcosa l’Arabia Saudita ce l’avrebbe pure, a livello di antichità interessanti.
    Non sono sicuro di quanto la loro valorizzazione sia compatibile con l’ideologia wahhabita locale, ma pecunia non petrolet. :D
    Il governo saudita ha dimostrato una notevole flessibilità, su questo tipo di cose.

  3. darmius on 2010-03-28 at 09:20

    Mi chiami in causa, ma non mi sento di poter giudicare solo da un trailer.
    Effettivamente l’operazione appare come uno spot dell’ente turistico saudita (con la differenza che fare turismo in Arabia Saudita non è così semplice). Oppure un tentativo di ripulire l’immagine di paese “medievale” e retrogrado che ha nel mondo.
    Sul fatto che il film s’intitoli “Arabia” e non parli di tutta la Penisola ma solo del regno saudita, non mi soffermerei troppo, si sa che i titoli dei film sono semplificazioni. Inoltre oggigiorno l’AS è l’unico paese che continene il termine “Arabia” nella sua denominazione (gli altri hanno solo l’aggettivo).
    Piuttosto sul concetto di “culla di una civiltà millenaria”, vorrei capire se si intendono le varie civiltà che si sono sviluppate in o hanno attraversato il territorio di quella che oggi è l’AS, oppure semplicemente l’islam.
    D’altra parte la stessa storiografia arabo-islamica non ha mai fatto distinzioni: tutto quello che sta o è stato in arabia (concetto di per sé molto vago) è arabo. Noi invece possiamo fare distinzioni fra “culture”: Marib e i tubba’ himyariti appartengono alla cultura sudarabica, così come le tombe di Hegra/Mada’in Saleh (che si vedono nello spot) apparterrebero alla cultura nabatea. Non c’è dubbio che “la più grande adunanza umana del mondo” appartenga all’islam (sebbene ho avuto notizie di un pellegrinaggio indù che raccoglie più persone del hajj). Invece a quale civiltà appertiene la barriera corallina del Mar Rosso?
    D

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