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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

And justice for all

2010-04-09
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Secondo Associated Press:

When insurgents open fire in Marjah, an armoured vehicle wired up to powerful speakers blasts out country, heavy metal and rock music so loudly it can be heard up to two kilometres (one mile) away (fonte).

L’operazione scoraggerebbe le truppe nemiche:

“Taliban hate that music,” said the sergeant involved in covert psychological operations, or “psy ops”, in the area in Helmand province.

2 considerazioni:

  1. non mi sembra una grande strategia;
  2. nell’area di Marjah si combatte ancora.

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4 Responses to And justice for all

  1. darmius on 2010-04-09 at 10:41

    Avevo sentito interviste a soldati americani che dicevano che ascoltavano musica metal o rock durante gli attacchi (con carrarmati o elicotteri) anche in Iraq, ma più che altro per darsi la carica. Sulla scia della “cavalcata delle valchirie” wagneriana in Apocalipse now.
    Ninent’altro che un’evoluzione delle trombe e tamburini di una volta (vi è ampia aneddotica sull’uso militare della musica per dare la carica e spaventare il nemico).
    Chissà invece cosa succederebbe se nelle loro cariche i talebani si mettessero ad ascoltare il punk islamico che avevi segnalato tempo fa!
    D

  2. mizam on 2010-04-11 at 02:17

    Pare che le forze italiane stiano sviluppando l’arma finale: Pupo + Emanuele Filiberto.

    E che dire dell’Orchestra Bagutti, celeberrima formazione di liscio? Andrebbe subito assoldata.

    Dal loro sito:

    Album
    Eravamo in 19
    Descrizione:
    Anno di pubblicazione: 2005
    Contiene il brano omonimo “Eravamo in 19”, dedicato ai caduti di Nassirya, e divenuto uno dei più grandi successi nel mondo della musica da ballo.

    Mi permetto di ricopiare il testo, davvero straordinario; la musica è al ritmo struggente di beguine.

    (“Eravamo in 19” Orchestra Bagutti)
    (Testo di R. Rocchetti)

    Io avevo cieli azzurri
    Nello sguardo e dentro al cuore
    Con i sogni dei vent’anni
    E il tuo sincero amore
    Quel giorno son partito
    In divisa da soldato
    Con la fiamma e il tricolore
    Ma non sono più tornato
    Eravamo in 19 tutti quanti a Nassiriya
    Per difendere la pace
    E portar democrazia
    Ma un giorno esplose il sole
    per fanatica follia
    E si spense la mia luce
    E volò la l’anima mia
    E si spense la mia luce
    E volò l’anima mia
    Qui davanti alla mia sposa
    Avvolto dentro a una bandiera
    La mia anima riposa
    Per donare un’alba chiara
    S’è inchinato il Presidente
    Mentre suonano il silenzio
    E l’applauso della gente
    Sale in cielo fino a me.
    Eravamo in 19 tutti quanti a Nassiriya
    Per difendere la pace
    E portar democrazia
    Ma un giorni esplose il sole
    Per fanatica follia
    E si spense la mia luce
    E volò l’anima mia.
    E si spense la mia luce e volò l’anima mia
    Nella sabbia sotto il sole
    Un bel fiore nascerà
    Con il sangue e col dolore
    Per un nome: “libertà”
    Con il sangue e col dolore
    Per un nome :”libertà”

    • darmius on 2010-04-11 at 21:45

      immagino che il protagonista di questa canzone non sia quello alla cui “compagna” (non sposa e non pacs-dico o altro) fu proibito di aprtecipare ai funerali di stato perché non ufficialmente imparentata con la vittima e dunque non ufficialmente vedova di guerra…
      che tristezza…
      D

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