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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Giornalisti con la pANSA

2010-05-11
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Malika el-Aroud, donna belga di origini marocchine anche nota come Umm Obeyda, non è un personaggio sconosciuto, anzi.

E’ vedova di uno dei due terroristi tunisini che il 9 settembre 2001, a due giorni dall’attentato alle Torri gemelle, fingendosi giornalisti marocchini, attentarono con successo alla vita di Ahmad Shah Massoud, il Leone del Panshir, colui che più di ogni altro poteva aspirare alla presidenza di un Afghanistan de-talebanizzato.

Apologeta di Osama bin Laden e ideologicamente jihadista, Malika ha per anni sostenuto le sue idee via internet.

Nel 2003 ha anche scritto un libro, delirante quanto istruttivo, dal titolo “Les Soldats De Lumière” (qui una traduzione in italiano fornitaci da Kelebek).

E’ stata accusata più volte di dare supporto ai terroristi e dopo essere stata condannata in Svizzera per questi motivi a 6 mesi di reclusione nel 2007, ieri in Belgio ha rimediato altri 8 anni (qui), dopo un processo durato circa un mese e mezzo e molto ben “coperto” anche dalla stampa nazionale (vedi qui).

Ma questo non basta ai giornalisti dell’ANSA.

No, loro sbagliano il nome dell’accusata.

Malika el-Aroud diventa Malika el-Around.

Non è un problema di trascrizione o traslitterazione, è proprio un errore.

Ecco il capolavoro:

Jihad su web, otto anni a marocchina
Bruxelles condanna Malika El Around, ‘diresse gruppo di terrore’
10 maggio, 16:34
(ANSA)- BRUXELLES, 10 MAG -Il tribunale di Bruxelles condanna a 8 anni di carcere una donna marocchina ritenuta ispiratrice della Jihad propugnata attraverso il web.
La donna, Malika El Around, e’ stata riconosciuta colpevole di aver diretto e finanziato un gruppo d’ispirazione terrorista.

Passi (anche se è gravissimo) il fatto che Malika è belga e non marocchina.

Passi l’uso di jihad al femminile (il jihad è maschile, mannaggia!)

Passi la povertà della descrizione, la mancanza di un qualsiasi accenno a un background di qualche genere.

Ma i refusi sui nomi no, per favore.

Perché chiunque voglia sapere qualcosa su Malika el-Aroud non troverà quello che cerca se si basa sull’ANSA.

E’ – ne sono sicuro – una sindrome da pesantezza di dita, anche detta letargia da digitazione.

Colpisce chi lavora all’ANSA senza sapere perché.

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0 Responses to Giornalisti con la pANSA

  1. darmius on 2010-05-11 at 18:23

    sì, è una tristezza, per noi italianai, ma… per fortuna c’è google! se digiti il nome sbagliato, google ti trova anche le pagine con quello giusto!
    D

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