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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Un animale occidentalmente umano

2010-05-19
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Giovedì 13 maggio, a Palazzo Reale in piazza Duomo a Milano, si è tenuto il primo incontro pubblico del pool di illustri relatori che hanno deciso di essere “La Coscienza degli Animali” (fonte).

Così inizia la pagina che descrive l’evento con cui Michela Vittoria Brambilla, attuale Ministra del Turismo, insieme a Umberto Veronesi, ha dato il via a un’iniziativa tesa a salvaguardare i diritti degli animali.

Qui trovate il video del suo intervento con relativo sbobinamento.

I personaggi coinvolti nell’iniziativa, oltre ai due già citati, sono vari. Non ne commento i contorni umani e professionali e passo ad elencarli: Vittorio Feltri, Franco Bergamaschi, Susanna Tamaro, Luigi Lorenzetti, Dacia Maraini, Franco Zeffirelli, Antoine-Goestchel.

Parliamoci chiaro: è un’operazione di facciata, che non ha nessun peso di nessun genere, che non ha futuro (e si vede anche dal sito su cui è pubblicizzata, un sito da mille lire), e che – e questa è la cosa più triste – non impatterà su nessun interesse economico costituito intorno alla vita e alla morte degli animali (di qualsiasi tipo: selvatici, allevati, macellati, da compagnia etc.).

Però mi piace lo stesso che se ne legga il “manifesto”, anche perché su questo blog abbiamo affrontato i temi della sofferenza animale, della macellazione rituale etc. (vedi qui e qui) e, sinceramente, qualcosa da dire in merito a questo testo ce l’ho.

Commenterò “in linea”.

Il rispetto per la Vita è una delle grandi conquiste dell’uomo, è un segno di civiltà.

Il rispetto per il corpo femminile, invece, è una delle grandi conquiste della donna. Ma parliamo di animali o di aborto?

E la Vita non è solo la “nostra” Vita, ma anche quella di tutto ciò che ci circonda.

Seee, vabbene, passiamo oltre.

Chi rispetta la Vita deve rispettarne ogni forma.

Che mi stai dicendo? Sei una specie di jainista-ministra? Evvai!

Chi è crudele con gli animali lo è anche con gli esseri umani.

Definisci “crudeltà”.

Gli animali hanno un elevato livello di consapevolezza, coscienza, sensibilità e molti di loro hanno la capacità di sviluppare sentimenti.

D’accordo

Il primo diritto degli animali è il diritto alla vita.

D’accordo. Diventiamo vegani!!! Abbasso i macelli!!!

Infliggere loro sofferenze per crudeltà, o peggio per divertimento, è un atto di violenza e un segno di arretratezza morale che non fa parte del mondo civile.

Sacrosanto!

Per questo è necessario porre un freno al massacro degli animali nella stagione venatoria, fino alla totale abolizione della caccia. Non è degno di un Paese civile uccidere per sport, spesso con metodi crudeli, esseri viventi ignari e indifesi.

Ok!!

Per questo va eliminata la inumana detenzione di animali nei circhi e negli zoo.

Ok. Anche se faccio presente che scrivere “inumana” in una frase che riguarda il regno animale può farci pensare che voi stiate “umanizzando” gli animali.

Per questo va drasticamente vietata l’importazione di animali esotici da altri Paesi e continenti.

Sì, ok.

Per questo va regolamentato il barbaro trasporto di animali da macello in condizioni vergognose, senza cibo e acqua per giorni, ammassati in spazi invivibili.

Come, in che senso…. non siamo più vegani?

Anche agli animali presenti negli allevamenti occorre garantire un ambiente sano e che consenta libertà di movimento.

Libertà di movimento? Da davvero? Ma di che stiamo parlando?

Per questo deve essere sempre vietato il feroce sgozzamento degli animali da macello senza stordimento e la conseguente agonia per dissanguamento.

Ah, vabbene, ho capito. E’ “feroce”, ma va vietato solo se non c’è stordimento… Siamo “umani” con gli animali ma li uccidiamo e li mangiamo. E dobbiamo ucciderli in una maniera “non feroce” o meglio: giudicata “morbida” in base a parametri culturali.

Per questo va vietata e penalizzata la vivisezione, che è priva di reale validità scientifica.

Quindi, insomma, salvi e liberi tutti tranne gli animali da cibo. E in quel caso bisogna ingabbiarli, trasportarli e ammazzarli in un modo “occidentalmente umano”.

Va inoltre punito l’abbandono degli animali domestici e la loro detenzione in condizioni degradanti e va promossa un’azione di sensibilizzazione contro l’uccisione di animali per ricavarne capi di abbigliamento, come le pellicce.

Ah… ho capito: vietiamo i “feroci sgozzamenti” e i vivisezionamenti ma ci limitiamo a “sensibilizzare” contro gli scuoiamenti. Davvero upper class. I miei complimenti.

Gli animali nascono uguali davanti alla Vita e per questo hanno il diritto di essere rispettati.

No. O meglio: o gli animali hanno il diritto di “vivere da animali”, o niente. Agli animali non basta “essere rispettati” alla maniera degli uomini. Agli animali non serve una gabbia più grande, un camion più confortevole e altre idiozie del genere. Sia chiaro che se facciamo queste cose è per metterci noi la coscienza a posto. E quando dico noi dico “società che tratta la carne in maniera industriale”.  Un dead animal walking rimane tale anche se gli fai i massaggi – come succede a Kobe – ogni giorno (e a Kobe lo fanno per ammorbidire la carne della vittima, mica perché vogliono bene alle loro mucche). Di certo non divento favorevole alla pena di morte per il fatto che al condannato, prima di ammazzarlo, gli danno da mangiare il cibo che vuole o altri lenitivi simili. Bah, che ipocrisia.

Rispettando gli animali, rispettiamo noi stessi, la natura di cui facciamo parte e, soprattutto, rispettiamo il valore della Vita.

Amen.

(p.s. grazie Ila ;) )

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0 Responses to Un animale occidentalmente umano

  1. falecius on 2010-05-19 at 08:30

    Interessante.
    Ci sarebbero molte considerazioni da fare, ma mi limito ad una. La Vita ce l’hanno anche le piante (e l’escherichia coli).

  2. darmius on 2010-05-19 at 09:54

    bah, a me sembra un copia-e-incolla di slogan animalisti presi qua e là. Forse lo scopo principale di quell’iniziativa (come pare dal sito) è creare una galleria fotografica della brambilla insieme a vari e oscuri personaggi.
    D

  3. mizam on 2010-05-19 at 11:07

    Ministro dello stesso governo che estende il periodo di caccia e le specie cacciabili in barba alle norme europee, ma in omaggio alla imprescindibile polenta e osei, ambrosia dei seguaci di Eridano?

  4. Lorenzo Declich on 2010-05-19 at 16:35

    Il punto cruciale, a mio modo di vedere, è l’ideologia che questo “manifesto” sottende. Come accennavo nel titolo: animali “cristianizzati”. Restano fuori iterribili sgozzatori ebrai e musulmani.

    • darmius on 2010-05-19 at 19:28

      @lorenzo: non credo riescano a vedere così lontano, secondo me hanno solo ripreso alcuni refrain animalisti, anzi tutti, a casaccio (come dimostra la questione caccia). Quello che mi preoccupa è semmai il fondamentalismo dei toni, soprattuto nel cappello iniziale sul “diritto alla vita”… Non è infatti lo stesso governo che estende la caccia, ma anche quello che dice che siamo in guerra e che entro l’anno i soldati italiani in Afghanistan saliranno a 4000 (la guerra rispetta il diritto alla vita?).
      D

  5. Lorenzo Declich on 2010-05-20 at 07:16

    Su box.net ho messo 3 documenti riguardanti la “macellazione rituale e sofferenza animale” in Italia (qui, qui e qui)

    Altra documentazione la fornisce l’OLIR, qui.

  6. equipaje on 2010-05-20 at 11:24

    Io rilevo l’insopportabile retorica, le parole (sempre più) in libertà e -come mizam e darmius- il clima sempre più orwelliano delle comunicazioni: in generale e queste sull’animale occidentalmente corretto.
    E comunque: passi Feltri, che ha regalato l’asino Ugo a MVB. Passi pure l’avvocato animalista extracomunitario, sia pure con il cognome scritto sbagliato. Ma gli altri “garanti” sarebbero rappresentativi di chi, o di che? Vabbe’, sto andando fuori tema :)

  7. Stefano on 2010-05-20 at 21:03

    Non so, forse ha ragione Darmius a dire che non ci arrivano neanche a vedere così lontano, ma certo che parlare dei “feroci sgozzamenti” fa sicuramente venire in mente un attacco preciso alla macellazione secondo il rito islamico (ed ebraico!). Per il resto, verissimo che è un maldestro copia e incolla di slogan animalisti di varia natura, ma diciamoci la verità: quanti sono quelli che si prendono la briga di formarsi una posizione coerente su questo argomento? È pieno di protettori del feto per cui le carrette dei clandestini vanno allontanate a cannonate, così come di protettori dell’animale più o meno esotico a cui l’industrializzazione della morte sta benissimo “purché compassionevole”.

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