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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

L'Aquila al Cairo

2010-05-22
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Non so cosa augurare ai cairoti.

Nel quadro dei nuovi 15 accordi di cooperazione economica fra Italia ed Egitto ve n’è uno riguardante l’istituzione di una “Università italiana in Egitto”.

Quando ho letto la notizia ho avuto un sussulto, lo ammetto.

Ho pensato a Taha Hussein, a Carlo Alfonso Nallino, al ruolo culturale ricoperto a suo tempo da diversi italiani nell’istituzione universitaria egiziana (vedi un buon riassunto che si trova in questo libro).

Poi il sussulto è passato e lentamente ad esso si è sostituita una profonda, profondissima tristezza.

Quanti anni sono che spero che una cosa del genere si realizzi, e si realizzi davvero? Almeno 20.

Quante volte ho dovuto constatare che, invece, la politica culturale italiana, in Egitto e altrove nel mondo arabo e nel mondo islamico, è in progressivo inarrestabile arretramento? Decine.

Oggi vendiamo prosciutti di manzo agli abitanti di Dubai.

Questo facciamo.

Ma c’è di più, attenzione.

Queste le parole di Silvio Berlusconi riportate da Dailyblog.it:

“A venti chilometri dal Cairo” sorgerà “l’università italiana in Egitto”, il “terreno è stato già acquisito e io ho suggerito il ‘metodo Abruzzo, con tre squadre in un giorno impiegate per la costruzione” che in questo modo avverrà “in tempi molto brevi, in tempi record” (fonte).

Inutile commentare ulteriormente: la possibilità che ciò che Berlusconi ha denominato “università” si dimostri in futuro davvero un’università sono inferiori al punto percentuale.

E’ più probabile che in quel terreno ci riversino scorie nucleari.

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0 Responses to L'Aquila al Cairo

  1. darmius on 2010-05-22 at 08:03

    Mah, metodo abruzzo o meno, mi chiedo invece chi ci manderanno a insegnare… i soliti della cricca tipo quelli del comitato per l’islam italiano?
    O forse no, forse si insegnerà design del tarocco made-in-italy, scienza del prosciutto e della pizza (fra l’altro gli egiziani sono già i migliori pizzaioli d’italia), velinologia islamicamente corretta…
    :)
    D

  2. falecius on 2010-05-22 at 08:39

    Io invece sono colpito dal fatto che non sara’ “al Cairo” ma sara’ a VENTI CHILOMETRI dal Cairo.
    Stanno lentamente uccidendo il centro di questa citta’, stanno portando tutto in citta’ dormitorio collegate da nastri d’asfalto sempre piu’ grossi e congestionati, citta’ nuove ed a mio avviso orribili.
    Boh. (trasferiranno anche il Museo Egizio, a quanto pare. Da una parte ha senso, il vecchio edificio non riesce piu’ a contenere adeguatamente tutta quella roba. Dall’altra dispiace. Era il museo di Mariette, insomma).

  3. Lorenzo Declich on 2010-05-22 at 10:29

    @darmius: i secondi che hai detto
    @falecius: esattamente come le new town dell’Aquila, a 20 km dal centro.

  4. Abubalesh on 2010-05-22 at 12:05

    Dovrebbero comprare la sede dell’Università Americana, invece, altro che costruire a New Maadi!

    La lobby del cemento comunque sarà felicissima

  5. mizam on 2010-05-22 at 22:49

    (…) “Che ne dici, o Burqinella, se mi do all’insegnamento?
    Con la pizza margherita come sai sono un portento,
    A sfornare le piadine sono di certo un grande esperto
    Potrei fare il professore d’accademia nel deserto”.
    “Mio diletto Giallabone, mi par vana tua esultanza
    La promessa di progresso è di dubbia provenienza.
    Quel signor col parrucchino bacia mani a tutto spiano,
    E d’appalti se ne intende, come san nell’aquilano.
    Ma la sua specialità, se si parla d’import-export
    E’ di aviotrasportare baiadere e grulle escort” (…)

  6. letturearabe on 2010-05-25 at 18:52

    @lorenzo: personalmente non rimpiango i tempi di nallino & c. sia perché, ricordo, era un fervente fascista, sia perché l’egitto aveva – e ha tuttora – l’abitudine di strapagare i prof. stranieri affinché vadano nelle loro università e poi al ritorno i patria promuovano la cultura egiziana sia con traduzioni che conferenze e altro, quindi altro che interesse culturale…
    @darmius: l’università si farà e sono già in programma un paio di convegni al cairo sulla traduzione ar/it e la lingua italiana in questa prospettiva; ci insegneranno i soliti
    @abubalesh: se chiudono l’auc poi dove vanno per passare il tempo le mogli della classe agiata e degli stranieri al cairo?

    • Lorenzo Declich on 2010-05-26 at 06:11

      Il mio pensiero andava soprattutto alla bassa qualità dell’operazione. Staremo a vedere… temo che dalle conferenze di tema “umanistico” si passerà rapidamente al corso di ceramica industriale.

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