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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Daniel Pipes lo sterminatore

2010-05-24
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Ho già parlato di Daniel Pipes rilevandone l’intento incendiario e la pretestuosità.

Lo scorso 29 aprile se n’è uscito con questo “My peace plan: an Israeli victory“, un articolo rimbalzato poi su “Il Legno Storto” e infine su “Liberali per Israele“.

Secondo Pipes la guerra finisce quando qualcuno la vince e a vincere deve essere Israele.

Ovviamente, i palestinesi sarebbero i primi a giovarsene.

L’acuto commentatore, tuttavia, imposta l’articolo con un vizio di base.

Definisce ciò che sta succedendo una guerra “arabo-israeliana”.

Dimenticando che Israele è in pace con Egitto e Giordania.

Che il “grande nemico” di Israele è l’Iran.

E che gli unici che tirano qualcosa addosso agli israeliani sono palestinesi.

Ciò che davvero è pernicioso in Pipes non è il suo punto di vista pro-israeliano – ognuno la pensa come vuole – bensì il suo modo di fare il gioco delle tre carte.

I suo è un vero e proprio occhio coloniale, a sfondo paternalista.

Dire “guerra arabo-israeliana” non è solo un’approssimazione, una “licenza poetica”.

Se Israele sterminasse tutti i palestinesi Pipes, con la questa sua storiella, riuscirebbe a negarne l’evidenza.

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0 Responses to Daniel Pipes lo sterminatore

  1. darmius on 2010-05-25 at 09:50

    solo per precisare che la dicitura “guerra arabo-israeliana” è una sintesi forse giornalistica ma non del tutto errata: significa che fra Israele e gli stati arabi (Siria, Libano, Arabia Saudita, paesi del golfo, Sudan, Yemen, oltre agli occupati palestinesi, ecc.) non c’è una pace e nemmeno ufficiali rapporti diplomatici. E l’Egitto e la Giordania sono eccezioni.
    La tensione con l’Iran, a mio vedere è una questione, anzi la vera questione, delle influenze regionali, dato che fra loro non c’è e non c’è mai stata guerra. E non credo ci sarà: come si sa gli stati che puntano a un’egemonia regionale in genere non si porcano le mani (se non in casi estremi) e le guerre le fanno combattere agli altri.
    D

    • Lorenzo Declich on 2010-05-25 at 10:06

      Sì, vabbe’, Darm…. la dicitura “guerra arabo-israeliana”, è la ripresa malevola di una dicitura ormai caduta in disuso essendo obsoleta, in funzione della dimostrazione di una tesi ambigua.

      Daje, su. E’ pura cattiva fede.

  2. Guido Ruffoni on 2010-05-31 at 20:07

    Beh, dopo la carneficina operata contro le imbarcazioni dei pacifisti, Pipes non merita risposte. Una “vittoria israeliana”? Sì. Contro la ragione e la pietà umana. Glielo lasciamo tutta intero questo suo augurio da incubo.

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