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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Turchia, per forza

2010-07-28
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Spesso succede che alcune verità su un fatto A vengano a galla ragionando su un fatto B.

All’indomani della strage della Mavi Marmara il mondo sembrava tornare in picchiata verso gli stilemi del conflitto di civiltà.

In questo post e nei post ad esso collegati ne avevo parzialmente delineato i contorni: la Turchia era un paese islamista, che fomentava l’odio e l’invidia, che si avvicinava all’Iran e, soprattutto, che si allontanava sempre di più dall’Europa.

Oggi scopriamo che quelle allarmate analisi, quelle turbolente accuse, erano – scusate l’eufemismo – una montagna di cazzate: David Cameron, neo Primo ministro britannico di destra, dopo una visita ad Ankara dichiara di sostenere l’ingresso della Turchia dell’Unione Europea e la Commissione Europea (for dummies: l’esecutivo, il “governo” dell’Unione Europea) plaude (qui).

Plaude anche la Germania, ricordando però che bisogna lavorare molto sul processo di integrazione della Turchia nell’Unione Europea: siamo ancora  a carissimo amico (qui).

Gli fa eco il ns Frattini (il quale correda il tutto con le consuete e insopportabili gaffe*).

Le verità che vengono a galla sono le seguenti (e non sono mai cambiate):

  1. l’allarme nei giorni della Mavi Marmara era niente altro che fumo negli occhi, un modo come un altro per distrarre l’attenzione sul fatto che quel massacro non aveva nessuna vera giustificazione;
  2. per ragioni economiche e geopolitiche la Turchia dovrà prima o poi entrare nella UE. Tutto ciò che avverrà prima di questa entrata è da leggere nel solco di questo fatto pressoché inevitabile. Il ché significa che la Turchia è già in Europa. Al contrario l’eventuale ingresso di Israele nell’Unione Europea, a parte i sogni (pur legittimi) dei Radicali italiani, non è mai nemmeno stato messa in agenda, essendo Israele essenzialmente di pertinenza economica e geopolitica statunitense;

Volendo tirare la corda si potrebbe dire che uno scontro Israele-Turchia potrebbe interpretarsi come uno scontro di civiltà fra Europa e Stati Uniti.

Ma noi, qui, non tiriamo le corde.

——————-

* Ecco la notizia ASCA

<!– –>

27-07-10
UE: FRATTINI, ITALIA PRIMO ‘AVVOCATO’ INGRESSO TURCHIA
(ASCA) – Roma, 27 lug – L’Italia ”e’ il primo ‘avvocato‘ dell’ingresso in Europa della Turchia”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Franco Frattini intervenendo alla settima Conferenza degli ambasciatori in corso alla Farnesina.

Ricordando come l’Italia sia il ”partner piu’ affidabile per le regioni di crisi e di tensione; amico come nessun altro in Europa di Israele ma al tempo stesso partner privilegiato dei Paesi del Mediterraneo e del mondo arabo”, Frattini ha definito il Bel Paese come ”primo avvocato” dell’ingresso in Ue di Ankara.

Noterete tutti, spero, la excusatio non petita riguardo a Israele (nessun altro ne ha fatto cenno, perché non ce n’era bisogno) e il goffo tentativo di rivendicare un ruolo di primazia nei rapporti con la Turchia (senza peraltro nominarla e ignorando i giganteschi interessi tedeschi – che infatti si dimostrano come sempre molto più realisti): la solita politichetta dei 2, 3, 4 forni che lascia dietro di sé l’acre puzzo dell’improvvisazione.

Un giorno o l’altro farò un post sulla politica italiana nel Mediterraneo e sull’attitudine di Frattini a riusare in maniera scomposta e casuale il corredo fraseologico lasciato in eredità da Giulio Andreotti.

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6 Responses to Turchia, per forza

  1. darmius on 2010-07-28 at 17:09

    ops, non fatelo sapere a Marchionne, sennò gli viene lo sghiribizzo di spostare gli stabilimenti fiat di Bursa in Macedonia o in Georgia…
    D

  2. minos on 2010-08-02 at 08:33

    Yes please
    Fammi un riassunto della politica italiana nel meditterraneo, perchè, ti giuro sulla frase
    ‘Ricordando come l’Italia sia il ”partner piu’ affidabile per le regioni di crisi e di tensione; amico come nessun altro in Europa di Israele ma al tempo stesso partner privilegiato dei Paesi del Mediterraneo e del mondo arabo”’
    ho fatto un salto sulla sedia.
    Mi raccomando: un resoconto ‘for dummies’ altrimenti non capisco!

    • Lorenzo Declich on 2010-08-02 at 09:12

      Molto semplicemente: a causa della sua posizione geografica – si trova proprio in mezzo al Mediterraneo – e per l’importante ruolo politico-economico che ha in essa – fa parte del G8, è un paese NATO, ha moltissimi interessi nell’area mediterraneo, vedi sulla colonna di destra la rubrica “economia” – l’Italia è, ed è considerata, un importantissimo tassello nel puzzle geopolitico mondiale in rapporto a quei paesi che si trovano sulle sponde del Mediterraneo ma hanno rapporti meno organici con l’Occidente, in particolare con i Paesi Arabi. Andreotti e in seguito anche Craxi – bisogna ammetterlo – leggendo bene questa situazione misero al centro della politica estera italiana il ruolo di “raccordo” fra Italia e questi paesi, in cambio di “disattenzioni” da parte dei referenti statunitensi e in generale NATO in rapporto a relazioni economiche con paesi non esattamente “amici dell’Occidente”, vedi la Libia.
      Gli emuli scemi di Andreotti articolano discorsi sconnessi pescando a caso nel corredo della retorica andreottiana per mantenere i piedi in diverse staffe. Di qui le frasi quasi senza senso di Frattini. Detto ciò gli italiani, oggi, fanno i paladini di Israele per esigenze di propaganda interna e non hanno con Israele un sano rapporto basato sul fatto di essere un importante referente economico per i paesi arabi e per la Turchia. Prima in Israele se dicevamo una cosa venivamo ascoltati sul serio. Adesso ci danno una pacca sulla spalla e ci dicono: “grazie, grazie”.

      • darmius on 2010-08-03 at 08:07

        potrei aggiungere che la frase di frattini può avere un sottotitolato del genere: “siamo amici di tutti, basta che se magna” e via a pacche sulle (s)palle…
        D

      • minos on 2010-08-03 at 11:53

        Grazie.
        Mi sembrava di ricordare qualcosa di simile a ‘Italia come portaerei d’Europa nel Mediterraneo’ (o testa-di-ponte dell’Africa in Europa, a seconda dei punti di vista).
        Ho visto un intervista a Cossiga in cui raccontava di esecuzioni di fuggitivi libici effettuate dai servizi di quel paese nelle strade italiane; il giornalista non ha commentato. Era una balla, vero?

  3. Lorenzo Declich on 2010-08-03 at 09:05

    eh… più o meno…

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