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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Quelli de L'Occidentale e il 94enne di Christian Rocca

2010-09-28
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Uno dei miei giornali preferiti, l’Occidentale, apre parzialmente gli occhi.

Schiacciato com’era sul un fallacismo becero (grazie al quale raccoglieva lettori entusiasti) si sentiva evidentemente poco autorevole e, ultimamente, ha iniziato a sviluppare ragionamenti che, se da una parte non approvo, dall’altra trovo almeno dotati di una testa e una coda.

In questo pezzo, ad esempio, Roberto Santoro accetta l’idea che a un certo punto l’islam non farà più paura e rileva l’esistenza di una middle class di religione musulmana:

Verrà il momento in cui anche nel mondo arabo e musulmano sorgerà una classe media “pop” simile a quella dominante nelle democrazie occidentali. La borghesia global è una cerchia di persone, non proprio ristretta, che condivide le stesse esigenze di benessere, lavoro, progresso. Un gruppo umano tendenzialmente pacifico.

Non mi dilungo su ciò che in Santoro non trovo corretto o completamente sbagliato: all’Occidentale sono di destra e delle cose proprio le pensano a destra. Quindi non mi aspetto che vi sia una critica seria all’islamercato.

Rilevo però che il tono dell’articolo e la sua analisi sono ben lontani dal genere dell’invettiva cieca, guerrafondaia e ignorante di un Mario Sechi o, ancora peggio, dal mellifluo tentativo di un Christian Rocca su Il Sole24Ore di far passare, ancora una volta, l’adagio orientalista “nell’islam non c’è separazione fra stato e chiesa”, un argomento vecchio e superato esattamente come chi ancora lo spende (riciclandolo per la decima volta): il 94enne Bernard Lewis.

Sì, Christian, la teoria teocratica dell’islam è una cosa forte, un elemento di cui tener conto. Ma c’è molto, molto di più, oggi, al mondo.

C’è stato il colonialismo. C’è stata la decolonizzazione. Ci sono stati i regimi nazionalisti. Ci sono state le esperienze rivoluzionarie più o meno andate male, più o meno stroncate, dall’esterno o dall’interno. C’è ad esempio, come ho sottolineato qui,  un’opinione pubblica araba che vuole la democrazia. C’è un islam “di mercato”, una forza in continua espansione, che “privatizza” l’islam, che rende la spiritualità islamica una cosa per molti versi new age.

Anche i Fratelli Musulmani, in molti contesti, hanno smesso di pensare a uno “Stato islamico” e si sono dati al businness perché ritengono sia più conveniente vivere in democrazia.

Lì, in quel mondo iperuranio di Bernard Lewis, sono rimasti i terroristi, alcune frange estreme dell’islam, i vari conflittori di civiltà d’Oriente e d’Occidente, e i Christian Rocca.

Un consiglio, caro Christian: ogni tanto leggi una cosa un po’ meno antiquata, informati su come va il mondo al di fuori del tuo prezzolato contesto.

Non devi per forza fare amicizia con i cattivi, ora puoi leggere Ed Husain sull’Occidentale!

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11 Responses to Quelli de L'Occidentale e il 94enne di Christian Rocca

  1. P. on 2010-09-28 at 10:20

    Il problema (purtroppo) non è solo di Christian Rocca, ma di un classe (casta) comune (trasversale) e antiquata, che potremmo definire dei “trasmettitori dell’informazione” (scientifica o meno).
    Ovvero: buona parte della nostra casta accademica/editoriale (e annessi e connessi) è ferma ai testi di quando loro erano studenti, alle considerazioni post-colonialiste (della “sinistra” che ripropongono un modello eurocentrico implicito di superiorità occidentale e dei loro avversari (a comunella) e di “destra” che separano le culture). E’ naturale quindi che quello che filtra, quello che arriva (in Italia) è sempre vecchio stravecchio, digerito male e vomitato peggio.
    Tempo fa avevo tradotto un grande articolo di Halil Inalçik (lui poteva e lui doveva) su come si forma una “base scientifica storica tra gli accademici senza consultare fonte alcuna ma seguendo la storiografia”, molto interessante: in pratica Giggino pubblica un libro e ci mette quello che pensa lui, facendo fonte (nel migliore dei casi) di cronache non suffragate da documenti. Mariella, Franceschina e Pupetta del Marzapane, sue studentesse, la predono a base e così via. Alla fine passano anni, decenni e secoli e le elucubrazioni di Giggino (magari valide nel SUO tempo) sono diventate fonte certa ed inattaccabile.
    E così ci ritroviamo l’annullamento temporale. E magari un Lewis del ’50 (ottima annata, tra l’altro, prima del 1954-anno malefico di mannaia sulle intelligenze) pubblicato in Italia nel 2010 passato come “attuale”, o uno Shaw (che, pace all’anima sua, sapeva di islam come io so di Cina) come testo di riferimento. Bella cosa per degli storici, no?

  2. Melone on 2010-09-28 at 10:23

    Rocca è favoloso. Mi ci sono scontrato tempo fa via mail, sugli attentati di Mumbai. Presuntuoso come pochi. La cosa bella è che, nonostante adori letteralmente la dottrina neocon e il bushismo spinto, si dice di sinistra!

    Secondo me la “virata” de l’Occidentale è dovuta al fatto che l’amministrazione USA di fatto sta dialogando con partiti e movimenti islamisti, radicali e non. Quando scopriranno che molti sono borghesi e conservatori quanto loro scoppierà l’amore …

    • Lorenzo Declich on 2010-09-28 at 10:37

      E allora ci diranno che il mondo halal è il bene, e che l’islamercato è ancora meglio.

    • Lorenzo Declich on 2010-09-28 at 10:41

      > si dice di sinistra!

      dev’essere amicissimo di Fontana :-)

      • Melone on 2010-09-28 at 11:44

        C’hai azzeccato in pieno. Così come i vari costa, sofri etc. i very important blogger de noaltri …

  3. letturearabe on 2010-09-28 at 11:27

    non c’è bisogno di scomodare bernard lewis per l’adagio orientalista: è quello che ci hanno insegnato e che ancora insegnano gli orientalisti nostrani :(

    • Lorenzo Declich on 2010-09-28 at 12:32

      Questo è un tema serio.

      L’islamistica italiana è ferma al palo, anzi arretra.

      I nuovi specialisti si rivolgono altrove – e fanno bene – o si costruiscono da sé – con i rischi del caso.

      Il mondo dei media è in balia di una massa di pseudo-esperti.

      Solo una piccola enclave di sopravvissuti e di nuove leve può affrontare l’imbarbarimento incipiente con le armi del sapere.

      Ma deve ingaggiare lo scontro, entrare in polemica, e il confronto è davvero impari.

      Ce n’è abbastanza per un episodio di Guerre Stellari.

  4. Andrea on 2010-09-28 at 13:15

    Oh, non conosco un blogger che apprezzi Rocca. Quando capirà che vale molto meno di quanto crede? Comunque ora mi leggo l’articolo di Ed Husain…

  5. […] Zakor, non c’è più bisogno di queste minchiate. Leggi l’Occidentale, dai! […]

  6. letturearabe on 2010-09-28 at 19:25

    ma alla fine in guerre stellari i buoni distruggono la morte nera no? :)

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